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Violenza donne: dove sono finiti i soldi?

25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. A pranzo si parlava con delle colleghe di quanto, innanzi tutto, sia difficile farla percepire come tale, la violenza. Dalla famiglia alle istituzioni. In entrami i casi, ancora troppo spesso, la violenza sulle donne è un affare di famiglia, una cosa che accade tra le mura domestiche ed è quindi lì che deve essere risolta. Ciò porta le donne spesso a non denunciare, le forze dell’ordine a sottovalutare, il contesto sociale a condannare. Una bella frittata, no? Poi certo, c’è quella che quell’uomo riesce a lasciarlo e se ne trova un altro quasi uguale. «Beh, allora se le cerca però», incalza la collega davanti all’insalata. Ecco, giusto di questo si stava parlando. E se lo dici tu, che sei informata, sensibilizzata sul fenomeno, figurati cosa dicono gli altri. Dicono che se lo merita, ecco la risposta. Per nessun essere vivente, se non per le donne, la violenza è meritata. Pensateci. Ora certo, se ne scrive di più, di anno in anno. Nella speranza che questo non sia …

Cosa è il mestruazioni day

“Fui confinata in casa per 7 giorni la prima volta che ebbi le mestruazioni” – racconta Alinafe (nella foto a lato), 15 anni del Malawi. “Rimasi sconvolta vedendo il sangue che non si fermava, mia madre mi portò da mia nonna che abitava in un’altra comunità e dovetti stare chiusa in casa per sette giorni, mi spiegarono che dovevo usare stracci come assorbenti e che non mi sarei mai dovuta macchiare i vestiti perché sarebbe stata una vergogna per la mia famiglia”. Il 28 maggio è la Giornata Internazionale delle Mestruazioni, un tema che nei Paesi in via di sviluppo è ancora tabù e che causa molti pregiudizi con effetti dannosi sul futuro delle bambine. Secondo un studio delle Nazioni Unite una bambina su tre nel Sud dell’Asia si trova ad avere le prime mestruazione senza sapere cosa siano, mentre il 48% delle bambine iraniane e il 10% di indiane credono che il ciclo sia una malattia. “Quando ebbi il menarca, non sapendo cosa fosse, ero spaventata, non dissi nulla in famiglia e mi confidai con …

Chi ha paura del femminismo?

Giorni fa Slate ha pubblicato un divertente articolo sulla storia delle dichiarazioni intorno alla parola femminismo. O meglio, su chi e che cosa avevano risposto negli ultimi 50 anni diversi personaggi famosi, dai politici agli attori, alla domanda «Ma lei è femminista?». L’articolo, che vi consiglio di leggere, è molto divertente. Perché, almeno negli Usa, sempre di più oggi si chiede di dichiararsi, o meno, femminista. Il che è un po’ strano perché ciò implica chiedere se si è, sì o no, a favore dell’uguaglianza tra uomini e donne (sì lo so è un poco più complicato…), eppure, in questo caso, si prevede e senza scandalo, essendoci la domanda, la possibilità di una duplice risposta. Voglio dire, nessun uomo o donna, in odor di fama, sarebbe così incauto da dire che i gialli sono meglio dei neri, o i bassi più intelligenti degli alti… tanto che, nell’ultimo anno, da Miley Cyrus a Beyoncé, il dichiararsi femminista è stato un po’ come dire “Sono qui e ora. E sono in cima alla lista”. La storia delle dichiarazioni con tanti “se” …