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Lo sport e le donne

Uno dei miei sogni da adulta è quello di realizzare un sito di sport per donne. Nonostante l’abbia proposto a “gente-che-ci-capisce” la cosa non è mai andata in porto. Poche le donne che praticano sport, che lo tifano, che lo leggono… dicono. Io invece ho sempre pensato che l’ingresso del punto di vista femminile nello sport abbia portato a un felice rinnovamento nel linguaggio (che ce n’è un gran bisogno) e nel modo di raccontare lo sport tutto. Basta pensare al lavoro di Emanuela Audisio o a Simona Ercolani, la giornalista che ha ideato Sfide. Ecco cosa sono capaci di fare le donne quando raccontano lo sport. Lo tolgono dal tifo da stadio, dagli ammiccamenti maschilisti, dalle battute da spogliatoio, e gli restituiscono la sua dimensione epica e sociale, la sua memoria collettiva. Uno sport dove vincere è solo una parte della battaglia, poi ci sono le storie, le fatiche, gli uomini e le donne. Che ci sia bisogno di recuperare questa dimensione è ormai chiaro a tutti e la tristezza  del caso Tavecchio non è che l’ultima conferma. Qualche settimana fa, un’amica mi segnalò …

cercasi donna disperatamente

A volte mi chiedo se la tecnologia sia una risorsa o una condanna. In questa valle ai confini con l’Austria, La7 non sanno neppure cosa sia. Ho un maestro che mi parla in tedesco e una compagna di fondo, Christine, che mi guarda come se fossi una terrona viziata. Comunque ieri sera la mia amica Magda mi ha mandato un sms per segnalarmi la trasmissione Exit di Ilaria D’Amico, così ho acceso il computer e mi sono collegata via web. Cosa che ho scoperto essere ancora più interessante poiché, accanto alle immagini in diretta, appaiono anche i commenti dei telespettatori. E per la prima volta, posso dirlo, ho capito concretamente che cosa s intende con arena mediatica, nel suo senso da Basso Impero certo, con tanto di accese tifoserie, istigatori e vittime sacrificali. Il titolo, di un aplomb anglosassone ma efficace, era Facoltà di darla. Il sottotitolo, Libertà di vendersi. Ma la cosa che mi ha spiazzato di più con il proseguire della trasmissione, era che le tematiche presentate erano considerate prioritariamente femminili. Come se …