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Pilar Fogliati, l’ordine è nelle piccole cose

Il successo da Un passo da cielo, la fiction di Rai Uno di cui è appena terminata la quarta stagione, non se lo aspettava neppure lei. È per questo che Pilar Fogliati, diplomata Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico, i capelli con cui sembra litigare e le parole che vanno a tavoletta, si dice, e per tre volte, “lusingata”. Qui però si parla di un’altra sua passione, la borsa. Quante ne ha? Piccole, tante. A tracolla, perché amo le mani libere. E colorate, perché mi vesto sempre di nero e mi piace avere una macchia di luce addosso. Blu elettrico, preferibilmente, e in camoscio che è più piacevole al tatto. Si dice che la borsa è per una donna una sorta di ufficio oggetti smarriti. Lei cosa ci perde? In realtà sono ordinatissima e controllo spesso di averla chiusa. Le mie amiche mi prendono in giro per questo. E per il mio speciale modo di arrotolare sciarpe o golfini e pigiarli dentro. Ma a me piace così, ogni cosa al suo posto. Compreso gli immancabili elastici per …

Archibugi: un corto contro la violenza

[Articolo pubblicato su Lei Web il 25 novembre 2013] Con È stata lei la regista romana entra dentro un carcere e ritrae la vita e i pensieri di un uomo violento. Un cortometraggio che pone domande scomode, ma capace di regalarci, alla fine, persino un sorriso e una speranza È il secondo anno, dopo Giulia ha picchiato Filippo, che partecipa alla Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Puoi spiegarci che significato ha per lei il 25 novembre? Le commemorazioni hanno sempre una faccia bifronte. Si caricano di retorica e il rischio è che in un solo giorno si esaurisca un dibattito che andrebbe fatto tutto l’anno. D’altra parte però, questo coinvolge tante energie che altrimenti andrebbero disperse. Così, anche se mi sia stato chiesto poco tempo fa, e nonostante io stia preparando un documentario per il Festival di Torino, ho accettato volentieri. È stata lei parla di violenza sulle donne dal punto di vista degli uomini. Perché è necessario parlare di questione maschile quando si discute di violenza? Femminicidio è ormai una parola abusata. Se ne …

Riccardo Iacona: se questi sono gli uomini

Articolo pubblicato su LeiWeb il 19 novembre 2012 Un anno di femminicidi attraverso le testimonianze dirette. Perché ha deciso di raccontare in questo modo la violenza sulle donne? «Perché in Italia manca la dimensione del racconto vero. Ogni volta che si parla di queste vicende, lo si fa riducendo tutto a una degenerazione di liti in famiglia o di storie d’amore finite male, relegando la violenza sulle donne alla dimensione del privato. Ma non è così. La violenza sulle donne è una questione nazionale che riguarda tutti, donne e uomini. Come riguardano tutti problemi emergenziali come i morti della criminalità organizzata o quelli sul lavoro». Pensa che gli uomini siano pronti a riflettere su se stessi come chiede il suo libro?  «Certo. Molti uomini che lo hanno fatto mi hanno scritto per ringraziarmi. Qui non stiamo raccontando la solita storia delle povere vittime piena di particolari scabrosi. Stiamo ponendo la questione: chi sono gli uomini in Italia?». Bene, chi sono? Magari si potrebbe cominciare a riflettere sulle parole che usano. Parole che tornano spesso nel suo …

Scuola, istruzioni per l’uso

Articolo pubblicato su LeiWeb l’8 settembre 2012. Basta andare al cinema per accorgersi che la scuola è uno dei temi all’ordine del giorno. Film pluripremiati comeDetachment, Monsieur Lazhar, o l’italiano Il rosso e il blu con Margherita Buy, nelle sale dal prossimo 21 settembre, ci dicono chedi banchi e insegnanti non parlano solo le mamme. Così, a pochi giorni dell’inizio di un nuovo anno scolastico, con Il Corriere della Sera che dalla prima pagina punta il dito su fenomeni quali l’abbandono scolastico e super classi da 30 studenti per aula, abbiamo chiesto a Mila Spicola, autrice del libro La scuola si è rotta (Einaudi) e ricercatrice in Innovazione e valutazione dei sistemi di istruzione presso l’Università di Roma 3, di fare il punto sul mondo della scuola. Qual è il senso della scuola oggi? Cosa è rimasto dell’autorevolezza degli insegnanti?  «La scuola non ha perso il suo ruolo, siamo noi che abbiamo perso, e frantumato, un intero sistema di valori. Penso alla Finlandia che, nella sua Costituzione, ha messo nero su bianco l’importanza della scuola, la sua capacità di costruire coesione sociale. Ma …

Vicky Noble: le donne sono dee

Articolo pubblicato su LeiWeb il 6 giugno 2012 Il posto al sole nelle prime pagine dei giornali, almeno quello, le donne l’hanno già conquistato. Womenomics, democrazia paritaria, quote rosa, sono temi che ormai condizionano la costituzione di Cda e giunte, e non passa giorno in cui studi economici o ricerche scientifiche non ricordino la necessità delle qualità femminili: ultimi la Banca d’Italia che, nella sua relazione annuale presentata il 31 maggio , dedica per la prima volta un intero capitolo al ruolo delle donne nell’economia italiana affermando che: «a una più elevata presenza di donne tra gli amministratori pubblici corrispondono livelli di corruzione più bassi», e lo Wall Street Journal, dalle cui pagine Paul Zak, pioniere della neuroeconomics, anticipa i risultati della ricerca su quella che lui chiama la “molecola della moralità” ovvero l’ossitocina, ormone che le donne producono in maggior quantità. Nessun successo però è veramente acquisito se non si è sovrane di se stesse, o almeno questo è ciò che sostiene Vicki Noble, americana, scrittrice, studiosa delle culture matrifocali e docente di Women’s Spirituality Masters all’ITP di Palo Alto. Noble sarà a …

La donna che vuol fermare Putin

Articolo pubblicato su IoDonna il 15 gennaio 2010 Non sono una persona semplice. E non tollero la minima bugia». Per chi non sa chi sia Marina Litvinovich, ex responsabile del sito Internet di Vladimir Putin poi passata dall’altra parte della barricata come portavoce di Garry Kasparov e organizzatrice delle cosiddette Marce del Disaccordo nelle principali città russe, non ci potrebbe essere presentazione migliore. Un fisico esile, 35 anni, due figli avuti da due uomini diversi con cui ha deciso di non convivere, Marina è uno dei volti più scomodi della Russia del dissenso e, da pochi mesi, a capo di un nuovo progetto di opposizione. Il quartier generale è la sua casa nel centro di Mosca. Pareti immacolate, tanti libri di storia e sociologia, arredi rigorosi, qualche gioco sparso qua e là. E lei, ospitale e sorridente. Si è scelta una vita alquanto complicata… «Non poteva essere altrimenti. Non sono mai riuscita a fare una cosa sola, così sto tentando di essere sia una buona madre sia una buona attivista. Inizio la mia giornata alle …