All posts tagged: donne&lavoro

Fate tanti figli, farete carriera

[Articolo pubblicato su LeiWeb il 12 novembre 2013] Qualche anno fa uscì un libro, best seller negli Usa, della giornalista premio Pulitzer Katherine Ellison, intitolato Il cervello delle mamme. Come la maternità ti rende più brillante. Era forse solo un’intuizione derivata dall’esperienza, poi confermata dai risultati, scientifici, di una ricerca diretta dal biologo Adam Franssen (qui una sua intervista al Smithsonian Magazine) dell’Università di Longwood, in Virginia. La ricerca, pubblicata nei primi mesi del 2013, evidenziava come le donne madri avessero aumentato la loro capacità di organizzazione, di risolvere i problemi e di rispondere con più efficacia ai momenti di ansia e stress. Che le mamme abbiano competenze manageriali non ordinarie è per altro dimostrato anche dal fenomeno crescente delle mumpreneurs, un network che ormai copre tutta Europa, a partire dalla Gran Bretagna, tanto che persino la rivista economica Forbes ha ritenuto opportuno stilare un elenco dei sei segreti delle mamme che lavorano da applicare al business: una migliore organizzazione per aumentare l’efficienza, massimo utilizzo delle ore del mattino, privilegiare la qualità al posto della quantità, prendersi cura della propria persona per essere …

Ricomincio da me – la guastafeste

In un recente articolo su Forbes, Natalee MacNeil l’ha chiamata una rivoluzione silenziosa. Elvira Serra, sul blog La27esimaOra, ha ricordato invece l’articolo del Sunday Times e il successo delle mumpreneurs, che per altro godono di un network ormai consolidato in quasi tutta Europa. Nei corsi e ricorsi economici, tra riprese e recessioni, l’economia al femminile, torna insomma come se fosse una novità. Come se fosse una notizia la capacità femminile di “tenere botta” nei momenti più tragici della storia: basterebbe pensare all’economia di guerra, quella sostenuta in silenzio dal lavoro femminile, dalla gestione economica delle donne che rimanevano a casa, per capire che la notizia non è poi da prima pagina. Che cosa è in fondo, questa crisi se non una guerra? Si è detto molte volte. Come si è detto che la crescita del lavoro femminile è dovuta al fatto che molte donne, ritrovatesi con il marito a casa, hanno ripreso la via dell’impiego accettando anche lavori dequalificati per loro. Ma qui si parla di mamme. Di donne soddisfatte e sorridenti (di default) che …

Il tempo di una mamma

Uno dei commenti più spesi per la mia nuova condizione da libera professionista (e sull’aggettivo libera avrei qualcosa da ridire) è che avrò più tempo libero per me e per la mia famiglia. «Goditi tuo figlio che il tempo passa», il refrain. E il tempo di una mamma passa ancora più velocemente. Certo, ora si può fare tutto quello che prima era condensato nell’ora di cena comune serale. I racconti, le domande, gli esperimenti, le confidenze, le imprese sportive, persino le arrabbiature. Un’ora davanti al piatto di minestra in effetti era un po ‘poco. Perché ci sei o non ci sei, questo non si può cambiare, e perché si cresce anche con i vuoti, ma ti resta sempre il tarlo che riempire quei vuoti in fondo sia meglio. Quando scrissi per Sette, il magazine del Corriere della Sera, l’ennesimo pezzo sulla conciliazione tra lavoro e famiglia, mi sono confrontata con altre famiglie europee. Non è che la gestione del tempo della famiglia non fosse un problema, semplicemente, questo problema non solo era diviso a metà, …

Che cosa è il lavoro

Che cosa è il lavoro? Anni fa girava un bell’opuscolo dal titolo Immagina che il lavoro, me lo regalò una cara amica e su quello ci abbiamo sognato un po’ tutte. Perché il lavoro è una parte di noi, anzi, per alcuni siamo noi, il nostro stile e qualità della vita, il nostro tempo pubblico e privato, il nostro passato e il nostro futuro. Eppure a volte il lavoro così inteso sparisce e con esso, anche le persone. Inghiottite dalle guerra tra azionisti e aumento di capitale, tra giochi di borsa e azzardi finanziari. E non serve essere Adriano Olivetti per accorgersi che c’è qualcosa che non va. Qualcosa che non va nella distruzione del lavoro, del suo valore etico ed economico e della sua capacità di creare dignità. Una distruzione sistematica fatta di spreco di talenti, mortificazione delle competenze, viltà manageriali, miopi convenienze, sospetti e pigri pettegolezzi da corridoi. Così siamo, sono, arrivata fin qui. Qui dove il lavoro si è ridotto a un posto di lavoro e nulla più. Quando anni fa un’amica …

Per il maschio non c’è fine

Altro che Hanna Rosin. Il titolo del suo libro, La fine del maschio e l’ascesa delle donne, in questo Paese è molto al di là da venire. Stracciate pure il famoso Lean in, Facciamoci avanti di Sheryl Sandberg. Qui, proprio, non è storia. Evitate pure di lasciare mini video nel link per autocompiacersi che si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel. Illusione. Qui è buio pesto. E per capirlo basta trattenersi per qualche minuto davanti a quella messa in scena feticcio che è l’elezione del nostro Presidente della Repubblica. Inutile, vana, e subito dimenticata come un urlo isterico di donnicciola è stata la proposta di una donna presidente. Emma Bonino, pareva condivisa. Non so se qualcuno, nel cantuccio del suo scranno l’abbia mai presa sul serio in considerazione. Per il resto, le logiche e le ritualità del maschio hanno preso il sopravvento. Sodalizi correntizi, paccate sulle spalle da Bar Mario, strette di mano e abbracci da dopopartita. Se qualche voce si leva, poi basta una notte e un buon whisky in qualche …

Per chi suona la campana*

Ognuno può suonare senza timore e senza esitazione la nostra campana. Essa ha voce soltanto per un mondo libero, materialmente più fascinoso e spiritualmente più elevato. Suona soltanto per la parte migliore di noi stessi, vibra ogni qualvolta è in gioco il diritto contro la violenza, il debole contro il potente, l’intelligenza contro la forza,  il coraggio contro la rassegnazione, la povertà contro l’egoismo, la saggezza e l’impazienza contro la fretta e l’improvvisazione, la verità contro l’errore, l’amore contro l’indifferenza. Queste parole, di Adriano Olivetti, stanno scritte sul frontespizio del piccolo volume di Edizioni Comunità che ha recentemente rieditato i discorsi agli operai dell’imprenditore italiano. L’ho trovato sul tavolo questa mattina e così ho pensato di usarlo come compagno di viaggio in metropolitana. Era forse dai tempi della mia frequenza alla Facoltà di architettura che non leggevo gli scritti di Adriano Olivetti, ma, come ormai sono convinta, nulla capita a caso. E, in questo deserto di urla, ho ritrovato un’intelligenza pura e coraggiosa. Vi consiglio di leggerlo o di rileggerlo perché, davvero, non ci si …

Il lavoro? Meglio smart…

Articolo pubblicato su LeiWeb il 12 ottobre 2012 Per molti (e molte) di noi è poco più di un sogno. Secondo i dati Istat, infatti, i pendolari in Italia sono oltre 26 milioni e compiono in media 43 chilometri al giorno, e prima che le code, il traffico, la ricerca del parcheggio e le perdite di tempo in attesa dei mezzi pubblici diventino solo un lontano ricordo – come suggerisce il libro Il futuro del lavoro (Ed. Il Sole 24Ore, 2011) di Richard Donkin, uno dei più autorevoli esperti in tematiche dell’occupazione – dovremmo aspettare ancora molto. Nonostante tutti gli studi ci dicano infatti che il telelavoro coincide quasi sempre con incremento di produttività, risparmio sui costi e aumento della soddisfazione dei dipendenti (leggi qui la recente ricerca Microsoft , l’Italia resta, al solito, il fanalino di coda nell’Europa a 15. Con un misero 3,9 per cento di tele-occupati, contro una media europea dell’8,4 per cento e con la Danimarca al 16, il Regno Unito al 9,6, la Germania all’8,5 e la Francia al 7 per cento (dati Manageritalia), ovviamente in crescita. Esiste, è vero, …

La gestione delle imprese? Un lavoro da donne

Articolo pubblicato su Lei Web il 3 ottobre 2012 C’è un dato che pochi conoscono e in cui l’Italia può vantare di essere davanti a Paesi da sempre additati quali esempi di equità e produttività come Germania e Svezia: è il numero delle imprenditrici a guida di aziende artigiane. Per l’esattezza si tratta di un esercito rosa di un milione e mezzo di donne che nell’ultimo anno, nonostante la crisi, è riuscita persino a crescere e migliorare la propria redditività, soprattutto se confrontata con quella dei loro colleghi maschi. Ma cosa hanno di tanto speciale queste imprenditrici? La risposta viene da un’interessante ricerca presentata dalla Confartigianato Lombardia in collaborazione con Il Corriere della Sera. È lei il titolare?, questo è il titolo della ricerca delle sociologhe Michela Bolis, Arianna Fontana (anche imprenditrice), Riccardo De Vita, Cecilia Manzo e Ivana Pais, ha cercato di capire, analizzando esempi concreti, in che cosa si differenzia il modo di governare le aziende tra uomini e donne e quali risultati, questa eventuale differenza di genere apporta, sia in termini di benessere in azienda che di produttività. Ebbene, la leadership …

Tra il dire e il fare

Una delle cose che mi ha più colpito della ricerca È lei il titolare presentata una settimana fa nella Sala Balzan de Il Corriere della Sera e su cui sono stati già scritti molti post (ecco il mio su LeiWeb e quello di Dario di Vico su Il Corriere) è una dichiarata diffidenza delle imprenditrici interessate verso i salotti della politica rosa. In modo più o meno esplicito, infatti, queste donne, che sono il simbolo di una “vittoria” al femminile nella gestione delle imprese, non hanno esitato ad affermare che, di certe tematiche femministe, fanno volentieri a meno (spesso quote rosa comprese), perché loro, la parità dei ruoli e delle mansioni se la conquistano sul campo. Cosa che, di fatto, succede. Queste donne non usano “relazioni” per accrescere la propria azienda, tanto più relazioni femminili: forse sono troppo impegnate nel lavoro “vero”, forse non lo credono indispensabile, ma, onor del vero, questo comportamento le condanna a una dimensione imprenditoriale piccola o almeno modesta. Queste donne cioè, non riescono a fare il salto: dirigono, ma non troppo; …

Donne: un altro lavoro è possibile

Articolo pubblicato su Sette/CorrieredellaSera il 5 settembre 2012 Immaginate un artigiano medievale. Immaginate la sua perizia, la virtù dei suoi gesti ripetuti e perfetti, la sua casa laboratorio, la famiglia e i compagni che condividono con lui le sue conoscenze. E ora provate a figurarvi questo stesso maestro connesso con altri 5 miliardi di persone, in un mondo in cui il capitale intellettuale e quello emotivo sono la chiave del suo successo. L’artigiano sa che non esiste barriera possibile tra vita privata e lavoro, tra lavoro e gioco; come sa che in questo virtuoso equilibrio tra tempi personali e lavorativi sta tutto il segreto della sua soddisfazione e felicità. Lui che si è concentrato sul suo talento nutrendolo di continuo studio solo per essere in grado di decidere che cosa fosse meglio per il suo futuro. Ecco, se volete sapere cosa pensa Lynda Gratton, autrice de Il Salto: reinventarsi il lavoro in tempo di crisi (Il Saggiatore), direttrice del Future of Work Institute della London Business School e una delle dieci persone del Pianeta che, secondo The Times e The …