All posts tagged: Pari Opportunità

2015: l’anno delle ragazze

[Pubblicato su Gioa! n.9 marzo 2015] Ancora oggi, quando ci chiediamo dove e quando cominciano i diritti di ognuno di noi, vale la risposta di Eleanor Roosevelt nel suo discorso per il decimo anniversario della Dichiarazione dei diritti universali: intorno a noi. Nel quartiere in cui viviamo, a scuola, nei luoghi di lavoro. È qui che ogni bambino e bambina cerca pari giustizia, pari dignità e pari opportunità. Più che nei proclami, nelle quote o nelle leggi (che pure servono), la libertà cresce nella condivisione di valori comuni, nella cultura. Quando la fotografa Rania Matar ha cominciato a ritrarre adolescenti americane e libanesi, voleva cogliere il senso e la complessità di un momento di passaggio: quello in cui una fanciulla comincia ad avere esperienza del diventare donna. Tra angoscia e fiducia, scoperta e provocazione, egocentrismo ed emulazione, le bambine di due mondi distanti sembrano avere sentimenti e aspirazioni simili. Forse perché, lo sguardo dritto all’obiettivo e al futuro, tutte rivendicano “solo” uno spazio vitale. Un diritto di presenza. In ogni caso, il 2015 sarà il loro …

Una donna è una donna è una donna

Dopo il colpaccio di un ministero doppio in cui si abbinano, per manifesta e logica contiguità, sport e pari opportunità affidato a Josefa Idem ecco l’altrettanto logica nomina di una sottosegretaria con i fiocchi: Michaela-con-la-acca Biancofiore. Non mi dilungherò sulle posizioni politiche dell’espondente del Pdl, sulle sue dichiarazioni sui maschi forti alla Mussolini o Berlusconi, sui suoi insulti sessisti e i suoi dubbi etici sull’omosessualità: per chi volesse sentire con le proprie orecchie, basta infatti una full immersion con i vari video di You Tube. Vorrei invece provare a riflettere su come si sia potute arrivare alla nomina di una donna che, di politiche di Pari Opportunità, non ha competenze né ideali. E vorrei anche scivolare, è bastato un tweet, sul fatto che, finché saranno le logiche maschili di occupazione del potere a governare le nomine, il risultato non potrà che essere questo. Forse, è arrivato il momento di prenderci le nostre responsabilità. E la responsabilità più grande se la deve prendere chi, in questi mesi, ha continuato a proporre, dovunque e comunque, un donna. …

L’8 marzo delle bambine

Articolo pubblicato su LeiWeb il 26 febbraio 2013 Da grande farò l’architetta. E poi la maestra, l’esploratrice, l’avvocata e la casalinga. A ben guardare, i sogni delle bambine ci dicono tutto sulle donne di oggi e di domani. Alessandra Ghimenti, una giovane documentarista toscana, ha trasformato questa intuizione in un lavoro itinerante e autofinanziato nelle scuole elementari italiane. Ha cominciato in una scuola di Altopascio, in provincia di Lucca, poi ha continuato con alunne, e alunni, del centro di Milano, e ora sta lavorando con una scuola in provincia di Brescia. «L’idea di Ma il cielo è sempre più blu… è nata dopo aver letto il libro di Loredana Lipperini Ancora dalla parte delle bambine. Giro classe per classe ponendo domande come: Chi si occuperà dei tuoi bambini? Che differenza c’è tra maschio e femmina? Maschi e femmine possono fare le stesse cose? Sono domande che restituiscono un quadro piuttosto preciso di come stanno crescendo i nostri figli, soprattutto femmine, ma che fotografano anche le forti differenze e resistenze culturali del nostro Paese. Le bambine della scuola milanese per esempio, …

5 stelle… state a guardare

Pubblico questa mail che ho ricevuto sulla vecchia casella di posta di 2eurox10leggi mercoledì scorso. Ciao, sono un’attivista del Movimento 5 Stelle e sto portando avanti all’interno del gruppo regione Lombardia proprio questa tema di 10 leggi a favore delle donne. Siete interessate a farvi parte attiva nel movimento per portare avanti queste iniziative. Cordiali saluti Ometto, per ragioni di privacy, il nome dell’attivista 5 Stelle, che vorrà presentarsi, se lo vorrà. Per la verità, vorrei anche preservarla da quegli attacchi di solito riservati a chi disobbedisce ai diktat del capo… Premetto che ho frequentato, per sincero desiderio di conoscenza, alcune riunioni fondative di un gruppo milanese 5 Stelle qualche anno fa. Ero al Teatro Smeraldo quando Beppe Grillo ha annunciato la formazione della lista milanese (ero anche allo Smeraldo e ad Assago per molti dei suoi spettacoli per la verità) ed ero anche al suo primo comizio in piazza Duomo dove ho donato le mie 50 euro. Mai e poi mai, le questioni o le istanze portate avanti dalle donne sono state minimamente considerate. …

Donne: un altro lavoro è possibile

Articolo pubblicato su Sette/CorrieredellaSera il 5 settembre 2012 Immaginate un artigiano medievale. Immaginate la sua perizia, la virtù dei suoi gesti ripetuti e perfetti, la sua casa laboratorio, la famiglia e i compagni che condividono con lui le sue conoscenze. E ora provate a figurarvi questo stesso maestro connesso con altri 5 miliardi di persone, in un mondo in cui il capitale intellettuale e quello emotivo sono la chiave del suo successo. L’artigiano sa che non esiste barriera possibile tra vita privata e lavoro, tra lavoro e gioco; come sa che in questo virtuoso equilibrio tra tempi personali e lavorativi sta tutto il segreto della sua soddisfazione e felicità. Lui che si è concentrato sul suo talento nutrendolo di continuo studio solo per essere in grado di decidere che cosa fosse meglio per il suo futuro. Ecco, se volete sapere cosa pensa Lynda Gratton, autrice de Il Salto: reinventarsi il lavoro in tempo di crisi (Il Saggiatore), direttrice del Future of Work Institute della London Business School e una delle dieci persone del Pianeta che, secondo The Times e The …

riciclo di stato

Avete anche voi l’impressione di vivere in un déjà vu? Io, sì. Passo e ripasso dagli stessi luoghi, incontro le stesse persone, sento le stesse cose, ma non so se è perché sono chiusa in un labirinto senza via d’uscita o se corro dentro una ruota impazzita come una cavia. Davanti alla prima puntata del programma di punta della migliore delle Reti di Stato, Rai 3, ho resistito tre minuti scarsi: più o meno quanto è durata la presentazione degli ospiti. Gli stessi, già ampiamente abusati, dell’edizione scorsa, quasi fossero rimasti attaccati alle sedie di cartone per tutta l’estate. Poi oggi, ecco un’intera giornata in cui i media, social network compresi, hanno esaltato il nuovo che avanza: Matteo Renzi. Uno che per comunicare la sua strategia politica ha scelto un produttore televisivo (Giorgio Gori), che per slogan ha riciclato il claim più sfruttato dell’ultimo anno (Se non ora quando? Adesso), e che è salito su un predellino di un camper per iniziare la sua campagna elettorale, vincere le primarie del Pd e candidarsi a futuro …

Democrazia paritaria: alcune proposte

Il 2013 sarà un anno cruciale per la democrazia paritaria e la rappresentanza femminile. Se ne parlerà a Milano sabato 14, a Palazzo Reale, Piazza Duomo 14, dalle 10 del mattino: incontro nazionale di Se Non Ora Quando. Raggiungendo la massa critica nelle istituzioni rappresentative le donne potranno contribuire con il loro sguardo e la loro differenza alla formazione delle agende politiche e alla costruzione di una nuova visione per il Paese. L’obiettivo è riprodurre a livello nazionale l’esperienza delle giunte di Milano, Bologna, Torino, Cagliari: 50/50 a ogni livello, condizione necessaria, anche se non sufficiente  – sul passaggio dal 50/50 al patto di genere c’è molto da lavorare – per il cambiamento che noi tutt*, donne e uomini, auspichiamo. Grande parte delle nostre energie dovranno convergere in questa direzione, individuando gli strumenti più efficaci. Eccone alcuni legge elettorale Anche se nessun dispositivo può sostituire la volontà politica di eleggere un maggior numero di donne, sono indispensabili misure antidiscriminatorie che variano secondo il modello elettorale. In coda al post, alcune proposte elaborate dalla costituzionalista Marilisa …

gioventù bruciata

Pare che la ministra Elsa Fornero si sia molto risentita della mancanza di donne nella Delegazione del Giovani incontrata a Palazzo Chigi. «Così non si va da nessuna parte», avrebbe detto, minacciando di andarsene. Il mondo politically correct gioisce, le donne incoronano l’ultima pasionaria del femminismo. Io, invece, dopo aver applaudito, sono rimasta di stucco alla replica del giovane Carmelo Lentino: «Sì è vero, ma anche dall’altra parte ce n’era una sola… ». Quel “ma anche” mi ha lasciato con uno sgomento interiore al pari di quando vedo scaldare il pesto genovese prima di versarlo sulle trofie. O quando mi accorgo che qualcuno mi ha messo il parmigiano reggiano sopra gli spaghetti allo scoglio. Continuiamo così… facciamoci del male. Io non so cosa sia cambiato nel giro di poche generazioni, certo è che Carmelo Lentino, anni 31, mi sembra che sia giovane solo all’anagrafe. Il che, è pur vero, ha la sua importantanza. C’era una volta, e nemmeno tanto tempo fa, in cui ai giovani, delle mancanze dei vecchi, non importava proprio nulla. Anzi. È …

non siamo foche monache

E alla fine, per dimostrare forse la sua assennata lungimiranza, la sua volontà di ascoltare il Paese tutto, il senatore a vita incaricato di costituire il Governo della Salvezza Mario Monti, afferma che ascolterà le delegazione delle donne e dei giovani. Personalmente non ho alcuna riserva verso l’incarico a Monti, davvero, ma questa dichiarazione mi ha fatto saltare sulla sedia. Nel turbinio di notizie che gira per la Rete, ad un certo punto pareva che fosse una delegazione di Snoq, ad andare al Quirinale. Ora leggo che forse noi donne saremo rappresentate dalla Consigliera Nazionale Pari Opportunità Alessandra Servidori. Noi donne quindi. Noi donne trattate come una delle tante categorie a parte, come cittadine di serie B che evidentemente non possono essere rappresentate al pari e dentro i partiti e le altre istituzioni, ma in delegazioni particolari. Che siamo, mi sono detta, foche monache? È possibile che non ci accorgiamo che accettare un simile atteggiamento significa avvallare una cultura discriminatoria che mette le donne, ancora una volta, a contorno, ai margini, delle istituzioni e dei …

scegliere la causa delle donne

La riflessione, è quella delle più semplici. Perché ognuna di noi, quando si trova davanti a un problema da risolvere, cerca di adottare strategie già rivelatesi vincenti. Così, il progetto di Choisir la cause des femmes (Scegliere la causa delle donne), storica associazione femminista francese (tra le fondatrici anche Simone De Bouvoir e il premio nobel Jacques Monod), nelle sue prime enunciazioni già appare di assoluto buon senso: riunire, in una sorta di bouquet legislativo, le 14 leggi d’Europa migliori per le donne. Perché se è vero che non si può pretendere che l’Europa faccia al nostro posto, è vero che si può guardare all’Europa e alle sue eccellenze, per ispirarsi e migliorarsi, risparmiando tempo ed energie. Una buona prassi che Choisir sta promuovendo dal 2006, anni non solo di studi, ma anche di incontri e di relazioni per promuovere una Clausola, ovvero una procedura che possa essere accettata da tutti i Paesi Europei. Per tutte le donne europee. Forse sembrerà strano parlare di Europa in questi termini e in questi giorni, ma le parole …