All posts tagged: giornalismo

difendere il lavoro, non i lavoratori

Sono in balia di una crisi di identità. Lo dico subito. Mi ero ormai abituata alla caduta del muro tra destra e sinistra, ma quello che è successo oggi mi ha destabilizzato. Sto cercando di metterla sul ridere. Qualche giorno fa, con una mia collega incontrata a una presentazione, si rifletteva sul cambiamento che sta subendo il lavoro, nostro compreso. Una crisi, si diceva, imputabile alle aziende, ma anche ai sindacati che spesso hanno difeso i lavoratori, perdendo di vista la difesa del lavoro. Capirete che, quando oggi ho visto la stessa frase sparata sull’home page del Corriere on line, ma detta da Emma Marcegaglia, ho avuto un primo momento di profonda confusione. Quasi mi vergognavo del mio pensiero chiedendomi: non è che invecchiando sto diventando una rigida reazionaria? Poi mi sono sintonizzata sul senso vero delle parole pronunciate dalla Presidente della Confindustria. Tanto simili alle invettive di brunettiana memoria, agli epiteti di Martone o Stracquadanio. Null’altro che epiteti appunto, perché nulla c’è di costruzione in quest’analisi che sa del più antico dei qualunquismi: la …

vita e morte. in diretta

Mi ero messa da parte la notizia per quando avessi avuto tempo di scriverne. Tempo ne ho poco in queste settimane e mi spiace. Del resto credo anche che un evento simile sia passato fin troppo inosservato. Mi rendo sempre conto che ogni limite è stato abbattuto e oltre il quale, nessuna decenza, nessun riserbo, nessun pudore potrà più fermarci. Una delle protagoniste del Grande Fratello, tale Clauda Losito, ha infatti deciso di vendere la diretta del suo parto a Mediaset. Ovviamente un cesareo, perché le esigenze fisiologiche di un parto naturale sarebbero costate troppo alla troupe di cameramen e operatori vari. Gabriel, questo il nome del nascituro, è nato così: in diretta e sotto esclusiva prezzolata. Mi spiace per  lui, sinceramente. Questo post potrebbe essere il cugino di andare a tempo. Già allora mi sembrava che assistere in diretta mondiale alla sentenza del processo Meredith, sentire le lamentazioni di Omar a Matrix, fosse abbastanza. E invece no. Che cosa ci deve regalare la realtà ancora per farci sentire vivi e presenti? Se un terremoto …

non si è liberi per decreto

«Non si è liberi per decreto». Così rispondeva Indro Montanelli a chi gli chiedeva un suo parere sulla censura e su suoi rapporti con il suo ormai ex editore Silvio Berlusconi. È una frase che ho già citato, vero, nel mio post Esercizi quotidiani, ma è una frase che amo molto. In puro carattere Ipazia, direi. Perché, è vero, la libertà è soprattutto una scelta. Così, quando questa mattina ho letto che Michele Santoro ha scelto il web per il suo nuovo programma Senza Rete, confortato anche dalla bella esperienza di Rai per una notte, mi sono detta che aveva fatto la scelta migliore. Perché ci sono cose, soprattutto per chi non ha bisogno di dimostrare niente a nessuno, che non hanno prezzo, e la libertà, insieme alla propria dignità, è una di queste. Uno dei danni maggiori della gestione mediocre di questo Paese è proprio la mancanza di capacità critica e analitica per vedere quello che sta succedendo e farsi un’idea di quello che sarà il futuro. D’altra parte, questi signori continuano a starsene …

la tra(n)sformazione di Piero Marrazzo

Si tratta di un argomento delicato. Avrei voluto non trattarlo, ma davvero l’ho sentito dire troppe volte nelle aperture dei telegiornali e strillare nelle notizie di agenzia. L’intervista di Concita De Gregorio a Piero Marrazzo pubblicata ieri su Repubblica è molto bella. Non che ne afferri appieno l’utilità giornalistica: mi sembra di intuire che ci sia tra le righe un qualche messaggio trasversale e politico, delle scuse dovute perché pubbliche, una catarsi mediatica. Ma davvero, non ho capito. E forse nemmeno mi interessa. Al contrario di Marrazzo non penso che l’attrazione verso un trans sia da considerarsi una fragilità o una debolezza. È semmai, nella mia modesta opinione, uno dei tanti e diversi gusti sessuali, gusti di cui non bisogna rendere conto a nessuno (se non a se stesso e alla famiglia se ce n’è una), e quindi ritengo le sue scuse pubbliche per questa supposta debolezza, fuori contesto. Tuttavia, una frase sparata a mille su tutti i media mi tormenta. Perché Marrazzo avrebbe detto, e così è scritto nell’intervista, che: «I transessuali sono donne …

le nuove armate russe

Ormai un anno fa intervistavo Marina Litvinovich, una giornalista russa di 35 anni, ex responsabile del sito di Valdimir Putin e poi passata dall’altra parte della barricata. Un’altra donna che si era messa a capo della Russia del dissenso, certo più fortunata di Anna Politkovskaja, di Natalya Estemirova, o Anna Baburova, e dei 106 giornalisti, fotoreporter e tipografi uccisi in Russia negli ultimi anni. Mi aveva colpito il suo mescolare la  lotta politica con le quotidiane battaglie femminili, tra tiralatte, trovare il tempo per allattare o portare al cinema il bimbo più grande e occuparsi delle famiglie di Beslan; il suo oscillare tra il desiderio di giustizia e tirar fuori dal carcere una donna incinta ingiustamente trattenuta, e il desiderio, materno, di avere una figlia femmina. E poi oggi vedo un articolo sul Corriere della Sera che parla del movimento femministe anti Putin, l’armata anti-Putin appunto, nato per contrastare, si dice, quelle ragazze, per lo più studentesse di giornalismo di Mosca, che in occasione del 58esimo compleanno dell’ex presidente si sono spogliate per un calendario …

tante scuse

Questa sera Bruno Vespa chiederà scusa a Giuliano Pisapia per aver travisato (in buona fede s’intende) una notizia Ansa che riportava una parte dell’intervista che Cinzia Sasso ha rilasciato a Vanity Fair. L’incapace a governare, come potevamo attenderci tutti, non era suo marito Giuliano, ma Silvio Berlusconi. Tante scuse anche da Ignazio La Russa che ammette di aver esagerato un po’ nei toni della campagna elettorale, anche perché dare dei brigatisti ai PM di Milano nel Giorno della Memoria davvero è un errore (ma come on perdonare un errore) che chiede immediata riparazione. Le scuse di Letizia Moratti all’offesa pubblica sull’ormai famigerata intervita a SKY Tg24 arriveranno invece se Pisapia accetterà un altro confronto. Anche perché porgere le proprie scuse deve avere almeno una contropartita. Le scuse dei cinque TG che venerdì sera hanno mandato altrettante interviste fotocopia da posizione genuflessa costeranno invece ai cittadini italiani svariate centinaia di migliaia di euro. Ma è bene dirlo, che cosa non si fa per farsi perdonare. In questi giorni poi sono tornate alla mente anche le scuse …