All posts tagged: famiglia

C’era una volta il campeggio

È dai tempi del Giovane Holden che “quei campeggi di casette di legno o posti così” sono l’idea di un’avventura a portata di mano (e di portafoglio). I ragazzi impazziscono. Lo concepiscono come un mondo di massima libertà, un gioco che non finisce mai, nemmeno quando si mangia o si va a dormire. A storcere un po’ il naso, se mai, sono gli adulti. Spesso alla ricerca di un confort totale, nei servizi e negli spazi, e propensi più alla privacy assoluta che all’ospitalità modalità comune anni Settanta… Ma i tempi cambiano, il campeggio si adegua e soprattutto, il glampling, neologismo nato dall’unione di glamour più camping, è di moda. Il che significa stare in tenda sì, ma stile safari di lusso, con bagno privato e vasca free standing da esploratore, letti a baldacchino e magari con vista su cielo stellato o mare. A Il Campeggio di Capalbio, sistemati a pochi metri dalla spiaggia, tra i pini marittimi e i profumi della macchia mediterranea, le dune che si spingono fino all’Oasi del WWF del lago …

La donna senza nome

Ho letto La donna senza nome (ed. Castelvecchi) di Eugenia Romanelli per curiosità e perché seguo quello che è uno dei pochi blog dedicati alle problematiche LGTB e ai figli di omogenitori in questo Paese. Poi ho scoperto che Eugenia sta facendo con coraggio quello che pochi autori, artisti, intellettuali, fanno: mettere la propria faccia per sensibilizzare su diritti civili che dovrebbero, per civiltà appunto, essere di tutti. Così ho voluto fare una chiacchierata con lei. La riporto di seguito e vi consiglio di leggerla (e di leggere il libro) perché è interessante. Anche nei tuo romanzi precedente, Vie di fuga e È scritto nel Corpo si parlava di procreazione assistita e della formazione di una famiglia al di là delle convenzioni sociali e legislativi. È un tema che ti sta a cuore? Diciamo che sempre di più in questi ultimi anni ho deciso di impegnarmi in prima persona per difendere i diritti civili di persone che vengono discriminate in base a scelte e gusti sessuali e anche di bambini che, non avendo il secondo genitore, si trovano ad essere discriminati a loro volta. Cosa che riguarda …

Nonne a tavola!

[Pubblicato su Gioia! n. 36 settembre 2015] Alcuni mesi fa la rivista della Royal Society dedicata alla ricerca biologia di alta qualità ha pubblicato i risultati di uno studio sorprendente. Dopo cinque anni passati tra 239 famiglie Tsimane in otto villaggi della Bolivia, Paul Hooper, antropologo della Emory University, ha potuto dichiarare che le nonne hanno un ruolo di primo piano nella nutrizione delle loro famiglie allargate, e quindi, dei loro nipoti. «Il surplus alimentare prodotto in età avanzata e poi redistribuito ai più giovani è fondamentale per la società umana», avrebbe dichiarato lo studioso. Grazie. Grazie perché dopo infanzie passate a impastare gnocchi e segnarli con la forchetta, a merende con pane, olio e sale, salse che sobbollivano lente nella pentola di coccio in cui intingere il pane (di nascosto), non ce ne eravamo accorti. Massimiliano Stramaglia, docente di pedagogia generale e sociale all’Università di Macerata, e autore, tra gli altri, di Una madre in più. La nonna materna, l’educazione e la cura dei nipoti (Franco Angeli ed.) la chiama la nonnità educante. Che …

Secondo. La mamma è una boa

La chiamano la tempesta dopo la quiete. Gli otto, nove, dieci anni, sono quasi una luna di miele. L’infante è sufficientemente autonomo e, così pare, pacificato con il mondo. Ha i suoi amici, mangia, dorme, soprattutto va a tutte le sue attività ludico sportive senza bisogno che tu resti lì incollata al vetro a vederlo. Sei poco più di un’autista ma, in fondo, è una liberazione. Ti puoi sempre limare le unghie mentre aspetti che finisca la lezione di pianoforte in macchina… (è ironico, ndr). Poi, appunto, arrivano gli undici. E la festa finisce. Quel vago ma fondato sospetto che tu stai cominciando a creare un certo disturbo aumenta. Le porte si chiudono. I “Vai, vai… vai pure” si fanno sempre più insistenti e le prove di totale indifferenza sempre più sofisticate. Non è neanche questione di accordi e disaccordi. Tu, semplicemente, non ci sei più. E allora ti ricordi di quando, sulla riva di un mare cristallino, guardando l’orizzonte disse: «Mamma, sei la mia boa!» e, vi assicuro, non si riferiva all’uso errato che certi …

Primo. Consapevolezza

Facciamo davvero tutto per rendere scientificamente e psicologicamente digeribile il tempo che passa. Per assorbire ogni manifestazione della crescita (degli altri) armati di libretto di istruzioni. Ci prepariamo, e prepariamo i nostri figli, con letture, incontri, film. Sembriamo condurre un’analisi psico-ambientale perenne, raramente auto, ma più spesso, appunto, come guide esperte, o almeno questo narcisisticamente crediamo di essere. Il controllo totale della situazione è infatti raramente garanzia di stabilità. Assicurazione di serene navigazioni in mari calmi. Detto ciò, si vive di sbagli. E di scelte gonfiate di orgoglio che, inevitabilmente, si scoprirà mal risposto. Perché, fino a qualche tempo fa, nessuno avrebbe sentito la necessità di un corso di affettività o di scoperta della sessualità. Forse perché la scoperta, anche goffa, fa parte della crescita, e arriva naturalmente, talvolta nel bene, talaltra nel male, insieme agli anni che cominciano a passare. Ma ora, nelle vesti di illuminati genitori del XXI secolo, abbiamo bisogno di ginocchia linde e perfette, senza croste causate da inciampi e rovinose cadute. L’orgoglio quindi di un corso progressista di educazione all’affettività …

La famiglia ai tempi del Web

[Articolo pubblicato su LeiWeb il 7 novembre 2013] Inutile negarlo. Ormai, nonostante i tentativi di mantenere ideologicamente intatto il focolare domestico. Nonostante le (buone) regole che ci sforziamo di condividere con i nostri figli, la famiglia non è più un nucleo chiuso, ma uno dei tanti soggetti esposti a una perenne condivisione di fatti e sentimenti. Opinione diffusa è che i più propensi a questa nuova modalità di relazione siano i così dettinativi digitali. In realtà, come dimostrano recenti studi, non è la confidenza con i nuovi media a creare gap generazionale, bensì l’incapacità dei genitori di trasferire ciò che sperimentano con la tecnologia nella propria presenza educativa. È questa una delle riflessioni che Camillo Regalia ha esposto durante la presentazione della ricerca Family Tag (dove l’acronimo Tag sta per Technology Across Generations) promossa dal Centro di Ateneo Studi e ricerche sulla famiglia e dal Centro di ricerca sull’Educazione ai media all’informazione e alla tecnologia, svolta dall’Università Cattolica di Milano in occasione della pubblicazione del libro Famiglia e nuovi media – Studi interdisciplinari sulla famiglia. L’uso dei social network nei giovanissimi …

Cosa c’è da imparare

Poche ore fa Guido Barilla ha mandato un video messaggio in cui rinforzava le scuse per le sue dichiarazioni di ieri affermando che sull’evoluzione della famiglia ha molto da imparare. Non si tratta di un passo indietro, come è ovvio, semmai di una conferma della linea di demarcazione di chi sta al di qua e al di là di quella linea del confine della tradizione fissata dal Mulino Bianco. Barilla incontrerà i rappresentanti degli esponenti delle famiglie altre (quelli che possono fare quello che voglio senza disturbare nessuno) e si opererà per ricucire quella strappatura che ha scandalizzato l’Italia, Paese notoriamente progressista e tollerante in tema di diritti civili. Guido Barilla ha forse commesso l’errore di marketing più grossolano che memoria ricordi: ha semplicemente spiegato e svelato in parole estremamente chiare quello che la sua azienda (e non solo lei)  fa da anni: usare quell’immagine della perfezione e armonia familiare stile Mulino Bianco per vendere, e bene, i suoi prodotti. E la usa perché, piaccia o meno, si sia concordi o meno, quella è l’immagine …

Il tempo di una mamma

Uno dei commenti più spesi per la mia nuova condizione da libera professionista (e sull’aggettivo libera avrei qualcosa da ridire) è che avrò più tempo libero per me e per la mia famiglia. «Goditi tuo figlio che il tempo passa», il refrain. E il tempo di una mamma passa ancora più velocemente. Certo, ora si può fare tutto quello che prima era condensato nell’ora di cena comune serale. I racconti, le domande, gli esperimenti, le confidenze, le imprese sportive, persino le arrabbiature. Un’ora davanti al piatto di minestra in effetti era un po ‘poco. Perché ci sei o non ci sei, questo non si può cambiare, e perché si cresce anche con i vuoti, ma ti resta sempre il tarlo che riempire quei vuoti in fondo sia meglio. Quando scrissi per Sette, il magazine del Corriere della Sera, l’ennesimo pezzo sulla conciliazione tra lavoro e famiglia, mi sono confrontata con altre famiglie europee. Non è che la gestione del tempo della famiglia non fosse un problema, semplicemente, questo problema non solo era diviso a metà, …

La famiglia perfetta? Quella del pinguino Imperatore

[Articolo pubblicato su Sette/Corriere della Sera il 7 giugno 2013] L’aptenodytes forsteri, è il più grosso pinguino esistente. Per questo, è detto l’Imperatore: non vola, ma è un eccellente nuotatore e, per procurare cibo ai suoi piccoli la madre, dopo aver deposto l’uovo, si spinge nelle acque giacciate dell’Antartide per 80 chilometri prima di raggiungere l’oceano aperto. Alla cova, nel frattempo, ci pensa il padre. Indifferente e immobile ai venti che raggiungono anche i 200 chilometri orari a una temperatura che scende anche a meno 60 gradi centigradi, e scaldando l’uovo tenendolo sopra le zampe protetto dal proprio ventre: non lo lasciano mai, disposti a digiunare per più di 60 giorni. E quando mamma pinguino torna, entrambi i genitori continuano a nutrire insieme il piccolo fino alla sua indipendenza. Secondo Coface, la Confederazione delle organizzazioni delle famiglie europee, l’Imperatore è, in natura, l’esempio di una collaborazione familiare perfetta. Scambio di ruoli, collaborazione intelligente, condivisione. Per questo, sul manifesto che annuncia il 2014 come Anno europeo della conciliazione tra la vita familiare e professionale, campeggia questo …

L’amore è la risposta

Che non siamo indispensabili all’Universo lo sappiamo già. Del resto dalla nostra comparsa, in termini di ecosistema, forse abbiamo fatto più danni che meraviglie. Ma l’ostinazione con cui perseveriamo nel cancellare le tracce di umanità talvolta mi fa sorridere. E questo mentre, soprattutto i più intelligenti, gli intellettuali, si inchinano a una mondo macrobiotico, eco-compatibile, bio-dinamico… Quando si parla di Vita però, di come far convivere queste esistenze fatte di corpo e respiro, di carne e affetti, elaboriamo teorie a dir poco astratte. Quasi ci sia un tentativo di epurare noi stessi dalla debolezza dei sentimenti, dai cedimenti ormai strutturali di una psiche sempre più insicura e persa. Aarathi Prasad l’ha detto chiaramente dalle colonne del Guardian: per diventare madri, e padri, nel futuro non ci sarà più bisogno né di accoppiarsi, tantomeno di portare in grembo per nove mesi quel fastidioso esserino. E finalmente, l’aspirazione femminile di essere insieme madri e madonne, diventerà realtà: non a caso il suo libro premessa a questo mirabolante futuro si intitola Like a Virgin. Sottotitolo: come la scienza cambierà il …