All posts tagged: figli

Diventare padri… dopo il divorzio

L’orto di Enrico sembra un giardino delle meraviglie. Ci sono patate, piselli, cipolle, zucchine. Ma soprattutto, ci sono i bambini, i suoi, di 11 e 9 anni, che insieme a lui seminano, piantano, raccolgono. «Negli ultimi due anni abbiamo persino mietuto il grano», dice. Enrico si è separato nel 2011, ed è stato allora, racconta, che si è chiesto come volesse stare con i suoi figli. Non una domanda rara per la verità. Dopo la rottura di un nucleo familiare, equilibri affettivi e organizzazione pratica devono essere ricostruiti, e sono spesso i padri a scoprire un ruolo genitoriale prima considerato scontato. «La mia era una situazione tradizionale: io lavoravo, lei, a casa, si occupava di tutto, dal cibo ai vestiti… a posteriori, potrei dire che questo disequilibrio è stata una delle ragioni del nostro allontanamento, ma il fatto è che anch’io avevo qualcosa da imparare» continua Enrico. «All’inizio, ho cercato di creare un appuntamento tutto nostro leggendo insieme e ad alta voce la saga di Harry Potter e lo Hobbit, ma ho anche cominciato a …

Cosa insegniamo ai nostri figli

L’esempio vale più di mille parole. Spero che su (almeno) questa affermazione si possa essere tutti d’accordo. Quindi facciamo uno sforzo ulteriore e domandiamoci cosa, ogni giorno, insegniamo ai nostri (ingestibili dicono) figli. L’altra sera per esempio ero al cinema e nel bel mezzo di una scena topica la signora della fila davanti, leggermente spostata sulla mia sinistra, ha tirato fuori dalla borsa il suo smartphone 37 pollici e si è messa a scrivere dei messaggi su Whatsapp. Quasi quasi riuscivo a leggere l’argomento della chat, se non che il riverbero luminoso dello schermo era così fastidioso da costringermi, dopo qualche minuto, a chiederle cortesemente di abbassare (almeno) il cellulare. Alla fine del film, la bionda signora con il filo di perle si è scusata dicendomi: «Non volevo disturbare, volevo solo sapere come stava mia figlia e scambiare due messaggi». Non le ho risposto. Avevo appena visto dei brandelli di cervello deflagrare sulla faccia di un altro e, quindi, non le ho risposto. Come non vi dico che, sarà capitato anche a voi, ancora oggi, ogni volta che sono …

Lunàdigas, e le “senza figli”

Il 22 gennaio sarà on line il web doc Lunàdigas delle registe Nicoletta Nesler e Marilisa Piga. Una raccolta di testimonianze, per di più di donne, che racconta il perché di una scelta non sempre socialmente accettata: non fare figli. Ho incontrato via Skype Marilisa e Nicoletta durante le feste natalizie e abbiamo fatto una chiacchierata su questo bel progetto. Ecco la versione integrale in parte pubblicata per il mio pezzo su Gioia del 29 gennaio! Che cosa significa lunàdigas? È una parola sarda, dal suono molto bello, che ricorda l’essere lunatico, e che viene usata per le pecore che non vogliono figliare. Non ha a che fare con la sterilità, solo che per qualche tempo, magari anni, queste pecore si rifiutano di procreare… Quando vi è venuta l’idea di fare un documentario sulle donne che non vogliono avere figli? La raccolta delle testimonianze è iniziata nel 2011, ma per la verità la sollecitazione è molto prima arrivata dalle Sciare, un’associazione di donne pugliesi, quando, nel 2008, presentammo nel Salento il nostro film su Maria Lai. Niente …

Terzo. La guerra degli ormoni

Una mia amica, gentilmente, mi fa notare una cosa molto intelligente su cui, a mio parere, non c’è abbastanza letteratura o indagine psicologica. Anzi, io non ne ho trovata affatto. A causa di un aumento di maternità non proprio in giovanissima età, spesso ci si ritrova a contatto con individui in balia di tempeste ormonali quando noi, per prime, cominciamo ad avvertire qualche cedimento di estradiolo o progesterone. Insomma, come se non fosse già abbastanza difficile, le giostre di cambiamenti di umore, gli atteggiamenti pulsionali, le vampate di iperattività o apatia, si intrecciano con il rischio di generare talvolta una vera guerra tra ormoni. Lo so che questa non è una riflessione scientifica, ma talvolta il buon senso e l’esperienza fanno scaturire, se non altro, buone domande. Perché, è ovvio, che è più difficile mantenere l’equilibrio tra due soggetti se entrambi sono a rischio caduta, invece che uno solo. È come se uno andasse in giro con un cerino acceso e dovunque, sia qua che là e un po’ a casaccio, ci fosse sparsa della benzina. Ma c’è anche un’altra faccia …

Secondo. La mamma è una boa

La chiamano la tempesta dopo la quiete. Gli otto, nove, dieci anni, sono quasi una luna di miele. L’infante è sufficientemente autonomo e, così pare, pacificato con il mondo. Ha i suoi amici, mangia, dorme, soprattutto va a tutte le sue attività ludico sportive senza bisogno che tu resti lì incollata al vetro a vederlo. Sei poco più di un’autista ma, in fondo, è una liberazione. Ti puoi sempre limare le unghie mentre aspetti che finisca la lezione di pianoforte in macchina… (è ironico, ndr). Poi, appunto, arrivano gli undici. E la festa finisce. Quel vago ma fondato sospetto che tu stai cominciando a creare un certo disturbo aumenta. Le porte si chiudono. I “Vai, vai… vai pure” si fanno sempre più insistenti e le prove di totale indifferenza sempre più sofisticate. Non è neanche questione di accordi e disaccordi. Tu, semplicemente, non ci sei più. E allora ti ricordi di quando, sulla riva di un mare cristallino, guardando l’orizzonte disse: «Mamma, sei la mia boa!» e, vi assicuro, non si riferiva all’uso errato che certi …

Primo. Consapevolezza

Facciamo davvero tutto per rendere scientificamente e psicologicamente digeribile il tempo che passa. Per assorbire ogni manifestazione della crescita (degli altri) armati di libretto di istruzioni. Ci prepariamo, e prepariamo i nostri figli, con letture, incontri, film. Sembriamo condurre un’analisi psico-ambientale perenne, raramente auto, ma più spesso, appunto, come guide esperte, o almeno questo narcisisticamente crediamo di essere. Il controllo totale della situazione è infatti raramente garanzia di stabilità. Assicurazione di serene navigazioni in mari calmi. Detto ciò, si vive di sbagli. E di scelte gonfiate di orgoglio che, inevitabilmente, si scoprirà mal risposto. Perché, fino a qualche tempo fa, nessuno avrebbe sentito la necessità di un corso di affettività o di scoperta della sessualità. Forse perché la scoperta, anche goffa, fa parte della crescita, e arriva naturalmente, talvolta nel bene, talaltra nel male, insieme agli anni che cominciano a passare. Ma ora, nelle vesti di illuminati genitori del XXI secolo, abbiamo bisogno di ginocchia linde e perfette, senza croste causate da inciampi e rovinose cadute. L’orgoglio quindi di un corso progressista di educazione all’affettività …