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Elogio dell’errore

L’immane RagnoFerro di Curnasco si gratta con un albero che di solito abbatte con un calcio. Ha un passo di duecento metri ed è capace, se ha sete, di prosciugare il lago di Como in pochi sorsi. Quando fa la pipì può allagare un’intera città e quando ha fame può inghiottire anche un autotreno. L’immane RagnoFerro di Curnasco lo ha inventato, disegnato e raccontato, un bambino di dieci anni che lo ha immaginato con tante zampe, più di quelle che ce ne sono in realtà. È un ragno sbagliato, un errore della natura, come per errore è cominciata l’avventura di Luca Santiago Mora e del suo Atelier dell’Errore: «Un’amica mi ha chiesto di sostituirla per un anno nel laboratorio di arti visive del reparto di neuropsichiatria infantile di Reggio Emilia e Bergamo. Sono passati quattordici anni e questa esperienza è diventata un vero laboratorio di scultura sociale dove l’opera d’arte non è che il lavoro fatto sull’energia dell’essere umano. Su quello che comunemente chiamiamo “errore”, è stato costruito un metodo, una strada per trasformare in …

Céline Alvarez, Maria Montessori 2.0

Ho intervistato Céline Alvarez per una mia inchiesta sul metodo Montessori pubblicata su Gioia! e in occasione della traduzione in Italia del suo libro Le leggi naturali del bambino che in Francia è diventato un caso editoriale che ha portato a un dibattito molto acceso. Ciò che scrive Alvarez nel libro, che pure pare rivoluzionario, è in realtà il resoconto concreto della sperimentazione del materiale e del Metodo di Maria Montessori spiegato alla luce delle nuove scoperte neuro scientifiche. Ciò nonostante, l’impatto di ciò che dice, e i risultati della sua ricerca sono sorprendenti. In Italia è stata ospite il 23 settembre a Torino Spiritualità, unica tappa italiana di tour di conferenze in Francia e in Belgio sempre affollate.  Ecco qui l’intervista integrale. Imparare con spontaneità e gioia la libertà e l’autonomia. È una dichiarazione quasi rivoluzionaria, soprattutto a scuola. Quali ostacoli, culturali o sociali, hanno impedito questo tipo di educazione? Noi abbiamo una forte tendenza a replicare l’educazione tradizionale che abbiamo ricevuto senza metterlo in discussione. E questo è normale, perché interrogarci sulla nostra educazione può essere …

Tutto il rosa delle bambine

È stato salutato un po’ come una rivoluzione. Perché per la prima volta Pantone, massima autorità nelle tendenze colore, ha sentenziato che la nuance della primavera estate 2016 era, non una, ma una coppia, una combinazione data dal quarzo rosa (per precisione il Pantone 13-1520) e dal blue Serenity (Pantone 14-39199). Un caso? Neanche a pensarci. Ci si guardi attorno, la moda e il mondo delle celebrity stanno mandando messaggi chiari: con Bruce Weber che per la campagna di Louis Vuitton fotografa Jaden Smith, figlio della star del cinema Will Smith, in abiti femminili; con Andreja Pejic, ex profugo bosniaco che è diventato il modello transgender tra i più ricercati; e con Miley Cyrus che si è autodefinita pansexual. Così, i portavoce dell’azienda americana che cataloga tutto l’arcobaleno, non hanno avuto remore ad ammettere che il loro era un inno al superamento delle norme culturali e di genere. Siamo quindi giunti alla fine del rosa come “colore delle femmine”? Il Barbie Pink, anch’esso nome rubato a un altro Pantone, sarà solo un lontano, e imbarazzante, ricordo? …

Il metodo Montessori arriva alle medie

Sarà il primo plesso che include scuola primaria e secondaria di primo grado (medie) con metodo montessoriano. Succede all‘istituto Quarenghi Riccardo Massa di  Milano, di cui avevo già parlato nel mio articolo per Style Piccoli, e, è bene dirlo subito, grazie alla tenacia, alla dedizione, e all’intelligenza di dirigenza e insegnanti che, in autonomia, hanno istituto un esempio di esperienza pedagogica e formativa che, in primis, va a beneficio dei nostri ragazzi e ragazze. Ma la vera buona notizia è che, dopo quasi 20 anni, la sperimentazione del metodo di Maria Montessori alle scuole medie non sarà più solo relegata all’autonomia scolastica, ma entrerà, per così dire, in un ambito più istituzionale. Questo vuol dire che, al termine dei tre anni di supervisione del MIUR (anche se le classi della media Montessori sono state già monitorate negli anni passati proprio per testare l’efficacia), il Metodo Montessori  entrerà a pieno titolo nelle possibilità delle scuole secondarie di primo grado italiane. Ma questo permette soprattutto di impedire che, insegnanti appositamente formati, possano essere trasferiti in sedi non montessoriane con il rischio di disperdere risorse …

La scuola non fa festa

Mentre ci apprestavamo ad allestire le feste natalizie e quindi a godercele sono stati presentati, quasi in contemporanea, due importanti rapporti sulla scuola e sulle competenze matematiche e scientifiche: il rapporto Timms 2015 e l’Ocse-Pisa sempre 2015. Le rilevazioni di Ocse Pisa le conosciamo già, meno conosciuti sono forse gli acronimi di Timms, che è un centro studi internazionale del Boston College, e di IEA, ovvero International Association for the Evaluation of Educational Achievement, che è una cooperativa internazionale indipendente di istituti di ricerca nazionali che ha condotto studi sulle performance scolastiche cross-nazionali fin dal 1959, aprendo la strada alle valutazioni comparative. Si tratta quindi, di studi e di risultati piuttosto attendibili. Che cosa ci dicono questi risultati? Ci dicono che siamo messi malino. In matematica non riusciamo a migliorare (secondo Timms c’è persino una leggera flessione di un punto dal 2007), e anche se l’Ocse ci dà in lieve miglioramento rispetto alla nostra media, bisogna dire che considera i risultati dei 15enni in un intervallo di tre anni e quando si va a guardare l’Italia, anche se si posiziona attorno alla …

Due chiacchiere con Raffaele Mantegazza

Raffaele Mantegazza è professore in scienze dell’educazione e formazione all’Università Bicocca di Milano. Si occupa di Pedagogia generale e sociale e ha scritto molti libri in merito. Ho fatto due chiacchiere con lui in occasione della mia inchiesta sul merito a scuola pubblicata su Gioia! (la potete leggere a questo link). Quella che segue è l’intervista integrale. Merito e scuola, un binomio difficile, proviamo a dire perché? Se si vuole definire che cosa sia il merito scolastico, il merito di una scuola, secondo me è necessario partire da quello che è il mandato della scuola secondo la nostra Costituzione, e cioè quello di formare il cittadino e il cittadino è colui che sa condividere il proprio sapere, che sa collaborare e mettere a disposizione i propri talenti nella comunità. Ecco, se la scuola deve fare questo, allora il merito non è del ragazzino che sa tutto, ma di quello che è in grado di condividere il proprio sapere. Andare bene a scuola, significa anche saper collaborare con gli altri in un gruppo di lavoro soprattutto disomogeneo, essere propositivo, …

Cosa insegniamo ai nostri figli

L’esempio vale più di mille parole. Spero che su (almeno) questa affermazione si possa essere tutti d’accordo. Quindi facciamo uno sforzo ulteriore e domandiamoci cosa, ogni giorno, insegniamo ai nostri (ingestibili dicono) figli. L’altra sera per esempio ero al cinema e nel bel mezzo di una scena topica la signora della fila davanti, leggermente spostata sulla mia sinistra, ha tirato fuori dalla borsa il suo smartphone 37 pollici e si è messa a scrivere dei messaggi su Whatsapp. Quasi quasi riuscivo a leggere l’argomento della chat, se non che il riverbero luminoso dello schermo era così fastidioso da costringermi, dopo qualche minuto, a chiederle cortesemente di abbassare (almeno) il cellulare. Alla fine del film, la bionda signora con il filo di perle si è scusata dicendomi: «Non volevo disturbare, volevo solo sapere come stava mia figlia e scambiare due messaggi». Non le ho risposto. Avevo appena visto dei brandelli di cervello deflagrare sulla faccia di un altro e, quindi, non le ho risposto. Come non vi dico che, sarà capitato anche a voi, ancora oggi, ogni volta che sono …

Ottavo. Mi dica Lei

«Ho dato del ‘tu’ alla professoressa di musica, poi ho chiesto subito scusa, però…». Mai limite e confine alle convenzioni sociali fu posto in maniera più netta. Fino alla scuola primaria, la maestra è ‘la’ Monica, ‘la’ Raffaella, ‘la’ Michela, ‘la’ Paola… e così via. Poi, con l’ingresso nella prima adolescenza dare del ‘lei’ diventa regola inderogabile. C’è persino chi urla contro chi sgarra rintracciando, in questa convenzione sociale, il segno di una sorta di italianità…. Salutare, rivolgersi con cortesia al prossimo, non è solo buona educazione: ricordo che quando vidi, più o meno all’età di mio figlio, Miracolo a Milano, per giorni in classe ci divertimmo a salutarci con un Buongiorno! richiamando la famosa frase dei ciclisti che si involavano “verso un regno dove buongiorno vuol dire davvero buongiorno”. In tutte le scuole olandesi per esempio, ai bambini viene insegnato di salutarsi e presentarsi stringendosi la mano e guardandosi negli occhi. Mio figlio l’ha fatto, avendo frequentato una scuola montessoriana, per tutti i cinque anni della scuola primaria. Sull’ingresso, salutava e stringeva la mano alla maestra che lo accoglieva, e quindi entrava. Questo …