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Il mito di Airbnb. È tutto vero?

Che cosa fai se è metà maggio e ti sei messa in testa di andare in Islanda? L’aereo lo trovi, certo, e quella sarà la spesa minore che affronterai. Poi inizi a prenotare e, come avevi letto in ogni dove diffidando, scopri ci dovevi pensare almeno sei mesi prima. Trovare una sistemazione decente in Islanda, a meno che non si abbia una grande disponibilità di denaro (media di una doppia tre-stelle-si-fa-per-dire con bagno privato 300 euro), o un grande spirito di adattamento (ti piazzi con la tua tenda dove vuoi), può risultare difficile. Senz’altro, tra le soluzioni che promettono di essere più economiche (per quanto economica può essere l’Islanda), c’è l’uso di Airbnb che consente di mettersi in contatto anche con i privati che affittano case o parti di esse. Il #giroinIslanda è stato quasi per intero organizzato prenotando su Airbnb. Era la prima volta che facevo questa esperienza con la famiglia, esperienza che, come amano ripetere gli inventori della piattaforma, “permette di creare autentici legami con le persone che ti ospitano”, e quindi del …

Un altro #giroinIslanda. Parte 4.

Abbandonata la campagna verde di Eyjafjarðarsveit dove ci siamo fermati per qualche giorno, ci ritroviamo tra distese arse brune e rossastre. Il sole continua a splendere, qui a est. Una luce piatta ma abbacinante che rende tutto più arido e marziano. Ci arrampichiamo sulla luna e poi scendiamo di nuovo, la terra sembra spaccarsi e da lontano vediamo fumarole bianche che si alzano verso il cielo: siamo a Hveraröndor/Hverir (ma il passaggio è chiamato anche Namaskarð), un campo geotermico ai piedi del Námafjall. Per paradosso, il fatto che l’Islanda abbia dei luoghi straordinari così facilmente accessibili, invece di renderli più familiari, accresce il senso d’inquietudine. Il fango grigio ribolle in grandi pozze, i fumi di zolfo quasi soffocano, e la distesa sterile, deserta, è di un giallo ossidato con striature rosse, brune, argento. Battiamo i piedi per sentire l’eco della Terra. La sua crosta è sottile, è viva, sembra ricordarci, nonostante noi, incuranti, la calpestiamo ogni giorno. Di fatto quello che dovremmo imparare, cosa che dobbiamo fare ora per non finire ustionati, è starcene nei …