All posts tagged: Ipazia

Marta e Ipazia: la strana coppia

Su una cosa Marta Vincenzi ha ragione: da maggio non ci sarà più un sindaco donna in nessuna grande città italiana, di destra o di sinistra che sia. Come regalo di compleanno per il primo anniversario del 13 febbraio e di Snoq, non c’è male. Per il resto, ho provato solo a leggere il delirio twitter della sindaca genovese, da donna. E francamente, per quanto si possa e si debba pretendere da chi ci rappresenta una condotta più dignitosa, nel suo sfogo c’era molto di condivisibile. Non faccio fatica a credere della fatica doppia che ha dovuto fare per far riconoscere il valore della propria intelligenza. Ho ancora in mente le immagini di quando Genova fu colpita dall’alluvione e lei che non si sottraeva agli insulti e alla rabbia della gente. Anche al comandante Schettino sono state concesse attenuanti possibili, ma non a lei. Si chiama Glass Cliff e in questo blog ne ho parlato spesso: le donne che sbagliano pagano subito, e di solito il doppio. Io vivo in una città che ha scelto …

buon compleanno Ipazia

Un anno fa scrivevo Cominciamo così. “Così”, che era poi un modo per sciogliere il ghiaccio, per vedere cosa succedeva se buttavo un sassolino nel mare del web. “Così”, era un po’ anche il “foglio del come” di cui parla Maurizio Crozza quanto tira in ballo il Partito dei Carini, e mi viene da ridere, o da sorridere, perché davvero dopo averci pensato per alcune settimane, mi sono messa scrivere post non sapendo minimamente dove stavo andando, ma certa del mio desiderio di mettermi in viaggio. Ed è strano perché io raramente mi volgo indietro e detesto pure gli anniversari, segni del tempo che passa e che non è più. Eppure qui, in queste pagine, i mesi trascorsi hanno intessuto, trama e ordito, legami nuovi e pensieri condivisi. Ho spesso definito queste pagine una sorta di seduta collettiva davanti al riflesso specchiato di noi stesse. In mezzo, tra noi e il riflesso di noi, la rabbia e il talento (spesso frustrato), l’invidia e la generosità, l’intransigenza e la compassione. Madri e figlie, donne e compagne, …

il tramonto e l’aurora

@font-face { font-family: “Cambria”; }@font-face { font-family: “Helvetica Neue”; }p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: “Times New Roman”; }div.Section1 { page: Section1; } Alla vigilia dell’8 marzo, vorrei dedicare questo post a Ipazia. Che fu uccisa, o meglio scorticata viva, con frammenti di conchiglia nel mese di marzo dell’anno 415. Era Quaresima: sono gli storici cristiani a ricordarlo, quasi a trovare una giustificazione al massacro di quel corpo di donna (avevano fame ed erano incattiviti). Questo ha però consentito anche un’altra, e più poetica forzatura, quella di datare il martirio di Ipazia proprio l’8 marzo di quell’anno (Ipazia, Vita e sogni di una scienziata del IV secolo di A. Petta e A. Colavito). Ma è bene anche ricordare, che la più grande colpa dell’ultima filosofa della Scuola d’Alessandria fu quella di «occupare la piazza, lo spazio degli uomini». Perché la piazza, il parlare con la gente, sfidare il potere e la ricerca del consenso, questo sì, è cosa che non si perdona. Chi si accinge a uscire dall’ombra per avventurarsi …

el partido de la izquierda erotica

Left Open Armlet, Margaux Lange Beato chi sa leggere bene lo spagnolo! Un’amica che abita a Barcellona mi invia il link del nuovo libro della scrittrice nicaraguense di origini italiane Gioconda Belli, El Pais de las Mujeres. Riporto esattamente la presentazione del libro perché non voglio togliere a nessuno il piacere musicale di leggere in spagnolo: «Entrar en este libro es vislumbrar las posibilidades de la imaginación femenina. Hasta ahora, el mundo ha sido manejado por los hombres. Las mujeres que han intentado ejercer el poder, se han sentido obligadas a de-sexualizarse y a poner en neutro sus hormonas y su feminidad. Este libro plantea el poder como un proyecto de la mentalidad femenina, ordenado y re-pensado para cambiar el centro de donde irradian los esquemas que luego se reproducen en la sociedad: la casa misma. Viviana Sansón y sus amigas del Consejo del PIE, gestan un poder que empieza por casa. Se trata de eliminar la semilla de la primera forma de dominación: la dominación de la mujer a manos del hombre». Ma ancora …

speriamo che sia femmina

Mario Monicelli si è suicidato gettandosi dal balcone ieri sera. Ha scelto di andarsene così, forse conservando negli occhi l’immagine di suo padre, anch’esso morto suicida, trovato nella stanza da bagno. Nel commento a questo blog ho parafrasato il titolo di uno dei suoi film più belli: Speriamo che sia femmina. L’ho fatto perché la speranza oggi non basta più, come non basta l’unanime Viva le donne! che usciva da questo film. E l’ho fatto perché credo che oggi sia necessario pretendere che la consapevolezza femminile del mondo, la superiorità morale delle donne (che emergeva proprio da questo film) non venga più tenuta nascosta. Perché dobbiamo scrollarci di dosso questa apparenza di fragilità. Perché dobbiamo pretendere, con ogni mezzo e nuova regola, che se è vero che i talenti sono distribuiti in modo equanime tra uomini e donne, allora donne e uomini devono essere ugualmente rappresentati nei luoghi deputati a prendere decisioni per tutti. E perché, come diceva Rudolf Steiner, dei problemi delle donne devono parlare le donne, e non gli uomini. In questo casale …

l’invidia del bene

Questo non è un blog storico. Non è un blog sulla figura di Ipazia. Quello che mi ha colpito di più leggendo i libri su questa egizia però, è l’impressionante attualità della vicenda. Quando ho letto il libro di Silvia Ronchey per esempio, mi sono soffermata molto sul perché l’odio dei potenti si concentrasse proprio su di lei. Certo, era una donna bella e aristocratica, ma in fondo aveva circa una quarantina d’anni e quindi senz’altro vecchia per quei tempi. Era capace di ammaliare le folle e godeva di grande rispetto, ma era pur sempre una donna e non avrebbe avuto alcuna possibilità di usurpare un potere tutto maschile. E allora? Ecco, svela Ronchey, ecco la phthonos, l’invidia, la gelosia per colei che conquista con il fascino e l’intelligenza. Colei che è capace di usare la mente per elevarsi dagli uomini e non per soggiogarli. Colei che gioca la partita della vita a cuore aperto e non secondo servilismi o sotterfugi. Quell’invidia è tale da scatenare su di lei un’ira e una violenza fisica che, …

cominciamo così

In effetti non sapevo da dove cominciare quando ho deciso di aprire questo blog di genere. Così l’ho lasciato in silenzio per un po’ di settimane. Fino ad oggi, oggi che ho visto l’anteprima della copertina del magazine Internazionale che titolava così: L’Italia non è un paese per donne. Ecco. Più chiaro di così. Questo blog invece vuole essere un blog del mondo raccontato al femminile, dell’eccellenza al femminile. E non bisogna essere delle star per parteciparvi. Semplicemente bisogna essere donne. Il che, credetemi, nella maggioranza dei casi, vuol dire già essere un bel passo avanti.

un po’ di libri

Una piccola bibliografia per Ipazia, anche se su Bol trovate veramente di tutto. Io personalmente ho iniziato con Ipazia. Vita e morte di una scienziata del IV secolo di Colavito-Petta (La Lepre). Poi mi sono vista il film di Amenabar (Agorà) che era uscito quasi in contemporanea, e ho letto il libro Ipazia Muore della Moneti Codignola (La Tartaruga). Solo a stralci ho potuto leggere il poemetto su Ipazia di Mario Luzi (non l’ho trovato) mentre ho letto con attenzione l’ultimo libro di Silvia Ronchey Su Ipazia. La vera storia (Rizzoli). So che ultimamente hanno ripubblicato in italiano Ipazia. La donna colta e bellissima fatta a pezzi dal clero di John Toland del 1720 e l’Hypatia, or New foes with an old face (Nuovi nemici dal vecchio volto) di Charles Kigsley. Quest’ultimo mi manca proprio, considerato il titolo, credo di non poterne fare a meno.