All posts tagged: maternità

Figli, più che i bonus servono certezze

È solo, per ora, una proposta, ma il clamore suscitato dall’annuncio della ministra Lorenzin di raddoppiare il bonus bebè del primo figlio (e aumentarlo dal secondo in poi) fino al 31 dicembre del 2020, la dice lunga su quanto scotti il tema delle politiche familiari. E su quanto sia urgente risolvere il problema della natalità. «L’immagine che meglio rappresenta la nostra condizione demografica è quella di un palazzo a cui si aggiungono sempre più piani al vertice mentre si indeboliscono le basi. È ovvio che un sistema così, crolla. Nello stesso modo, un Paese senza giovani non è in grado di sostenere né il sistema sociale, né la ripresa economica» dice Alessandro Rosina dell’Università Cattolica di Milano. Secondo Istat, in cinque anni, si sono perse 66mila nascite, e l’età media in cui le donne hanno il primo figlio è sempre più alta. Ma il bonus bebè è davvero la soluzione? Una risposta, ce la danno i nostri vicini. Senza deprimerci con l’efficienza dei Paesi Scandinavi, in Germania per esempio, da gennaio 2016, ci sono 190 …

Mio figlio mi adora

Laura Pigozzi, psicanalista lacaniana, ha recentemente scritto per Nottetempo il libro Mio figlio mi adora. Ho avuto una piacevole conversazione con lei in occasione del mio articolo per Gioia! sulle madri (lo potete leggere qui). Questa è l’intervista integrale. Perché è difficile ammettere di aver avuto una “cattiva” madre? Non è facile ammettere essere stati “malamati” dalla propria madre. Normalmente il bambino crede alla madre per quanto essa possa essere manipolatoria e traumatica. E le crede a lungo, spesso anche da adulto, lasciandosene passivamente influenzare. Oppure, può a volte reagire con una ribellione violenta, ma ciò spesso non lo salva, anche se a volte un figlio non ha altre risorse per mettere un po’ di distanza tra sé e la madre. La cosa più difficile è, una volta riconosciuto questo dato del destino, riuscire a conviverci senza ripetere l’esperienza del “malamore” con i partners. Come lei scrive, l’istinto materno non esiste, esiste se mai un sentimento materno. E non esiste nemmeno la maternità, il legame madre-figlio, come condizione essenziale, fondativa, nella creazione della famiglia. È così? Il …

Era mia madre

Leggere un libro sulle donne, sulle madri e sulle figlie, è sempre come leggere un libro su noi stesse. Così non mi sono stupita quando, parlando con Iaia Caputo del suo nuovo romanzo Era mia madre (Feltrinelli, in libreria dal 12 maggio), mi ha rivelato che agli workshop di scrittura autobiografica che organizza, non c’è donna che non faccia i conti con la figura materna. Non farò nessun spoiler in questo post dedicato al libro di Caputo, dirò solo che è molto bello, emotivamente coinvolgente, e che qui invece condividerò alcune riflessioni che ho avuto il piacere di fare con l’autrice davanti a una spremuta. Perché i rapporti con le madri, e con le figlie ho detto io, non sono mai come ci vorrebbero far credere, e forse perché, come dice Iaia: «L’imperfezione è inevitabile, e io non credo nei rapporti educati, come non credo nelle buone o cattive madri. Ci sono solo gli essere umani, con i loro momenti di eroismo o di debolezza. Non mi interessa nemmeno se i media raccontino un rapporto finto o …

Indie Women

[Pubblicato su Gioia! n. 6 del 2015] Sono le regine del baby on demand. Sono quelle che, per prime nella storia di generazioni di donne in carriera, hanno cominciato a bucare il soffitto di cristallo e a guadagnare tanto quanto, e in alcuni casi di più, dei loro coetanei maschi. E sono quelle che, a New York ora, fanno la gioia degli agenti immobiliari visto che, come si evince dai dati della National Association of Realtors, in quanto donne single, costituiscono il 16 per cento degli acquirenti (gli uomini single solo il 9) mettendo fine a quel sogno del nido d’amore, fatto di investimenti emotivi e finanziari, che era la casa per due. Eccole, le Indie Women. A dare loro nome e cognome ci ha pensato per prima la NBC Universal, colosso mediatico statunitense, che al suddetto segmento demografico, definito emergente (quando non uno dei più significativi cambiamenti culturali degli ultimi 50 anni), ha dedicato un cortometraggio – metà documentario sociologico metà spot pubblicitario per la verità – destinato a chi voleva conoscere meglio queste …

Donne senza figli

[Pubblicato su Gioia! del 29 gennaio 2015] Gli anglosassoni lo chiamano childfree per distinguerlo dal childless. Perché “free” è sinonimo di libertà. La libertà, appunto, di non avere figli. Oppure otherhood (da motherhood), perché ancora, non si può etichettare una scelta come una mancanza, con quel “senza” a sottolineare una comparazione per difetto. L’americana Melanie Notkin, autrice di un libro sul tema, sostiene che questa sia la via per una nuova felicità delle donne moderne, nonché l’ultima sfida del femminismo, che dovrebbe vincere la mom-opia imperante, ovvero la visione miope della femminilità-maternità, e battersi per un’uguaglianza sociale ed economica tra donne “con” e “senza” figli. Non che il fenomeno non abbia anche un retrogusto mediaticamente snob, visto le celebrità che hanno fatto a gara a smantellare il mito della mamma felice: da Helen Mirren, che ha più volte sottolineato l’assenza di un suo istinto materno, a Cameron Diaz che non smette mai di dire di preferire il cinema, o Jennifer Aniston che davvero di domande sui marmocchi non ne può più. Tuttavia, pensare a un …

La maternità può attendere

Otherhood, childfree o semplicemente senza figli. Comunque vogliate chiamare le donne che decidono di non essere madri, il tema solleva molte riflessioni sia dal punto di vista sociale che dell’identità femminile. Ho già parlato di questo nel mio pezzo per Gioia! in edicola il 29 gennaio, in cui parlo anche del web doc Lunàdigas. Qui, invece la mia intervista a Elena Rosci, psicoterapeuta dell’équipe Minotauro il cui ambito di ricerca è focalizzato sull’evoluzione della maternità, saggista e autrice di libri come La maternità può attendere (Mondadori). Le donne che decidono di non avere figli sono sempre più numerose. Lo conferma?I dati statistici sono chiari: a partire dagli anni Settanta, anche in relazione a un aumento delle donne nelle diverse professioni, il decremento demografico è costante. La mia esperienza personale, se pur ristretta alle giovani donne milanesi, lo conferma, tuttavia, devo rilevare che più di un rifiuto della maternità a priori, si tratta di una tendenza a procrastinare, di una non scelta che alla fine si conclude con un non evento. E il famoso, e naturalmente insito, desiderio della …

Lunàdigas, e le “senza figli”

Il 22 gennaio sarà on line il web doc Lunàdigas delle registe Nicoletta Nesler e Marilisa Piga. Una raccolta di testimonianze, per di più di donne, che racconta il perché di una scelta non sempre socialmente accettata: non fare figli. Ho incontrato via Skype Marilisa e Nicoletta durante le feste natalizie e abbiamo fatto una chiacchierata su questo bel progetto. Ecco la versione integrale in parte pubblicata per il mio pezzo su Gioia del 29 gennaio! Che cosa significa lunàdigas? È una parola sarda, dal suono molto bello, che ricorda l’essere lunatico, e che viene usata per le pecore che non vogliono figliare. Non ha a che fare con la sterilità, solo che per qualche tempo, magari anni, queste pecore si rifiutano di procreare… Quando vi è venuta l’idea di fare un documentario sulle donne che non vogliono avere figli? La raccolta delle testimonianze è iniziata nel 2011, ma per la verità la sollecitazione è molto prima arrivata dalle Sciare, un’associazione di donne pugliesi, quando, nel 2008, presentammo nel Salento il nostro film su Maria Lai. Niente …

Fate tanti figli, farete carriera

[Articolo pubblicato su LeiWeb il 12 novembre 2013] Qualche anno fa uscì un libro, best seller negli Usa, della giornalista premio Pulitzer Katherine Ellison, intitolato Il cervello delle mamme. Come la maternità ti rende più brillante. Era forse solo un’intuizione derivata dall’esperienza, poi confermata dai risultati, scientifici, di una ricerca diretta dal biologo Adam Franssen (qui una sua intervista al Smithsonian Magazine) dell’Università di Longwood, in Virginia. La ricerca, pubblicata nei primi mesi del 2013, evidenziava come le donne madri avessero aumentato la loro capacità di organizzazione, di risolvere i problemi e di rispondere con più efficacia ai momenti di ansia e stress. Che le mamme abbiano competenze manageriali non ordinarie è per altro dimostrato anche dal fenomeno crescente delle mumpreneurs, un network che ormai copre tutta Europa, a partire dalla Gran Bretagna, tanto che persino la rivista economica Forbes ha ritenuto opportuno stilare un elenco dei sei segreti delle mamme che lavorano da applicare al business: una migliore organizzazione per aumentare l’efficienza, massimo utilizzo delle ore del mattino, privilegiare la qualità al posto della quantità, prendersi cura della propria persona per essere …

Di mamma non ce n’è una sola

Questo articolo è stato pubblicato su LeiWeb il 31 ottobre 2013. In questo blog avevo dato un’anteprima della mostra il 26 settembre con il post Mamma Mamme imprenditrici, le ormai omnipresenti mumpreneurs, mamme attiviste contro lo smog o il cibo contraffatto, mamme sentimentali e stereotipate, mamme che ritornano al lavoro a due giorni dal parto (come nel recente caso di Michelle Hunziker). Ormai è chiaro, di mamma ce n’è più di una. Anche la pubblicità si adegua mostrando una mamma che torna tardi dal lavoro mentre l’altra metà, lui, prepara la tavola. Oppure le mamme doppie, quelle delle coppie omogenitoriali che hanno occupato le prime pagine di settimanali importanti (ed è il caso della figlia, Francesca, di Roberto Vecchioni. Una lettura profonda di quanto sia complesso il vissuto della maternità arriva anche dall’arte contemporanea. Alla Photographers’ Gallery di Londra, fino a gennaio, ci sarà Home Truths: photography, motherhood and identity, una mostra che esplora le rappresentazioni della maternità attraverso le opere di otto artiste contemporanee. Fotografie lontane dal solito immaginario sdolcinato e rassicurante, e invece …

Di mamma non ce n’è una sola

[Articolo pubblicato su LeiWeb  il 31 ottobre 2013] Mamme imprenditrici, le ormai omnipresenti mumpreneurs, mamme attiviste contro lo smog o il cibo contraffatto, mamme sentimentali e stereotipate, mamme che ritornano al lavoro a due giorni dal parto (come nel recente caso di Michelle Hunziker).Ormai è chiaro, di mamma ce n’è più di una. Anche la pubblicità si adegua mostrando una mamma che torna tardi dal lavoro mentre l’altra metà, lui, prepara la tavola. Oppure le mamme doppie, quelle delle coppie omogenitoriali che hanno occupato le prime pagine di settimanali importanti (è il caso della figlia di Roberto Vecchioni). Una lettura profonda di quanto sia complesso il vissuto della maternità arriva anche dall’arte contemporanea. Alla Photographers’ Gallery di Londra, fino a gennaio, ci sarà Home Truths: photography, motherhood and identity, una mostra che esplora le rappresentazioni della maternità attraverso le opere di otto artiste contemporanee. Fotografie lontane dal solito immaginario sdolcinato e rassicurante, e invece vicine a un ruolo, a volte sofferto, fatto di vita quotidiana, di rapporti che si tramandano da madre a figlia e poi di nuovo …