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Dieta: “contare” gli ormoni e non le calorie

I compiti sono stati fatti: abbiamo sommato le calorie fino al centesimo, l’app fitness che segna i nostri dieci mila passi quotidiani ci fa i complimenti, e il nostro dolce preferito è ormai un lontano ricordo. Eppure, il nostro girovita piange. E quello che prima sembrava passare come un bicchier d’acqua, ora si ferma inesorabilmente sui fianchi. Sembra un complotto, ma non lo è. Perché, a guardar bene, a regolare appetito, senso di sazietà, capacità di bruciare i grassi, ci sono i cari vecchi ormoni. Gli stessi che, da letteratura, ci catalogano a mo’ di compendio botanico: a mela, se il grasso è su addome, spalle e braccia; a pera, se le rotondità scolpiscono fianchi, glutei e cosce. Per riassumere, nel primo caso, ci sono buone probabilità che dipenda da livelli di cortisolo alto al mattino, nel secondo, dall’effetto estrogeni. Quando le calorie non contano «Il cibo non ha solo un aspetto energetico, che noi “misuriamo” con quantità e calorie, ma determina anche una risposta ormonale che può condizionare il nostro metabolismo» spiega Paola Signorelli, …

Dieta Mima Digiuno: cosa c’è da sapere

Arriverà un giorno in cui, invece dell’età anagrafica, domanderemo l’età biologica? Secondo Valter Longo, direttore dell’Istituto di Longevità all’Università della Southern California, uno dei maggiori esperti mondiali in studi sull’invecchiamento e le malattie a esso collegate, sì. Per questo, ha coniato il termine “juventologia” ché, come spiega il biochimico genovese: «Non dovremmo tanto concentrarci sul perché e come si invecchia, ma studiare e approntare le strategie per rimanere giovani». Detto e fatto. La sua Mima Digiuno, più che una semplice dieta, è un modo di intendere l’alimentazione a tutto tondo. E, leggendo il libro appena pubblicato da Vallardi (La Dieta della Longevità, Valter Longo), anche una presa di coscienza degli studi, epidemiologici, clinici, sociali, genetici, oncologici, molecolari, che stanno dietro ad affermazioni di sicuro effetto, ma di base scientifica, come quella di poter allungare la propria vita di 30 anni. L’età ha le ore contate Molti di noi hanno sentito parlare delle zone blu, località sperdute, dalla Sardegna al Giappone, in cui la percentuale dei centenari è più alta che altrove. Longo ne ha scovata …

Grasso è bello

[Articolo pubblicato su Gioia! del 1 maggio 2015] E se ci avessero raccontato la storia sbagliata? Se “mangiare magro e leggero” non avesse poi tutti quei benefici effetti su peso e salute come ci hanno insegnato? Qualche mese fa, sulla copertina del Time campeggiava un invito piuttosto perentorio: “Eat Butter” con tanto di inchiesta che decretava la fine della guerra ai grassi. Poi ecco che Economist e Forbes incoronano come libro rivelazione su tema food e salute il best seller di Nina Teicholz The Big Fat Surprise: Why Butter, Meat and Cheese Belong in a Healthy Diet (La grande sorpresa dei grassi: perché burro, carne e formaggi appartengono a una dieta sana, qui l’intervista completa). In poche parole, come e perché abbiamo, e pure sbagliando, guardato ai cibi grassi come il diavolo in tavola. «La verità è che quando, negli anni Settanta, ci hanno detto che i regimi alimentari a basso contenuto di grassi erano i più salutari, le prove da studi clinici erano poche» dice Teicholz. «Ricerche recenti invece, guidate da scienziati di Harvard, …

Mangiate burro. Parola di Nina Teicholz

Nina Teicholz è una giornalista scientifica specializzata in food e nutrizione. Il suo libro The Big Fat Surprise: Why Butter, Meat and Cheese Belong in a Healthy Diet  è stato definito dall’Economist e da Forbes il libro rivelazione su tema food e salute dell’anno. Io ne ho parlato nel mio pezzo per Gioia! sulle diete LDHF (low carb high fat). Qui l’intervista completa. Quali sono le più recenti ricerche che ci confermano che una dieta a basso contenuto di grassi non è poi un regime alimentare così sana? Il più grande studio clinico mai condotto nella storia della scienza della nutrizione è stato sulla dieta povera di grassi e i risultati furono pubblicati nel 2006. Si chiamava Women’s Health Initiative e fu condotto su quasi 50 mila donne negli Stati Uniti, la metà delle quali sono state sottoposte a una dieta povera di grassi. Dopo un decennio, i ricercatori hanno scoperto che la dieta a basso contenuto di grassi non aveva apportato alcun beneficio su malattie cardiache, diabete, cancro o altre malattie. Tuttavia, poiché tali constatazioni contraddicevano il pensiero comune non sono state prese in considerazione. Negli ultimi dieci anni, sono stati condotti altre decine di studi (Shai …