All posts tagged: libri

Una brava maestra

Il disagio che ci prende quando sentiamo l’ennesima storia di maestre che maltrattano i bambini. Da Cernobbio a Isernia e Milano, per citare quelle che a stretta memoria mi vengono in mente. È un disagio causato non solo dal disgusto dell’evento in sé, ma anche dal fatto che mina, rende traballante, una delle nostre certezze emotive. Di quelle che a cui ci si aggrappa fin da bambini. Una maestra cattiva, al pari di una mamma cattiva, ci toglie dalla nostra zona di confort. Ci sottrae dalla convinzione incrollabile per cui “le donne sono fatte per fare le mamme” e “le maestre sono tutte come le mamme”. Per questo ho amato, fin dalla prima riga, leggendolo in anteprima, un piccolo libro che esce giusto oggi in libreria. È Contro i bambini. Memorie di una brava maestra edito da Il Saggiatore. Sia chiaro, Rosalba Santoro, maestra di scuole materne ed elementari in Abruzzo, il cui diario segreto è stato trovato dal figlio e dato alla stampa, non ha mai picchiato bambini o bambine. Ed era pure benvoluta …

Te lo dò io, il prof!

[Pubblicato su Gioia! del 19 settembre 2015] Siamo cresciuti con l’allegra maestrina dalla penna rossa di De Amicis e i maestri innamorati del loro lavoro e degli alunni descritti da Giovanni Mosca. Poi, una volta grandi, ecco quel “O capitano! Mio capitano!” simbolo, consolatorio, dell’insegnamento appassionato, capace di far scattare la scintilla della conoscenza nell’animo degli studenti. Ma sono davvero i professori (anche) maestri di vita, a essere i più apprezzati dai ragazzi? A leggere il nuovo libro di Christian Raimo, lui stesso professore di storia e filosofia, Tranquillo prof, la richiamo io (Einaudi), si direbbe di no. Il protagonista dice di lavorare per la felicità dei suoi studenti (telefonate a casa comprese), augura loro tutta la meraviglia del mondo, eppure, loro, i ragazzi, non sembrano apprezzarlo. Anzi, gli preferiscono la supplente e lo rimproverano appena hanno l’occasione. «Il modello di insegnante proposto da molti libri e film è discutibile, quasi antipedagogico. Il mio è un professore che non sa mantenere la distanza, sempre alla ricerca di un amore non dovuto, e che non capisce …

Libri da mangiare

    Libri e storie nutrirsi bene. Ecco gli ultimi. Deliciously Ella della food blogger Ella Woodward (ed. Simon&Schuster), guarita con il cibo grazie a queste ricette vegetariane, senza latticini e glutine. Cibi fermentati per un’altra guru blogger del mangiar sano, Lee Holmes in Supercharged foods, mentre per imparare a cucinare i superfood ecco Cooking with Superfoods More than 100 Ways to Enjoy Acai, Kale, Chia, Farro, Cacao, and Other Nutritional Powerhouses di Cassie Johnston. Per le ricette con gli estratti di frutta e verdura invece, da leggere l’esperta di bellezza Liz Earle (Juice, Kyle Books) e Eric Helms, guru nutrizionista di Salma Hayek, in The Juice Generation (Simon&Schuster), di prossima pubblicazione.  

Arrigo. Il calcio che non è nel pallone

A volte un romanzo è più profondo della realtà. Forse non ci dice della cronaca esatta, ma ci trasmette quel vivere emozionale che è spesso il senso delle cose. Questa è l’attitudine (e non uso a caso questo termine) consigliata per chi si apprestasse a leggere Arrigo, la quasi biografia romanzata di Arrigo Sacchi di Jvan Sica* edito da inContropiede. Ho avuto la fortuna di fare una chiacchierata con Sacchi anni fa perché volevo mi parlasse della sua Romagna… ha finito con il parlarmi di sogni, miraggi, ideali di perfezione, stress… forse perché, alla fine, com’è scritto nel libro di Sica, l’inventore del calcio moderno non potrà mai liberarsi di quello che ha costruito. Gli altri sì, alcuni pure con un certo sollievo, ma Sacchi no. E quando sulle pagine dei giornali vedo rimbalzare ancora la notizia di un suo logoramento (qualcuno scrive persino che “di nuovo getta la spugna”), penso che scrivere di calcio in modo diverso sia necessario. E che romanzare onori la storia persino di più che realtà (soprattutto se la realtà è fatta …

La scoperta dell’adolescenza

[Pubblicato su Sette/CorrieredellaSera il 19 settembre 2014] Alle volte uno si crede incompleto ed è invece soltanto giovane, scriveva Italo Calvino nel suo Il Visconte Dimezzato. Lui che dei giovani alla ricerca di sé e alle prese con le esperienze della crescita e della scoperta del mondo, avrebbe creato uno degli eroi più romantici, il Barone Rampante, ancora oggi uno dei testi più consigliati ai ragazzi. Non c’è da stupirsi del resto, persino David McCullough, l’insegnante di letteratura inglese il cui discorso ai neodiplomati del liceo di Wellesley (qui il video), a ovest di Boston, ha fatto il giro del web e del mondo per la rivoluzionaria normalità del suo monito diventato poi il titolo del libro Ragazzi, non siete speciali! (Garzanti), esorta a incamminarsi per una biblioteca pubblica e fare il giro degli scaffali. A chiudervisi dentro per trentadue mesi e fare il pieno di ogni cosa: Shakespeare, Melville, Dickens…. E poi storia, scienze, matematica, economia…. È già tutto là, scrive McCullough. Tuttavia, non è così semplice. L’esperienza della giovinezza di chi è adulto …

Un uomo. Una donna.

Arriva l’edizione italiana di un bel libro di Taschen dal titolo Man meets woman. Ovvero sempre la stessa storia, uomo e donna, nella perenne alternanza e contrapposizione dei sessi. Ma l’interpretazione grafica della giovane cinese che abita a Berlino Yang Liu è efficace e divertente. Il mondo di Lui e il mondo di Lei contrapposti per pittogrammi, loghi, segnaletiche del quotidiano. Dalla camera da letto alla sala riunione, dal bagno al cenerino del negozio, tutto è chiaramente comprensibile e immediato, come solo i disegni sanno esserlo. Quello che Yang Liu evoca ed evidenzia è una sorta di codice degli stereotipi. Stereotipi che sopravvivono allo scambio e all’evoluzione dei ruoli e alla complessità della relazioni tra uomini e donne. Nella sintesi insomma, e anche nella generalizzazione forse, tutto appare chiaro e ineccepibile. E anche se la veste grafica è estremamente leggera e divertente ciò non vuol dire che la domanda sia poco seria: Is this a man’s world? Altre immagini tratte dal libro…    

nel mare ci sono i coccodrilli

Questo è il titolo di un libro che ho terminato di leggere questa mattina. Era il mio libro da metropolitana della settimana. Ed era un anno o poco meno che avevo questo appunto sulla mia agenda: compralo! L’ho fatto, insieme al più nobile Freedom di Jonathan Franzen, che come tutti, devo avere. E leggere, prima o poi. Ma questo libro è arrivato al momento giusto. O forse, visto i tempi in cui viviamo, tutti i tempi sono giusti per questo libro. Che racconta il viaggio, da clandestino, di un bimbo di 10 anni dall’Afghanistan in Italia. Ho pensato di leggerlo a mio figlio di otto di anni, perché, tutto sommato, è anche un’avventura. Poi ho pensato che non avrebbe capito. O che era troppo presto, così glielo tengo in serbo per quando ne avrà 12 o 13. Strano, noi difendiamo i nostri figli da quello che in altri paesi è la normalità. Se vi capita di avvistarlo in libreria, prendetelo. In questo mondo di disperati senza disperazione, di infanzia negata e di schiavitù nascoste, la …