All posts tagged: Maria Montessori

La matematica delle ragazze (che poi è la stessa dei ragazzi)

Si chiama maths anxiety ed è quel tipo di ansia, di preoccupazione eccessiva nei confronti dei compiti e dei test di matematica che può influenzare l’apprendimento. L’ha “misurata“ uno studio recente e che ha dimostrato come le bambine, a parità di capacità e all’inizio anche di risultati, siano più ansiose, e quindi meno performanti, dei loro compagni di banco. «La matematica, materia che non lascia spazio a valutazioni soggettive, crea naturalmente ansia da prestazione, ma le bambine, crescendo, sembrano soffrirne sempre di più», dice Irene Mammarella, ricercatrice di psicologia ed esperta di disturbi di apprendimento nell’ambito del calcolo all’Università di Padova. «Le conferme arrivano anche da ricerche internazionali. Il pregiudizio culturale che vorrebbe le bambine “meno portate” per la matematica, condiziona anche gli insegnanti. E si riflette sulle alunne che, spesso senza una reale ragione, si percepiscono meno preparate e competenti. Ma ripeto, si tratta di un prodotto culturale: nei Paesi orientali, dove tutti sono uguali nei confronti della materia, il problema non esiste». Esiste in Italia, invece. Secondo il rapporto Timms 2015 presentato a …

Il metodo Montessori arriva alle medie

Sarà il primo plesso che include scuola primaria e secondaria di primo grado (medie) con metodo montessoriano. Succede all‘istituto Quarenghi Riccardo Massa di  Milano, di cui avevo già parlato nel mio articolo per Style Piccoli, e, è bene dirlo subito, grazie alla tenacia, alla dedizione, e all’intelligenza di dirigenza e insegnanti che, in autonomia, hanno istituto un esempio di esperienza pedagogica e formativa che, in primis, va a beneficio dei nostri ragazzi e ragazze. Ma la vera buona notizia è che, dopo quasi 20 anni, la sperimentazione del metodo di Maria Montessori alle scuole medie non sarà più solo relegata all’autonomia scolastica, ma entrerà, per così dire, in un ambito più istituzionale. Questo vuol dire che, al termine dei tre anni di supervisione del MIUR (anche se le classi della media Montessori sono state già monitorate negli anni passati proprio per testare l’efficacia), il Metodo Montessori  entrerà a pieno titolo nelle possibilità delle scuole secondarie di primo grado italiane. Ma questo permette soprattutto di impedire che, insegnanti appositamente formati, possano essere trasferiti in sedi non montessoriane con il rischio di disperdere risorse …

Montessori, la scuola è gioia

La funivia parte allo scoccare di ogni ora e mezz’ora. In una decina di minuti si sale, poi, ancora una passeggiata e si arriva alla casa scuola Montessori.coop. In inverno, a 1100 metri, le temperature possono anche non essere miti, ma, come dice Verena Dr. Pfeifer, che di questa scuola è direttrice e fondatrice da quindici anni: «Per noi non esiste il brutto tempo, ma solo un abbigliamento sbagliato». Anche perché la maggior parte della vita scolastica si svolge all’aperto, nel bosco e in quell’ettaro di prato dove bambini e ragazzi curano due capre e due cavalli. «La nostra idea di scuola è molto libertaria. Ci ispiriamo all’interpretazione della pedagogia montessoriana di Rebeca Wild; non siamo dogmatici, ma sempre attenti alle esigenze dei singoli bambini, che possono decidere, autonomamente, quando passare dalla materna alla primaria, e dalla primaria alle così dette medie. Certo, si pretende che sappiano, a parte le nozioni di base, coordinare un gruppo di lavoro o presentare un libro, ma sono loro, anche durante l’anno scolastico, a dirci quando sono pronti al …

Va di moda la classe capovolta…

Maurizio Maglioni, insegnante di chimica, è il presidente e tra i fondatori di Flipnet, l’unica associazione in Italia che riunisce gli insegnanti che praticano la così detta “didattica capovolta” ideata da Jonathan Bergmann e Aaron Sams che nel 2012 scrissero il libro Flip Your Classroom: Reach Every Student in Every Class Every Day che diede il via alla sperimentazione in tutto il mondo. Abbiamo fatto una chiacchierata in occasione dell’inchiesta pubblicata su Gioia! del 12 maggio 2016 e qui ripropongo l’intervista integrale. Mi può dire in poche parole cosa è e cosa si fa in una classe capovolta? Io ho guardato alcuni video presenti nel sito e i contenuti mi sembravano esposti in maniera piuttosto tradizionale… Dire che fare didattica capovolta significa usare il video per per fare lezione è un equivoco. Noi usiamo i video perché vedere, oltre che ascoltare, potenzia fortemente le capacità di apprendimento. Il cuore della didattica capovolta però è l’uso che noi facciamo, in classe, dei loro smartphone o tablet. Non c’è nessuna lezione frontale, nessuna interrogazione. I ragazzi sono divisi a …

Bambini: arriva Cubetto!

Un gioco che aiuti i bambini dai tre anni ad avvicinarsi alla programmazione e alle STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) approvato, e ispirato, dal Metodo di Maria Montessori. Non è una strana combinazione se si pensa che molti giganti del favoloso mondo di Internet hanno dichiarato di aver subito il fascino delle scuole Montessori. Si tratta di un cubo robot con una console di legno con una serie di 16 blocchi colorati, una mappa e un libro che, grazie alla combinazione di movimento, tatto e suono, aiuta anche i bambini con disabilità a rafforzare le loro capacità di programmazione e comunicazione. Per tutti, l’obiettivo è quello di incrementare la creatività del bambino, il suo pensiero critico, la consapevolezza spaziale e capacità di comunicazione. Una versione beta del prodotto è già utilizzata da più di 300 scuole e 500 famiglie in oltre 40 Paesi in tutto il mondo, il che ha potuto creare una piattaforma di apprendimento che si espande e si connette a un numero illimitato di dispositivi tramite Bluetooth. Cubetto è ora prodotto da Primo Toys con il sostegno di investitori di alto profilo, …

Se il principino va alla Montessori

È entrato con il suo giubbino blu alle Westacre Montessori School di Norfolk in mondovisione. E tutti hanno visto che per George di Cambridge è stata scelta una scuola materna che adotta il metodo della pedagogista italiana. Ammirato e studiato all’estero (i fondatori di Amazon, Wikipedia e Google ne hanno ammesso l’importanza nella loro educazione), ma che in Italia conta solo 200 scuole tra materne e primarie e 5 medie. Eppur, qualcosa si muove. «Dopo il successo della sperimentazione, dal prossimo anno le medie pubbliche Montessori saranno tre con insegnanti formati ad hoc» dice la presidente dell’associazione Me.Mo. di Milano Lavinia Galli. Un progetto pionieristico in Italia che parte da alcune associazioni di genitori, in sinergia con alcune dirigenti scolastiche, l’Opera Nazionale Montessori e la Rete Montessori e che prevede anche dei corsi per genitori sul tema dell’adolescente secondo Maria Montessori e un corso di formazione per docenti. Il prossimo settembre, le sezioni Montessori di scuola media, oggi presenti unicamente all’Istituto Comprensivo Riccardo Massa di via Quarenghi 14, saranno anche a Cinisello Balsamo, alla scuola Ilaria Alpi e Anna Frank. E, «dopo anni di luoghi comuni, …

Perché c’è bisogno (ancora) di Maria Montessori

In questi giorni in cui nei giornali appare come uno scandalo la richiesta del Miur di avere classi differenziate, cioè di “gruppi di livello”, vi propongo questa intervista al presidente dell’Opera Nazionale Montessori Benedetto Scoppola con cui ho scambiato due parole in occasione di un articolo su Gioia! sul Metodo. Nel documento del Miur si parla anche infatti di didattica cooperativa e didattica tra pari, elementi fondamentali del metodo montessoriano. L’organizzazione personalizzata delle attività poi, scandali o meno, è uno dei pilastri del buon insegnamento, come già spiegava Francesco Avvisati qui. Al di là degli anatemi quindi, al solito è il modo in cui verrà percepita l’indicazione che farà la differenza. E se il rispetto delle inclinazioni degli studenti verrà utilizzato per dividere e non per con-dividere nuovi stimoli, certo la colpa non può essere dello strumento. Anche con il fuoco del resto, ci si può salvare dal freddo o incendiare la casa. Una prima domanda, per quale ragione dovremmo guardare con più attenzione al metodo Montessori? Perché è necessario mettere bambini e ragazzi al centro del processo educativo, renderli protagonisti …

promossi e bocciati

È stata confermata la bocciatura dei cinque bambini di prima elementare di una scuola di Pontremoli, che è poi un piccolo paese di 7000 abitanti nella Toscana meno conosciuta. Due bimbi italiani (tra cui un disabile) e tre stranieri che non sanno leggere, né far di conto, si legge nelle motivazioni. Cinque bambini sui 58 che frequentavano le due classi prime (da 29 ciascuna quindi), cinque bambini che nell’età in cui più hanno bisogno di essere attesi e accuditi, sono stati rispediti al mittente. Devo dire che, nella rassegna stampa, ho trovato ben espressi le ragioni della bocciatura, ma non ho trovato traccia del giudizio sull’operato della Scuola e degli insegnanti. Questa certo non è una notizia da prima pagina, ma è la spia di un modo tutto italiano di rincorrere, almeno nella facciata, il merito. Dell’inutilità, e soprattutto dell’inefficacia, delle bocciature aveva già parlato la ricerca dell’Ocse e non voglio quindi tornarci su. Dò per scontato che la cultura della paura e della punizione abbia già dimostrato le sue falle e che gli spauracchi …