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rai: un’occasione persa

Antonio Verro, Antonio Pilati, Luisa Todini, Guglielmo Rositani, Gherardo Colombo, Benedetta Tobagi, e Rodolfo De Laurentis. Questi i nomi dei sette consiglieri eletti questa mattina nel Cda Rai dopo la sostituzione di Amato fatta ieri dal Presidente del Senato Schifani. C’è poco da dire, e tanto da riflettere: perché se la politica tanto tempo perde e tanto muove per quattro poltrone è evidente che in ballo c’è molto di più di un’azienda traballante, e che quel “molto di più” anima e interessa forse maggiormente dei problemi reali. Ma c’è da riflettere anche per l’esito della chiamata alle associazioni fatto da Bersani, per la voce alta fatta dalle donne, rimasta, mi pare, inascoltata. La candidatura di Lorella Zanardo era stata spinta dalla Rete, un tam tam che non è bastato, come non è bastata la sua competenza. Della non-scelta di Snoq ho già parlato, e rimane il rimpianto che, una volta tanto, non si abbia avuto il coraggio di essere chiare: «Vogliamo queste donne (con nomi e cognomi) nel Cda e vogliamo che ne costituiscano almeno …

buttiamoci in politica (forse)

Alcuni mesi fa un’amica mi fece una considerazione iluminante: di fronte alla possiblità di candidarsi politicamente e di investire in questa candidatura parte delle proprie risorse economiche, le donne si tirano indietro, ovvero sono molto meno disposte a scommettere su di loro dei loro colleghi uomini. Sapere se la causa sia da ricercarsi nella mancanza di autostima o nella profonda e disillusa consapevolezza del reale (dove esser brave non serve) non cambia il dato oggettivo, che rimane appunto quello: le donne pare siano un po’ restie a coinvolgersi polticamente. L’amica Marina Terragni, dopo aver chiesto un giorno sì e l’altro pure un nome da candidare alle primarie, nel suo post di oggi, l’ha scritto chiaro e tondo: Cercansi donne che vogliono fare politica. Mandate curricula e fatevi avanti se volete: la porta (e i commenti sul post) sono aperti. Io, come ho avuto occasione dire anche a voce, non sono arrivata ancora a redimere (e accetto aiuti) una spinosa, e imbarazzante, questione: davvero esiste ancora la possibilità di fare una politica di (sole) donne? Certo, …

quarto potere… maschile

Questi sono i numeri delle presenze femminili in Rai (dati CPO FNSI): 33,7 per cento: giornaliste Rai. 4 per cento: donne dirigenti Rai. 2: donne direttore Rai. 3: donne vicedirettore Rai (a fronte di 33 uomini). 63: donne caperedattore Rai (236 gli uomini). Questi sono i numeri delle presenze femminili nelle notizie Rai (dati Osservatorio di Pavia): 58 per cento: conduzione di Tg da parte di donne. 10 per cento: opinioniste autorevoli. 66 per cento: opinioniste “volanti”, cioè donne interpellate per strada (senza che di loro si sappia nulla: professione, età, scelte politiche). 16 per cento: donne “notiziate” in quanto vittime (contro il 6 per cento degli uomini). 11 per cento: donne “notiziate” per questioni politiche o economiche. In Rai le italiane non fanno notizia, anche se raccolgono, diffondono, scrivono notizie. Quasi mai potendo scegliere quali notizie, come impaginarle, e in quale gerarchia. Questa è invece la situazione della stampa nazionale italiana (dati FNSI): 5: donne direttore di quotidiani (113 gli uomini). 5: donne vicedirettore di quotidiani (99 gli uomini). 67: donne redattore-capo nei quotidiani …