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Archibugi: un corto contro la violenza

[Articolo pubblicato su Lei Web il 25 novembre 2013] Con È stata lei la regista romana entra dentro un carcere e ritrae la vita e i pensieri di un uomo violento. Un cortometraggio che pone domande scomode, ma capace di regalarci, alla fine, persino un sorriso e una speranza È il secondo anno, dopo Giulia ha picchiato Filippo, che partecipa alla Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Puoi spiegarci che significato ha per lei il 25 novembre? Le commemorazioni hanno sempre una faccia bifronte. Si caricano di retorica e il rischio è che in un solo giorno si esaurisca un dibattito che andrebbe fatto tutto l’anno. D’altra parte però, questo coinvolge tante energie che altrimenti andrebbero disperse. Così, anche se mi sia stato chiesto poco tempo fa, e nonostante io stia preparando un documentario per il Festival di Torino, ho accettato volentieri. È stata lei parla di violenza sulle donne dal punto di vista degli uomini. Perché è necessario parlare di questione maschile quando si discute di violenza? Femminicidio è ormai una parola abusata. Se ne …

Fate tanti figli, farete carriera

[Articolo pubblicato su LeiWeb il 12 novembre 2013] Qualche anno fa uscì un libro, best seller negli Usa, della giornalista premio Pulitzer Katherine Ellison, intitolato Il cervello delle mamme. Come la maternità ti rende più brillante. Era forse solo un’intuizione derivata dall’esperienza, poi confermata dai risultati, scientifici, di una ricerca diretta dal biologo Adam Franssen (qui una sua intervista al Smithsonian Magazine) dell’Università di Longwood, in Virginia. La ricerca, pubblicata nei primi mesi del 2013, evidenziava come le donne madri avessero aumentato la loro capacità di organizzazione, di risolvere i problemi e di rispondere con più efficacia ai momenti di ansia e stress. Che le mamme abbiano competenze manageriali non ordinarie è per altro dimostrato anche dal fenomeno crescente delle mumpreneurs, un network che ormai copre tutta Europa, a partire dalla Gran Bretagna, tanto che persino la rivista economica Forbes ha ritenuto opportuno stilare un elenco dei sei segreti delle mamme che lavorano da applicare al business: una migliore organizzazione per aumentare l’efficienza, massimo utilizzo delle ore del mattino, privilegiare la qualità al posto della quantità, prendersi cura della propria persona per essere …

La famiglia ai tempi del Web

[Articolo pubblicato su LeiWeb il 7 novembre 2013] Inutile negarlo. Ormai, nonostante i tentativi di mantenere ideologicamente intatto il focolare domestico. Nonostante le (buone) regole che ci sforziamo di condividere con i nostri figli, la famiglia non è più un nucleo chiuso, ma uno dei tanti soggetti esposti a una perenne condivisione di fatti e sentimenti. Opinione diffusa è che i più propensi a questa nuova modalità di relazione siano i così dettinativi digitali. In realtà, come dimostrano recenti studi, non è la confidenza con i nuovi media a creare gap generazionale, bensì l’incapacità dei genitori di trasferire ciò che sperimentano con la tecnologia nella propria presenza educativa. È questa una delle riflessioni che Camillo Regalia ha esposto durante la presentazione della ricerca Family Tag (dove l’acronimo Tag sta per Technology Across Generations) promossa dal Centro di Ateneo Studi e ricerche sulla famiglia e dal Centro di ricerca sull’Educazione ai media all’informazione e alla tecnologia, svolta dall’Università Cattolica di Milano in occasione della pubblicazione del libro Famiglia e nuovi media – Studi interdisciplinari sulla famiglia. L’uso dei social network nei giovanissimi …

2020: il futuro non è rosa

[Articolo pubblicato su LeiWeb il 5 novembre 2013] Non è facile parlare di leadership femminile e gender diversity dopo i recenti dati di Confartigianato. Lo scarso investimento nel welfare (20,3 miliardi, equivalente all’1,3 per cento del Pil, che poi sono il 39,3 per cento in meno rispetto alla media dei 27 Paesi Ue) impedisce alle famiglie di conciliare lavoro e vita privata, e alle donne, su cui ricade la maggior responsabilità dei lavori di cura, di lavorare. Eppure, in Italia, le donne imprenditrici e lavoratrici autonome sono le più numerose di tutta Europa (il 6 per cento in più rispetto alla media europea). Eppure l’Europa, il 14 ottobre, ha dichiarato in una nota che la presenza delle donne ai vertici delle società quotate in borsa è salita al 16,6 per cento: quasi un punto percentuale in più rispetto a un anno fa (qui i link dati). In quello stesso giorno, la Commissione europea ha proposto un’altra direttiva per affrontare lo squilibrio di genere nei consigli d’amministrazione. Oltre alle così dette quote rosa, e all’invito agli …

Di mamma non ce n’è una sola

Questo articolo è stato pubblicato su LeiWeb il 31 ottobre 2013. In questo blog avevo dato un’anteprima della mostra il 26 settembre con il post Mamma Mamme imprenditrici, le ormai omnipresenti mumpreneurs, mamme attiviste contro lo smog o il cibo contraffatto, mamme sentimentali e stereotipate, mamme che ritornano al lavoro a due giorni dal parto (come nel recente caso di Michelle Hunziker). Ormai è chiaro, di mamma ce n’è più di una. Anche la pubblicità si adegua mostrando una mamma che torna tardi dal lavoro mentre l’altra metà, lui, prepara la tavola. Oppure le mamme doppie, quelle delle coppie omogenitoriali che hanno occupato le prime pagine di settimanali importanti (ed è il caso della figlia, Francesca, di Roberto Vecchioni. Una lettura profonda di quanto sia complesso il vissuto della maternità arriva anche dall’arte contemporanea. Alla Photographers’ Gallery di Londra, fino a gennaio, ci sarà Home Truths: photography, motherhood and identity, una mostra che esplora le rappresentazioni della maternità attraverso le opere di otto artiste contemporanee. Fotografie lontane dal solito immaginario sdolcinato e rassicurante, e invece …

Di mamma non ce n’è una sola

[Articolo pubblicato su LeiWeb  il 31 ottobre 2013] Mamme imprenditrici, le ormai omnipresenti mumpreneurs, mamme attiviste contro lo smog o il cibo contraffatto, mamme sentimentali e stereotipate, mamme che ritornano al lavoro a due giorni dal parto (come nel recente caso di Michelle Hunziker).Ormai è chiaro, di mamma ce n’è più di una. Anche la pubblicità si adegua mostrando una mamma che torna tardi dal lavoro mentre l’altra metà, lui, prepara la tavola. Oppure le mamme doppie, quelle delle coppie omogenitoriali che hanno occupato le prime pagine di settimanali importanti (è il caso della figlia di Roberto Vecchioni). Una lettura profonda di quanto sia complesso il vissuto della maternità arriva anche dall’arte contemporanea. Alla Photographers’ Gallery di Londra, fino a gennaio, ci sarà Home Truths: photography, motherhood and identity, una mostra che esplora le rappresentazioni della maternità attraverso le opere di otto artiste contemporanee. Fotografie lontane dal solito immaginario sdolcinato e rassicurante, e invece vicine a un ruolo, a volte sofferto, fatto di vita quotidiana, di rapporti che si tramandano da madre a figlia e poi di nuovo …

L’8 marzo delle bambine

Articolo pubblicato su LeiWeb il 26 febbraio 2013 Da grande farò l’architetta. E poi la maestra, l’esploratrice, l’avvocata e la casalinga. A ben guardare, i sogni delle bambine ci dicono tutto sulle donne di oggi e di domani. Alessandra Ghimenti, una giovane documentarista toscana, ha trasformato questa intuizione in un lavoro itinerante e autofinanziato nelle scuole elementari italiane. Ha cominciato in una scuola di Altopascio, in provincia di Lucca, poi ha continuato con alunne, e alunni, del centro di Milano, e ora sta lavorando con una scuola in provincia di Brescia. «L’idea di Ma il cielo è sempre più blu… è nata dopo aver letto il libro di Loredana Lipperini Ancora dalla parte delle bambine. Giro classe per classe ponendo domande come: Chi si occuperà dei tuoi bambini? Che differenza c’è tra maschio e femmina? Maschi e femmine possono fare le stesse cose? Sono domande che restituiscono un quadro piuttosto preciso di come stanno crescendo i nostri figli, soprattutto femmine, ma che fotografano anche le forti differenze e resistenze culturali del nostro Paese. Le bambine della scuola milanese per esempio, …

Riccardo Iacona: se questi sono gli uomini

Articolo pubblicato su LeiWeb il 19 novembre 2012 Un anno di femminicidi attraverso le testimonianze dirette. Perché ha deciso di raccontare in questo modo la violenza sulle donne? «Perché in Italia manca la dimensione del racconto vero. Ogni volta che si parla di queste vicende, lo si fa riducendo tutto a una degenerazione di liti in famiglia o di storie d’amore finite male, relegando la violenza sulle donne alla dimensione del privato. Ma non è così. La violenza sulle donne è una questione nazionale che riguarda tutti, donne e uomini. Come riguardano tutti problemi emergenziali come i morti della criminalità organizzata o quelli sul lavoro». Pensa che gli uomini siano pronti a riflettere su se stessi come chiede il suo libro?  «Certo. Molti uomini che lo hanno fatto mi hanno scritto per ringraziarmi. Qui non stiamo raccontando la solita storia delle povere vittime piena di particolari scabrosi. Stiamo ponendo la questione: chi sono gli uomini in Italia?». Bene, chi sono? Magari si potrebbe cominciare a riflettere sulle parole che usano. Parole che tornano spesso nel suo …

L’altra faccia della violenza

Articolo pubblicato su LeiWeb il 23 novembre 2012 Non c’è solo il femminicidio. La violenza è un fenomeno sottile che pervade tutti gli aspetti della vita delle donne. «La violenza fisica, quella calci e schiaffi, fino agli atti persecutori e gli abusi sessuali, è quella più semplice da riconoscere, anche da parte delle donne stesse. Ma accanto a essa c’è la violenza psicologica, le offese, le minacce e le mortificazioni di chi ti apostrofa con frasi del tipo “Tu non sai fare nulla” o “Senza di me non vali niente”. E in forte crescita è anche la violenza economica, ovvero la privazione delle risorse, l’impossibilità di gestire insieme il ménage familiare, soprusi che mettono la donna in una posizione di evidente subordinazione». A parlare èTitti Carrano, avvocata e presidentessa di Di.Re, Donne in rete contro la violenza, l’associazione che dal 2008 si occupa attivamente di prevenzione, formazione e coordinamento dei centri antiviolenza locali. Di.Re è anche punto di riferimento italiano per il Women Against Violence Europe, un network che raccoglie 45 paesi e 4000 centri antiviolenza in tutta …

Il lavoro? Meglio smart…

Articolo pubblicato su LeiWeb il 12 ottobre 2012 Per molti (e molte) di noi è poco più di un sogno. Secondo i dati Istat, infatti, i pendolari in Italia sono oltre 26 milioni e compiono in media 43 chilometri al giorno, e prima che le code, il traffico, la ricerca del parcheggio e le perdite di tempo in attesa dei mezzi pubblici diventino solo un lontano ricordo – come suggerisce il libro Il futuro del lavoro (Ed. Il Sole 24Ore, 2011) di Richard Donkin, uno dei più autorevoli esperti in tematiche dell’occupazione – dovremmo aspettare ancora molto. Nonostante tutti gli studi ci dicano infatti che il telelavoro coincide quasi sempre con incremento di produttività, risparmio sui costi e aumento della soddisfazione dei dipendenti (leggi qui la recente ricerca Microsoft , l’Italia resta, al solito, il fanalino di coda nell’Europa a 15. Con un misero 3,9 per cento di tele-occupati, contro una media europea dell’8,4 per cento e con la Danimarca al 16, il Regno Unito al 9,6, la Germania all’8,5 e la Francia al 7 per cento (dati Manageritalia), ovviamente in crescita. Esiste, è vero, …