All posts tagged: eating design

Delivery service

Dovunque siate, in albero, casa o ufficio, loro arrivano. E, praticamente, da ogni dove. Perché sono rimasti in pochi a New York i ristoranti che non fanno, anche, delivery, la consegna a domicilio. Dalla prima colazione alla cena. Organica, biologica, junk, vegana, gourmet o asian style. Eat24hours.com è una vera e propria banca dati di posti e tipi di cucina, mentre Freshdirect.com è il sito preferito per i devoti del cibo organico, locale e gluten free (ma ha anche una sezione kosher), sia che si tratti di fare la spesa che di farsi recapitare il piatto bello e pronto. Recentemente Time Out ha stilato una classifica dei migliori dieci delivery service a New York. Il primo sarebbe Plated.com che, con un menù che cambia ogni settimana, oltre a ingredienti di qualità, garantisce servizio e impiattamento stellato. Con Trycaviar.com puoi avere a casa anche da ristoranti in diverse città americane (da Los Angeles a San Francisco) che generalmente non hanno servizio asporto. Nella Grande Mela il più famoso, e usato, resta forse Seamless.com, mentre per un …

FoodMade, ancora cibo e design

  FoodMade è una mostra collettiva che sarà a Milano dal 30 marzo al 5 aprile. Un anticipo del Salone del Mobile e dell’Expo messi insieme che vorrebbe far immaginare nuovi processi di trasformazione della materia prima alimentare. Seguendo il motto Edible is Better c’è chi ha sperimentato nuovi metodi di cottura (41BP Design Studio), chi ha trasformato un ingrediente simbolo del territorio in un rivestimento (Alessandro Zambelli), chi ha ragionato con l’autarchia e la stampa 3D (A/R Studio); chi ha riflettuto sulla socialità (Ctrlzak). Ecco qui sotto una gallery dei progetti esposti a Expo Gate di Milano.  

Il pasto del soldato

La Razione K era la razione da combattimento individuale data ai soldati dell’esercito degli Stai Uniti nel 1942. Siamo nella dimensione della sopravvivenza, dove il narcisismo stilistico, la ridondanza formale, hanno veramente poco spazio. Qui il cibo è quello che fa la differenza tra la vita e la morte e il design è risoluzioni di esigenze essenzialmente funzionali. Ecco perché la mostra che apre oggi alla Triennale di Milano e curata da Giulio Iacchetti, piccola, ospitata con accesso libero nella grande hall, è interessante. Istruttiva la lettura, nelle prime pagine del catalogo dell’origine della stessa Razione K, il pasto del soldato: «… Il kit deve contenere le calorie necessarie per resistere un paio di giorni e dare il tempo alle truppe di terra di rifornire i par. del rancio di ordinanza. Gli alimenti devono pesare poco e soprattutto entrare in una scatola che possa essere contenuta nella tasca dell’uniforme…». Tutto qui.         Ora, poiché come scrive Massimo Pitis nel catalogo, il cibo è sempre un messaggio, il pasto del soldato ci dice dell’urgenza di restare in vita. Per noi, e …

Il cioccolato più buono del mondo

Non sono solo i migliori cioccolati del mondo. Quelli che hanno conquistato a Londra, pochi giorni fa, l’International Chocolate Award. Sono i pionieri della lavorazione from bean to bar (dalla fava alla tavoletta). Organici, solidali, innovatori del gusto. Per la gioia del palato e dell’umore. Per quella degli occhi invece, carte con geometrie raffinate, texture materiche e design. Fondente. Pacari Il più premiato. Il primo nella lavorazione biodinamica e monorigine con una fava di cacao, la Nacional Arriba dell’Ecuador che è, per aromaticità e consistenza, un miracolo naturale. In Italia da un anno grazie a un’importatrice di fiori appassionata che lo importa in esclusiva.   Antidote Un cult per i newyorkesi pazzi per il raw chocolate, ottenuto da fave essiccate naturalmente sotto i 46 gradi e con ingredienti “a vista”. Chicchi di arabica con cardamomo e fiori di lavanda cosparsi di grani di sale rosso, i Great Taste 2014.     Cacaosuyo I segreti degli Inca in una tavoletta. Varietà antiche di cacao riportate in piantagione. Sapori dark per una medaglia d’argento all’International Chocolate Award.  Friis-Holm …

Il gelato meccanico di TourDeFork

Loro, i TourDeFork, sono un designer, Stefano Citi, e una food stylist e fotografa, Claudia Castaldi. In studio hanno una cucina dove si cimentano con l’arte culinaria tutti i giorni, ma del cibo preferiscono raccontare il valore sociale. È difficile persino definirli semplicemente food designer perché il loro lavoro si concentra sulla comunicazione visiva del food che, nelle loro mani, diventa un medium e uno strumento sui cui convogliare un’esperienza collettiva. Quando li ho incontrati all’inaugurazione del Opendotlab, avevano invitato a usare alcuni attrezzi del FabLab (taglierini, piccole seghe, pinze) per tagliare formaggi e legumi: una sorta di officina gastronomica in cui i due ambiti trovavano un punto di incontro. All’ultima Biennale Interieur di Kortrijk, invece hanno presentato, all’interno di un bar progettato con Davide Fabio Colaci e Lula Ferrari, il prototipo di una macchina per produrre gelato senza elettricità la cui idea era nata, un paio di anni fa, al Mencraft – Makers Festival di Roma: il Gelato Meccanico. Senza macchine frigorifere, semplicemente girando una manovella e utilizzando una miscela di sale e ghiaccio, la macchina amalgama e raffredda producendo gelato. «Non è magia» dice Citi, «ma l’attualizzazione di …

Solitary dinner

Le prenotazioni sono aperte. Se volete una solitary dinner (cena per single) ad alto tasso di food design e zero connessioni, scrivete a b.kappers@lensvelt.nl e prenotatevi per uno dei giorni tra venerdì 28 (pranzo), sabato 29 (cena) e domenica 30 (pranzo) novembre prossimi: se tutto andrà a buon fine avrete tutte le indicazioni del vostro Pop Up One Person Restaurant organizzato al Lensvelt Hub Amsterdam da Eenmaal, il primo one-person restaurant del mondo. Mangiare da soli sta diventando una tendenza nell’atto del mangiare, ma anche una nuova sfida per i designer che devono disegnare questa esperienza. Privati di tablet e smart phone, il momento del pranzo è tutto dedicato alla contemplazione del cibo e dello spazio. Intervistata da Freunde von Freunden, l’art director e fondatrice Marina van Goor ha detto che il lancio di Eenmaal ha dato il via a una riflessione globale su cosa significhi mangiare al ristorante da soli, cosa che, in genere, non è prevista… Così, dopo l’Olanda, Brasile, Cina e India si stanno attrezzando. A dicembre il solitary dinner si sposterà alla School of Life di Anversa. Menu di 35 euro, XXL Bloody Mary e vini compresi, verdure …

Cibo. La magnifica ossessione

Dal 22 al 25 ottobre a Milano inizia la settimana di BrerArt e, come si conviene in ogni appuntamento che si rispetti, il cibo risponde all’appello di artisti e organizzatori. I Cibartisti saranno presenti con le loro performance live (leggi show cooking) in varie location, da Boffi a Dream Factory, a cominciare da una preview da Modulnova. Questa mattina, da Ma Maison, la casa delle cultura legata al cibo di Gaggenau, è stato presentato il format ufficiale. Io ho scambiato due parole con Roberto Luise, owner e responsabile, insieme a Paolo Cervari, di ArtShake, l’agenzia che ha creato l’evento. «Era necessario mettere a sistema un quartiere da sempre legato all’arte come quello di Brera, ma che rischia di morire, e diffondere l’arte in posti non convenzionali: in questo senso, il cibo era il mezzo giusto. Il nostro partner gastronomico è la scuola di cucina Officina Cucina di Andrea Mainardi dove formiamo dei giovani artisti che escono da scuola d’arte disposti a diventare chef. Il nostro obiettivo è quello di avere, per Expo, una ventina di questi giovani artisti chef capaci di usare insieme il linguaggio dell’arte e quello del …

Foodprint. Un piatto salato?

Tutti a gridare che la rivoluzione delle stampanti 3D per il cibo sarebbe arrivata alla fine di quest’anno. Ma alla fine del 2014 ci siamo e ancora poco si tocca con mano di quell’entusiasmo e utilità per il foodprint. Il crowdfunding per la produzione di Candy, la stampante 3D accessibile, secondo i progettisti di Adventure, anche alla casalinga di Voghera con un costo di 499 dollari, scadrà il prossimo 19 settembre, ma sulla piattaforma di Kickstarter, la cifra raccolta è ancora meno di un terzo. Più realistico, pare, l’arrivo sul mercato (si fa per dire) della Foudini di Natural Machine, capace di trasformare ogni sorta di ingredienti naturali nella forma che più piace: polpa di mele alla forma di ravioli, spinaci trasformati in dinosauri e altro ancora… Se proprio volete essere acquistarla, con tanto di download delle ricette Foodini, basta andare sul sito e lasciare i propri dati: pare che le persone che hanno lasciato mille e 300 dollari di anticipo per essere i primi fortunati siano qualche centinaio. Anche ChefJet di 3DSystem dovrebbe essere finalmente …

Salmone: selvatico è meglio

[Pubblicato dal 19 giugno sulla mia pagina autore LeiFoodie] I primi a dare l’allarme sono stati gli stessi norvegesi che, ormai un anno fa, hanno dovuto ammettere che i loro allevamenti di salmone presentavano tassi insolitamente elevati di sostanze nocive, diossine, idrocarburi, antibiotici e pesticidi, e quindi consigliare a donne in attesa e bambini di non mangiarne più di 140 grammi a settimana. E non è bastato allontanare le vasche dai fiordi, assicurare sulla qualità e la sicurezza alimentare, ormai, la caccia al salmone di allevamento si era aperta. Slow Fish ha recentemente pubblicato persino le dieci ragioni per cui limitare al massimo il consumo di salmone. «Al di là delle perplessità sulla qualità del salmone allevato, del timore che il colore rosa, che non può venire dal fatto che mangiano crostacei come succederebbe se fossero in libertà, sia piuttosto dovuto a coloranti artificiali messi nel mangime, è al danno alla biodiversità su cui noi puntiamo il dito» dice Silvio Greco, direttore del comitato scientifico di Slow Fish. «Il salmone è un predatore di vertice, …

Generazione click to cook

[Articolo pubblicato su Lei Foodie] Vogliamo cucinare bene come gli chef stellati che vediamo ogni giorno in televisione. Ma vogliamo farlo in modo semplice, veloce e con risultati garantiti. La fatica, il caldo, gli aromi e le inevitabili tracce della preparazione del cibo, non rendono in effetti così allettante l’esperienza del cucinare tanto quanto uno show cooking patinato. E allora? Ci pensa la tecnologia. Con forni intelligenti che impostano da soli il tempo di cottura, cappe che aspirano ogni aroma mentre diffondono musica, piani di lavoro interattivi e soprattutto elettrodomestici comandati a distanza con la solita App. È l’avanzata della generazione click to cook, che prima usava smart phone e tablet per fare la spesa o consultare ricette, e ora, anche per supervisionare la cucina. Così se, come dice la ricerca di Whirlpool, la nostra vita è a metà tra nomadismo e condivisione, ecco che un’innovazione come 6° Senso Live Technology, che permette di interagire da remoto con tutti gli elettrodomestici tramite una semplice applicazione, consente anche di realizzare ricette gourmet seguendo, passo dopo passo, …