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Sebastiano Cossia Castiglioni, la carne del futuro non sarà di carne

Lo definiscono un imprenditore attivista. I suoi interessi sono il vino, il cibo, la tecnologia, l’arte, ma soprattutto gli animali e i loro diritti. E il pianeta tutto, che lo sfruttamento del suolo ha un effetto disastroso sul cambiamento climatico. Sono cose risapute. E quello che mi colpisce di più di Sebastiano Cossia Castiglioni, in questi tempi di affannosa ricerca di profitti, e in breve tempo, è che si possa muovere denaro e contemporaneamente pro-muovere uno stile di vita equo. Ma mi colpisce anche l’esistenza visione in grado di com-prendere la complessità che ci circonda, visione che sembra sostenere i suoi investimenti. Lo incontro per parlare della carne del futuro, dei voli in borsa di Beyond Meat, il che in parte significa riflettere su come va il mondo e di come possiamo veicolare un’altra idea di impresa. Cosa c’è dietro il Castiglioni pensiero? Una visione che mi accompagna da 35 anni: avevo 15 anni quando per la prima volta mi sono concentrato sul tema etico degli animali e sull’interazione con l’uomo. È questo che forma la mia …

La dieta che salva il pianeta

Da dove si comincia a salvare il pianeta? Dalla tavola. Dichiarazioni di lotta ecologista a parte, è questo il messaggio lanciato dai 37 esperti in materia di salute, nutrizione, sostenibilità ambientale, economia, della EAT Lancet Commission, e che qualche settimana fa, sul famoso settimanale scientifico inglese, ha reso noto la Health Planetary Diet. Detta anche Dieta dell’Antropocene, termine che indica l’epoca geologica attuale, è una vera tabella di marcia per l’intera filiera alimentare, dalla produzione al consumo, da qui al 2050, nonché il primo dei documenti che mostreranno come la nostra salute coincida con quella del pianeta. La dieta, di per sé, suona così: diminuire del 50 per cento il consumo di carne rossa, farine raffinate e zucchero, e aumentare quello di frutta, verdura, farine integrali, legumi, semi oleosi e pesce. E poiché le tavole del mondo non sono tutte uguali, ci sono alcune differenze continentali: mentre i nordamericani dovrebbero diminuire dell’84 per cento il consumo di carne, agli europei se ne chiede un taglio di “solo” il 77 per cento, con l’indicazione di mangiare però …

Generazione Greta. Il futuro è adesso

Altro che apatici e individualisti. Pensavamo fosse la generazione del futuro e invece si sono presi il presente. Greta Thunberg, la 16enne svedese che ha promosso i Fridays For Future per richiamare l’urgenza della sostenibilità ambientale, e che sarà il 19 aprile alla mobilitazione settimanale di piazza del Popolo a Roma (il giorno prima l’incontro con la presidente del Senato Elisabetta Casellati), è stata solo la miccia. I così detti teen innovator sono tantissimi, dall’India all’Ucraina, dall’Africa agli Stati Uniti. «È la prima volta che dei ragazzini si impegnano in modo concreto. E non solo con opinioni, ma con azioni e soluzioni» dice Marco Gualtieri (qui intervista integrale), che dal 2016 porta sul palco di Seeds&Chips-The Global Food Innovation Summit i teenager che salveranno il pianeta. Quest’anno, dal 6 al 9 maggio, partecipano anche coloro che avranno presentato la candidatura per la Call for Teenovators organizzata con la Fondazione Francesca Rava. «Ciò che li rende vincenti, è proprio la loro mentalità. Anche grazie agli strumenti digitali possono raggiungere coetanei dall’altra parte del mondo, informarsi su ogni cosa, …

Donne e sport, vincere non basta

Le ultime, in ordine di apparizione, sono le ragazze della pallavolo. In un Paese dove la palla la toccano solo i maschi, e con i piedi, loro, con le mani, hanno fatto vedere a più di sei milioni di telespettatori come si fa a stare sul tetto del mondo. Cambio campo, e arto, stessa storia. Dopo venti anni, la Nazionale femminile di calcio si è qualificata ai mondiali di Francia 2019 lasciando al palo i maschi. Ancora determinazione, fatica, fame di vittoria: «Le ragazze sono più responsabili. Hanno una capacità di sacrificio molto alta e una forte voglia di imparare e cogliere il massimo da queste occasioni. Un’attitudine che dipende dall’educazione e da quello che in genere famiglia e società richiedono a una bambina», dice Milena Bertolini, ex calciatrice e oggi CT della Nazionale femminile. La stessa “educazione” che ha impedito però a molte di pensarsi come allenatrici e dirigenti, e di riuscire a conciliare gli orari di lavoro con la vita sul campo, magari la sera o fuori città. «Sono tempi e ruoli pensati …

Scuola: il momento della scelta

Sono solo il dodici per cento. Uno su otto i ragazzi e ragazze annoverati tra “i più bravi”, ma socialmente svantaggiati, che frequentano quei club ristretti che oramai sono i nostri licei. Di questi poi, solo il sei per cento si iscrive negli istituti prestigiosi. È la fotografia, scoraggiante, del nostro sistema scolastico che emerge dall’ultimo, ma non il solo, rapporto Equity in Educationdi Ocse: a determinare la scelta della scuola sarebbe in pratica l’origine sociale. Eppure, negli anni, il noto consiglio orientativo che si riceve alla fine della terza media è diventato, almeno nelle indicazioni ministeriali, sempre meno indicazione per la scelta del momento e sempre più percorso formativo costante. Non strumento di selezione, ma strategia per acquisire inclusione e consapevolezza. Eppure, pur scoraggiati dalla realtà, dovremmo sapere che i ragazzi per primi hanno le risorse per farcela. Nonostante tutto e tutti. Rachele, che oggi ha 23 anni, aveva per esempio ricevuto un categorico e plateale “no” alla sua intenzione di iscriversi a un liceo classico. «Davanti a tutta la classe mi era stato …