All posts tagged: Donne

Era mia madre

Leggere un libro sulle donne, sulle madri e sulle figlie, è sempre come leggere un libro su noi stesse. Così non mi sono stupita quando, parlando con Iaia Caputo del suo nuovo romanzo Era mia madre (Feltrinelli, in libreria dal 12 maggio), mi ha rivelato che agli workshop di scrittura autobiografica che organizza, non c’è donna che non faccia i conti con la figura materna. Non farò nessun spoiler in questo post dedicato al libro di Caputo, dirò solo che è molto bello, emotivamente coinvolgente, e che qui invece condividerò alcune riflessioni che ho avuto il piacere di fare con l’autrice davanti a una spremuta. Perché i rapporti con le madri, e con le figlie ho detto io, non sono mai come ci vorrebbero far credere, e forse perché, come dice Iaia: «L’imperfezione è inevitabile, e io non credo nei rapporti educati, come non credo nelle buone o cattive madri. Ci sono solo gli essere umani, con i loro momenti di eroismo o di debolezza. Non mi interessa nemmeno se i media raccontino un rapporto finto o …

La rivincita delle black model

Sembra quasi uno dei revival a cui ci ha abituati il mondo della moda. Un tormentone che ogni tanto si ripropone come lo stile marinaro o la stampa animalier. Perché era l’estate del 2008 quando Vogue Usa si chiedeva “It’s fashion racist?” e oggi, ancora, siamo qui a domandarcelo. E ce lo domandiamo perché, oggi come anni fa, le top model del momento decidono di esternare il loro disappunto. Dalla cover di ElleUK di aprile Jourdan Dunn, per esempio, non usa mezzi termini e dice che sì, ora ci sono più ragazze di colore di qualche anno fa, ma finché questo sarà considerato un fatto su cui scrivere, finché non sarà semplicemente una non-notizia, lei non potrà ritenersi soddisfatta. Intanto, insieme alla sudanese Nykhor Paul e all’inglese Leomie Anderson, tra un post e l’altro su Twitter, Instagram e YouTube, dove poche settimane fa la stessa Anderson ha pubblicato il video tutorial How to survive as a black model, continua a lamentarsi di quella che viene definita la discriminazione del backstage: parrucchieri che non sanno come …

Il potere della bellezza

Non che sia una novità. Già Aristotele ci istruiva su come il nostro aspetto fosse il miglior biglietto da visita che abbiamo a disposizione. Ancor prima di aprir bocca, ci si conosce con lo sguardo, gli atteggiamenti, lo stile. Quel che però negli ultimi anni ha fatto saltare la mosca al naso è che qualcuno sia riuscito a dare un valore economico a queste qualità genetiche. «Il fatto che si riesca a quantificare e misurare il potere della bellezza sposta la questione dal piano privato a quello sociale» dice Francesco Daveri, docente di politica economica all’Università Cattolica a Piacenza e autore della prefazione dell’ormai bibbia della pulchronomics (termine con cui si designa l’economia della bellezza) scritta da Daniel Hamermesh La bellezza paga. Tutti i vantaggi dell’essere attraenti appena pubblicata in una nuova edizione (Egea). «Se, tolti tutti i possibili fattori di discriminazione, rimane ancora una differenza nei salari, e questa è imputabile al good looking, allora si può parlare del valore economico della bellezza e anche, non meno importante, del danno che, a parità di …

Vecchia a chi?

Qualcuno ci sta pensando. E studiando. Come rubare alla Mercenaria mercenaria, un mollusco che abita dalle parti delle coste dello Yucatán, il segreto delle sue proteine capaci di mantenersi intatte al passare del tempo e permettendole così di arrivare a 500 anni. Come farà quel gene speciale della balena della Groenlandia a “riparare” il suo stesso DNA, tanto da garantire all’immenso animale 200 anni di vita. Non che si voglia inseguire l’eterna giovinezza, stato per altro di estrema labilità emotiva ed economica, ma di essere, come aveva definito Catherine Mayer qualche anno fa, gioiosamente amortali, orgogliosamente senza età, sì. E mentre ci accingiamo a soffiare, il 21 aprile prossimo, le novanta candeline di Elisabetta II, una che è passata dal parlare con Winston Churchill seduta sul suo divano Chippendale a digitare tweet e firmare la legge sui matrimoni gay, forse sarà il caso di prendere atto che questo non è, e non sarà, il mondo dei giovani. «Già oggi, le persone tra 55 e 74 anni sono 14 milioni, uno in più di quelli che …

Donne che viaggiano sole

Lewis e Clark ci impiegarono poco più di due anni. Dal maggio del 1804 al settembre del 1806, per arrivare via terra alla costa pacifica, partendo da Saint Louis fino ad Astoria, costeggiando il fiume Missouri. Una compagnia di una trentina di persone che andava alla scoperta dell’Ovest, tra le tribù Sioux dei Yankton, Lakota, Mandan… Emanuela Crosetti, 38 anni, fotografa e appassionata di storia americana, questo viaggio invece l’ha voluto rifare da sola, in un mese, portando con sé i diari della prima spedizione (il libro che lo racconta uscirà a maggio edito da Exorma): «Se fossi vissuta nell’Ottocento, sarei andata con loro. Oggi, nei tre mesi all’anno che dedico al viaggiare, preferisco partire da sola, contare solo su me stessa, ed essere svincolata da qualsiasi legame ed obbligo temporale. L’avventura in solitaria è l’unico modo per conoscere e capire i luoghi in cui ti muovi. Anni fa, quando ho cominciato percorrendo le strade della ex Jugoslavia, tra Bosnia, Serbia e Kosovo, ho capito che quello che fa paura nel viaggiare da soli è …

Purché sia smart (working)

Chiamatelo come volete. Smart o remote working, lavoro agile o flessibile. Diventato realtà insieme alla legge di Stabilità a fine gennaio scorso prevede che, in accordo con l’azienda, si potrà avere una maggiore libertà nella scelta di luogo e tempi di lavoro, senza il capo che controlli l’orario di uscita ed entrata. In realtà, lo si poteva fare già prima, solo che le norme del vecchio telelavoro erano troppo rigide in termini di sicurezza e deleghe e spesso avevano come amara conseguenza l’allontanamento da ufficio e carriera. Cosa che, assicurano i sostenitori, non succederà con lo smart work. Che, sempre per seguire la narrazione mainstream, avrà il grande vantaggio di favorire una migliore conciliazione tra i tempi della famiglia e del lavoro assicurando produttività e benessere. Tutti più liberi e con più tempo per sé, quindi. Così ti aspetteresti frotte di persone che se ne vanno in palestra o che fanno lievitare il numero di libri letti in un anno e invece scopri, dati alla mano, che la maggior parte del tempo guadagnato risparmiando il tragitto casa ufficio viene passato …

Elizabeth Holmes, il nuovo Jobs è donna

A guardarla, con quel dolcevita sempre identico, i pantaloni e le scarpe basse rigorosamente neri, la sua reticenza assertiva, non si può fare a meno di essere d’accordo con chi l’ha definita uno Steve Jobs al femminile. Di questo per altro, Elizabeth Holmes, 31 anni, la più giovane milionaria del pianeta grazie a un patrimonio di 4,5 miliardi di dollari e una società da lei fondata, la Theranos, valutata per 10, si è piuttosto risentita; tanto che alla rivista Fortune ha rivelato che è solo per distrarre l’attenzione dalla sua persona e fare in modo che ci si concentri su quello che dice, che ha adottato il look alla Palo Alto. Sta di fatto che, nella retorica giornalistica, che poi comprende un fiume di interviste e lunghi articoli da Business Week a Forbes, dalla CBS a Elle Usa, il personaggio Holmes ha molto a che fare con quello dell’imprenditrice messianica che promette di cambiare il mondo a colpi di innovazione tecnologica. Alla Jobs, insomma. Qualcuno ha anche sostenuto che era proprio lei quello di cui aveva …

Singleton, una casa tutta per me

[Pubblicato su Gioia! n. 1 2016] Davanti a una colazione abbondante, sedute al tavolo con le amiche, la sentenza della solita Miranda Hobbes è più valida che mai: «Tra cinquant’anni gli uomini saranno comunque obsoleti. Già adesso non ci si può più parlare». Quindi, si sottintende, perché viverci insieme? Se non fosse che le donne che abitano da sole stanno diventando anche in Italia un fenomeno demografico, la condizione delle singleton, così come sono state battezzate le famiglie unipersonali dal docente di sociologia all’Università di New York Eric Klinenberg nel suo Going Solo (Penguin Book), si potrebbe sintetizzare in questo modo. Ma, come osserva Graziella Civenti dell’Università Bicocca di Milano, autrice dell’indagine sulle donne che vivono sole raccolta nel libro Una casa tutta per sé (Franco Angeli), la cosa non è così semplice. «Innanzi tutto c’è un problema di accettazione culturale e di linguaggio. La lingua italiana non ha una definizione per questo status e lo omologa alla condizione di single, il che, non è sempre vero. Quello che sembra essere confermato invece è come le …

50, l’età dell’oro!

Che erano migliorate in stile e carrozzeria se ne erano accorte semplicemente guardando le foto della mamma, e ancor più della nonna. A dire invece loro che, arrivate alla soglia dei cinquanta, sono persino più intelligenti, ecco due studi, tedesco e inglese, pubblicati poche settimane fa rispettivamente su PlosOne e Intelligence, che assicurano che dopo aver spento le candeline del mezzo secolo, non solo non sono da rottamare, ma che le sinapsi si muovono più agili che mai. «Forse pochi se ne accorgono, ma la vita si sta allungando a un ritmo impressionante: negli ultimi quarant’anni anni abbiamo guadagnato dieci anni», dice il famoso genetista Edoardo Boncinelli. «Mangiamo tutti i giorni e meglio, prendiamo antibiotici, ci laviamo le mani. Il risultato è che siamo più sani e abbiamo sempre più voglia di fare una sorta di gara della giovinezza con gli altri». Insomma, effetto Flynn a parte, il tempo passa e noi, almeno a livello di generazione, ringiovaniamo. Senza contare che è alle cinquantenni di oggi, finalmente libere da impegni familiari e dotate di un …

Violenza donne: dove sono finiti i soldi?

25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. A pranzo si parlava con delle colleghe di quanto, innanzi tutto, sia difficile farla percepire come tale, la violenza. Dalla famiglia alle istituzioni. In entrami i casi, ancora troppo spesso, la violenza sulle donne è un affare di famiglia, una cosa che accade tra le mura domestiche ed è quindi lì che deve essere risolta. Ciò porta le donne spesso a non denunciare, le forze dell’ordine a sottovalutare, il contesto sociale a condannare. Una bella frittata, no? Poi certo, c’è quella che quell’uomo riesce a lasciarlo e se ne trova un altro quasi uguale. «Beh, allora se le cerca però», incalza la collega davanti all’insalata. Ecco, giusto di questo si stava parlando. E se lo dici tu, che sei informata, sensibilizzata sul fenomeno, figurati cosa dicono gli altri. Dicono che se lo merita, ecco la risposta. Per nessun essere vivente, se non per le donne, la violenza è meritata. Pensateci. Ora certo, se ne scrive di più, di anno in anno. Nella speranza che questo non sia …