All posts tagged: infanzia

I bambini e il denaro

Me lo compri, mamma? Quante volte lo abbiamo sentito. Come la solita, accondiscendente, risposta. Quello che però sappiamo meno è che, nonostante tutta questa rincorsa al possesso, i bambini hanno ben chiaro cosa si possa comprare o meno con il denaro. Tante cose, senza dubbio, ed è per questo che sarà meglio fare un lavoro ben pagato, persino due se si vuole comprare una casa, ma con i soldi non si possono ottenere né il rispetto degli altri, né l’amicizia o la felicità, e se proprio devi chiedere un prestito, meglio rivolgersi a una banca che a un amico. Lo dicono i mille trecento bambini degli ultimi anni della scuola primaria usati come campione per la ricerca I Soldi Fanno la Felicità? I Bambini e il denaro in Italiavoluta da Orizzonti TV, la prima web tv dedicata all’educazione finanziaria, in collaborazione con le università di Udine e Cattolica di Milano. Ingenuità e precoce idealismo? Non proprio: «I bambini hanno una visione più sociale che economica della realtà e valorizzano il capitale sociale» dice Emanuela Rinaldi, ricercatrice …

La famiglia ai tempi del Web

[Articolo pubblicato su LeiWeb il 7 novembre 2013] Inutile negarlo. Ormai, nonostante i tentativi di mantenere ideologicamente intatto il focolare domestico. Nonostante le (buone) regole che ci sforziamo di condividere con i nostri figli, la famiglia non è più un nucleo chiuso, ma uno dei tanti soggetti esposti a una perenne condivisione di fatti e sentimenti. Opinione diffusa è che i più propensi a questa nuova modalità di relazione siano i così dettinativi digitali. In realtà, come dimostrano recenti studi, non è la confidenza con i nuovi media a creare gap generazionale, bensì l’incapacità dei genitori di trasferire ciò che sperimentano con la tecnologia nella propria presenza educativa. È questa una delle riflessioni che Camillo Regalia ha esposto durante la presentazione della ricerca Family Tag (dove l’acronimo Tag sta per Technology Across Generations) promossa dal Centro di Ateneo Studi e ricerche sulla famiglia e dal Centro di ricerca sull’Educazione ai media all’informazione e alla tecnologia, svolta dall’Università Cattolica di Milano in occasione della pubblicazione del libro Famiglia e nuovi media – Studi interdisciplinari sulla famiglia. L’uso dei social network nei giovanissimi …

Etiopia, solo ritorno

Lo hanno trovato alla stazione di Napoli e ha detto che voleva tornare a casa, in Etiopia. Da Novara a Napoli ci sono 827 chilometri: li ha fatti in 5 giorni, a piedi, in treno, con qualche passaggio di fortuna. Ma la cosa che mi ha colpito di più, è che, Habtamu Scacchi, al contrario di migliaia di suoi connazionali e limitrofi, voleva ritornare a casa. La stessa caparbietà, e fors’anche la stessa illusione di salvezza, ma nel senso contrario. Una fuga verso il ritorno nei luoghi da cui, quotidianamente, si scappa. Solo la forza, a volte di una disperata adolescenza, dell’immaginazione di un giovane di 13 anni può arrivare a tanto. Perché spesso tutto è questione di punti di vista e ciò che a taluni appare una prigione, per altri può essere un rifugio. Non dimentichiamoci di questo quando guardiamo gli “extra” da noi e, forse con troppa leggerezza, pensiamo che per loro, andarsene dal proprio Paese in fondo è stata una liberazione. Forse no. Forse del loro Paese hanno lasciato le strade, ma …

la principessa cenerontola

Già una principessa che non vuole indossare le scarpette di cristallo perché fanno sudare i piedi mi sta simpatica per principio. Figurarsi quando si incensa dandosi della “genia” (e perché non possiamo essere dei geni anche noi principesse?), o quando liquida la Bella Addormentata dicendo che non si sveglia nemmeno a secchiate! Ecco la principessa Cenerontola: avevo chiesto a Davide Nonino di mandarmi una demo del libro in questi giorni nelle librerie perché avevo annusato odor di disubbidienza e sovvertimento delle convenzioni di genere. Ed è così, per cui, anche se di bambini non parlo mai in questo blog, ho deciso di raccontarlo, di farlo leggero al mio bambino e di suggerirlo a tutte le madri di figlie femmine. Destituire i falsi messaggi/ruoli, costruiti da altrettanto falsi modelli maschili e femminili, credo che sia una missione educativa da compiere fin dall’età scolare. Soprattutto oggi che il bombardamento mediatico si concentra anche sui nostri figli siringando modelli, e prodotti (tipo il reggiseno imbottito per le bimbe di 7/10 anni) discutibili. E poi perché le parole sono importanti …

Il potere della parola e le parole del potere

Ieri sera sono stata a un interessante incontro organizzato dalla Fondazione del Corriere della Sera sul tema del linguaggio tra maschilismo e letteratura di genere. A dibattere c’erano l’enigmista e scrittore Stefano Bartezzaghi, la Presidentessa dell’Accademia della Crusca, Nicoletta Maraschio, la scrittrice Elisabetta Rasy e la giornalista Maria Laura Rodotà. Sono andata perché se negli ultimi anni si è discusso molto sull’immagine della donna, poco si è detto sulle parole usate con lei e per lei. E questo in un periodo in cui per la verità, la volgarità anche verbale (leggi barzellette oscene o minacce televisive), o la sempre più alta aggressività di ogni confronto dialettico, sono sotto gli occhi di tutti e di tutte. E poi le parole sono un’arma difficilmente riconoscibile come tale. Io, per esempio, ho provato un certo fastidio quando un luminare a cui mi sono rivolta per un problema agli occhi, mi ha chiamato principessa. Ci ho messo qualche mese e poi mi sono detta, chissà se davanti a un suo paziente maschio userebbe il termine principino. La risposta, datevela …