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donne e politica 2.0

La prossima settimana sarà densa di appuntamenti a topic trasversale: donne, politica e web. Il Social Media Week di Milano dedicherà vari appuntamenti al tema, ma il 24 settembre Milano ospiterà anche il Mom Camp (che in ogni caso richiama una delle lobby più potenti nel web,  le mamme), che farà da apripista all’evento organizzato a Bologna da GGDBologna e Donne Pensanti e, a fine ottobre al Feminist Blog Camp. Le associazioni femminili e le donne singole sono molte attive in rete, si sa. Qualcuno pensa che questo non sia un tratto positivo, perché descriverebbe ancora una donna che parla dal focolare domestico, aiutata da una tecnologia amica, quella sì, ma con l’ingrato compito di sopperire alla mancata possibilità di essere realmente e fisicamente presente nelle stanze dei bottoni. È una considerazione su cui bisognerebbe riflettere. Perché davvero, per le donne, la comunione in Rete di iniziative e programmi è cosa importante. E se la forza della Rete si rivelasse un bluff, un palliativo per ambizioni, magari politiche, mancate, sarebbe grave. Non che io non …

donne di lotta e di governo

Questo post partecipa al blog event #donnexdonne sui SN alla ricerca di buone prassi al femminile Avevo già iniziato il mio viaggio nelle relazioni femminili con i post L’educazione sentimentale e Donne che odiano le donne. Perché tutte noi, chi più chi meno, sul lavoro o in associazioni, abbiamo avuto esperienza della complessità dei rapporti tra donne. A volte persino dell’impossibilità degli stessi, avendo noi una certa inesperienza nella gestione del conflitto che va di pari passo con la nostra scarsa familiarità nella gestione del potere. Naturalmente qui non si tratta di relazioni amicali o affettive, ma di pratiche a-sentimentali in cui gruppi di donne si impegnano insieme a raggiungere un obiettivo. E nel raggiungerlo mettono in atto buone prassi… ma quali? In effetti io non credo che le donne siano riuscite a mettere a punto una loro specifica prassi: se lo avessimo fatto, non avremmo i noti problemi da carenza di lobbying, e non saremmo ancora così lontane dalle stanze dei bottoni. Qualche giorno fa mi ha colpito molto rileggere un’intervista di Manuela Fraire …

l’educazione sentimentale

Mi sto preparando all’evento blog del 21 giugno #donnexdonne sui social network alla ricerca di buone prassi al femminile. Per la verità, non so se le prassi possano essere buone o cattive, forse sono solo efficaci o meno. Forse possono essere valutate solo in base alla loro capacità di raggiungere il risultato e non in base al loro valore etico. Che pure, di per sé, ha la sua importanza. In questo senso, una delle prassi femminili più praticate quando si tratta di affrontare conflitti o problematiche che normalmente si presentano nel mondo del lavoro o delle relazioni, è quella di tirar fuori dal cilindro la carta sentimento. Nessuno più delle donne porta la sua vita intima eo familiare nei luoghi di lavoro. Nessuno più delle donne usa il ricatto sentimentale per difendersi o difendere la proprie azioni (avete presente la passiva attiva agressiva nella Manhattan di Woody Allen?). Faccio questa riflessione perché negli ultimi mesi ho vissuto da vicino un forte conflitto tra donne che lavoravano insieme a un progetto comune. Nei momenti topici, quelli …