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Il pasto del soldato

La Razione K era la razione da combattimento individuale data ai soldati dell’esercito degli Stai Uniti nel 1942. Siamo nella dimensione della sopravvivenza, dove il narcisismo stilistico, la ridondanza formale, hanno veramente poco spazio. Qui il cibo è quello che fa la differenza tra la vita e la morte e il design è risoluzioni di esigenze essenzialmente funzionali. Ecco perché la mostra che apre oggi alla Triennale di Milano e curata da Giulio Iacchetti, piccola, ospitata con accesso libero nella grande hall, è interessante. Istruttiva la lettura, nelle prime pagine del catalogo dell’origine della stessa Razione K, il pasto del soldato: «… Il kit deve contenere le calorie necessarie per resistere un paio di giorni e dare il tempo alle truppe di terra di rifornire i par. del rancio di ordinanza. Gli alimenti devono pesare poco e soprattutto entrare in una scatola che possa essere contenuta nella tasca dell’uniforme…». Tutto qui.         Ora, poiché come scrive Massimo Pitis nel catalogo, il cibo è sempre un messaggio, il pasto del soldato ci dice dell’urgenza di restare in vita. Per noi, e …

Design: oltre il mobile c’è di più

[Articolo pubblicato su Sette il 4 aprile 2014] Parafrasando Gertrude Stein si potrebbe dire: una sedia è una sedia, è una sedia. La ragione di un oggetto non è altro che l’oggetto stesso, oppure, per una sorta di moltiplicazione dei significati, una sedia è anche il nostro modo di abitare, di tessere relazioni, la nostra postura nel mondo. Il fatto è che, facile considerazione, di sedie ce ne sono fin troppe. Così, mentre fare il designer sta diventano un mestiere sempre meno pagato, mentre nonostante le esportazioni il fatturato totale del settore registra un calo del 12 per cento e la chiusura, solo nel 2013, di 2 mila 400 aziende, mettere sul mercato un altro prodotto industriale, se pur il più connotato, il più complesso e il più significativo – per usare le parole di Alessandro Mendini che per la verità di sedie ne ha disegnate tante ma mai per starvici comodi – rischia di essere l’ennesimo esercizio stilistico, l’ennesima “merce senza impegno” in un mondo che, al contrario, è alla ricerca di un nuovo senso. …