All posts tagged: giovani

La borsa (di studio) è la vita

[Articolo pubblicato su Sette il 28 febbraio 2014] 25 milioni di euro nei prossimi 25 anni. Per finanziare master e dottorati all’estero a giovani laureati italiani che abbiano intenzione di tornare a lavorare nel Bel Paese. È il progetto Ermenegildo Zegna Founder’s Scholarship, perché lo spreco delle competenze è un costo per tutti. A cominciare dalle imprese private C’è chi la chiama fuga dei cervelli, chi preferisce – magari considerando che di cervello, e intelligenza, è dotato anche chi la laurea nel cassetto non ce l’ha – parlare semplicemente di dispersione di laureati. Sono i giovani dottori e dottoresse italiane che, in circa novemila ogni anno secondo le ultime stime, dopo un soggiorno di studio all’estero non tornano più nel Bel Paese. Perché, appunto, il problema non è il master o la specializzazione oltreconfine. Anzi, se in Germania è il 23 per cento dei giovani che decide di emigrare dopo l’università, e in Gran Bretagna il 25, in Italia, solo il 16 per cento opta per un’esperienza fuori casa. Il fatto è, che poi, non …

gioventù bruciata

Pare che la ministra Elsa Fornero si sia molto risentita della mancanza di donne nella Delegazione del Giovani incontrata a Palazzo Chigi. «Così non si va da nessuna parte», avrebbe detto, minacciando di andarsene. Il mondo politically correct gioisce, le donne incoronano l’ultima pasionaria del femminismo. Io, invece, dopo aver applaudito, sono rimasta di stucco alla replica del giovane Carmelo Lentino: «Sì è vero, ma anche dall’altra parte ce n’era una sola… ». Quel “ma anche” mi ha lasciato con uno sgomento interiore al pari di quando vedo scaldare il pesto genovese prima di versarlo sulle trofie. O quando mi accorgo che qualcuno mi ha messo il parmigiano reggiano sopra gli spaghetti allo scoglio. Continuiamo così… facciamoci del male. Io non so cosa sia cambiato nel giro di poche generazioni, certo è che Carmelo Lentino, anni 31, mi sembra che sia giovane solo all’anagrafe. Il che, è pur vero, ha la sua importantanza. C’era una volta, e nemmeno tanto tempo fa, in cui ai giovani, delle mancanze dei vecchi, non importava proprio nulla. Anzi. È …

giovani, donne e mediocrazia

Il giorno in cui è morto Steve Jobs ho twittato questo messaggio: «Immaginatevi il giovane Jobs in Italia. Immaginate cosa sarebbe riuscito a fare. Ecco, ora sapete quanto è messo male questo Paese». Basta poco, in fondo, per rendersi conto del gap tra noi e il resto del mondo. Non serve nemmeno che ce lo dica Mario Draghi a Sarteano che l’Italia sta bruciando il futuro dei giovani. Lo sappiamo. Sappiamo che il talento dei giovani, in coppia sempre con il talento delle donne, è spesso solo un argomento buono per dotte pagine di giornali, un atto dovuto per non sentirsi troppo lontano dai temi comuni dell’attualità. Ma alla fine nessuno ci dice perché questo Paese considera i giovani e le donne un fastidio e non una risorsa. Nessuno ci dice che cosa impedisce di valorizzare i talenti e le idee. Quando parlo con amici che lavorano all’estero, Stati Uniti, Spagna o Germania, la costante della differenza tra noi e loro non sta tanto nella gravità della crisi, quanto nella nostra incapacità cronica di riconoscere …

il prezzo della bellezza

Sono 75 mila in tutta Italia. Giovanissime, e la più parte lo fa, dicono, per pagarsi gli studi o, semplicemente, per guadagnare “facile”, e soprattutto molto di più di quello che offrirebbe un qualsiasi impiego precario. Sulle webcamgirl, c’è persino chi ci ha scritto un manuale, anche perché il fenomeno è in ascesa, con tanto di forum e annunci lavoro (mi spiace, ma questa volta i link non li metto). Farlo è facile, tanto che a scuola le ragazzine hanno cominciato a farlo per scherzo, per gioco. Ma in modo intuitivo hanno già bello che capito, e messo in pratica, ciò che il professor emerito Daniel S. Hamermesh, spiega nel suo libro Beauty Pays (La bellezza paga) presentato a giugno al Festival dell’Economia. Sì, dell’Economia, perché la bellezza, come sottolinea anche un articolo su La Stampa di oggi, ha un valore monetario: si guadagna di più, si sposano uomini con redditi più alti, si ottengono più facilmente i mutui in banca. Da instancabile idealista, ero rimasta all’ideale dostoevskiano di Bellezza, ma davvero una cosa non …

figli a carico

Continuano a sfilarmi davanti i video e le immagini degli scontri di Londra. Quando non sono immortalati mentre scappano da un supermercato, escono dal Tribunale insieme alla mamma. Vedo ragazzini che indossano tute Adidas, pantaloni-felpa con elastico dello slip in vista e scarpe All Star coordinate. Potrebbe essere mio figlio, penso. La maggior parte sono minorenni, e pure rampolli di buona famiglia. Altri è pur vero, sono figli di madri sole, che l’hanno avuti a 14 o 15 anni, se va bene, e ora non hanno neanche la forza fisica di riprenderli. «Non siamo una famiglia perfetta», ha detto un genitore braccato dai reporter all’uscita di un’udienza. Eppure davanti a un ragazzino o a una ragazzina disposti a tutto per accapparrarsi una tv al plasma o l’ultimo modello di cellulare (che manco gli serviva) non riesco a non farmi prendere dallo sgomento. Anch’io talvolta, come madre, quando vedo che mio figlio fa e dice cose che mai vorrei facesse o dicesse, mi chiedo: ma dove ho sbagliato? Sono stata attenta, mi dico. Pochissima televisione, niente …

la giovine italia

Ieri la metropolitana rigurgitava persone. Il caso ha voluto che io incontrassi una giovane collega precaria che mi ha dato un passaggio per arrivare al lavoro. 45 minuti di traffico e di rivalità automobilistiche in cui però si sono salvate belle parole. Sempre il caso ha voluto che questa collega sia nata il mio stesso giorno, alla stessa ora, ma dieci anni prima. Quanto basta per essere vista come una di un’altra generazione, cresciuta in un altro pianeta, lontana nelle esperienze e nelle emozioni. Non posso certo biasimare questa sua percezione: capisco bene come una diversa condizione esistenziale possa generare un confrontoscontro generazionale talvolta più forte di quello dato della semplice differenza anagrafica. Io e Chiara siamo così lontanissime. Separate più da come ci muoviamo, o possiamo muoverci, nella vita di tutti i giorni, che non dalla nostra età. Di fatto, potremmo essere sorelle. De facto, siamo quasi nonna e nipote. E questi sono stati i ruoli durante il nostro dialogo. L’ho ascoltata attentamente, Chiara. Quando mi descriveva l’unica realtà professionale che lei aveva mai …