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Stem vs SteAm. Se la matematica non basta

Arte batte ingegneria uno a zero. Può sembrar strano in un’epoca in cui tutti spingono verso le discipline scientifiche con la promessa di 2,3 milioni di posti di lavoro entro il 2025 (dati Commissione Europea). Strano, ma non senza endorsement di importanti, come quello di Stephen Wozniak, cofondatore di Apple, che ha candidamente dichiarato che la creatività è più importante delle osannate materie Stem (acronimo anglosassone che sta per science, technology, engineering e mathematic). Alla Rhode Island School of Design, università privata del New England, si sono inventati così lo STEAM, un movimento che promuove un insegnamento multidisciplinare e che utilizza le arti per sviluppare quelle abilità logiche, analitiche e critiche da applicare a materie tecnologiche, ingegneristiche e matematiche. «Se si vuole fare innovazione in campo informatico e tecnologico, è necessario essere creativi» dice Giada Totaro dello Steam Atelier di Lecce. «Mentre lo STEM si concentra sui processi e principi, il metodo STEAM spiega il perché le cose sono fatte. Nei nostri laboratori, da 5 a 60 anni, non si insegnano le leggi fisiche che …

Genitori digitali

Davvero questi nativi digitali sono diversi dagli altri figli e figlie di altre epoche? Oppure è il nostro ruolo di genitori a essere in crisi e siamo noi che dobbiamo imparare di nuovo a essere genitori? In occasione di un mio articolo per Gioia! ne ho parlato con Pier Cesare Rivoltella, ecco qui l’intervista integrale. Lei ha parlato spesso di consapevolezza digitale, appellandosi all’esigenza di educare, ancor prima dei ragazzi, i genitori. È vero? Certo, ma oggi il grosso problema è che il genitore è in difficoltà a educare a prescindere dai nuovi media. E invece occorre parlare, occorre avviare un dialogo su questi temi, e soprattutto occorre essere di esempio. Emblematico, in Francia, il caso di un bambino di un anno portato dal medico perché si portava la mano sempre vicino all’orecchio. I genitori erano molto preoccupati, poi il pediatra ha scoperto che lo faceva ogni volta che “parlava”. E perché? Perché vedeva i genitori che ogni volta che parlavano portavano il telefonino all’orecchio… Quindi, noi dobbiamo essere per primo consapevoli che sono le nostre …