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psicoanalisi post elettorale

Aspettiamoci di tutto perché succederà. Mi pare già di vedere i primi commenti a caldo dei vertici istituzionali di questa città. Si dirà che le donne sono state messe lì solo per rispettare il tanto radical chic 50&50, nomine di facciata per darsi un tono di illuminata modernità. Si parlerà di strumentalizzazione o, ancor peggio, ci si lascerà andare a entusiasmi partigiani davvero esagerati. Commenti fiduciosi tipo il nuovo (rosa) che avanza o annunci ottimistici della svolta della vita. Ma la vita, come la politica, è in generale un poco più complessa e io ho l’impressione che tali comportamenti non facciano altro che sottolineare l’immaturità della nostra società. Ogni volta che una donna viene nominata in un posto di responsabilità nasce un sospetto di competenza insufficiente, e questo è un dato. L’altro è che, subito dopo aver cavalcato il principio paritario (quote rosa obbligate), gli uomini ce lo ritorgono contro rimproverandocene la forzatura e il sessismo latente. Eppure io non ho mai visto un uomo mettere in discussione la legittimità della sua posizione di potere. …

sulla trasversalità

Questa è una postilla a quanto scritto ieri in bar condicio. Perché questa mattina ho finalmente elaborato una risposta per chi, ogni giorno, predica sull’esigenza strategica, l’opportunità politica, di essere trasversali. Ora, certo alcuni principi, come il 50&50 per esempio, possono essere trasversali. E per questo accolti da persone che appartengono a diverse, talvolta lontane, scuole di pensiero o di appartenenza politica. Ma le persone no, non possono essere trasversali e per questo abbracciare diversi principi (o diverse scuole di pensiero e appartenenze politiche). Finirebbero per trasformare il principio in uno slogan vuoto, un refrain pubblicitario. A casa mia, questo tipo di trasversalità si chiama qualunquismo. Alle persone si chiede, se mai, di essere coerenti con i principi che esse stesse sostengono e, se ne hanno voglia o tempo, creare una rete per promuoverli. Così per esempio, chiederei alla Signora Letizia Moratti che cosa farà alla presentazione dell’evento Metà di tutto del 21 maggio, lei che su 42 posti per l’organizzazione dell’Expo ha sistemato 42 uomini. Così, magari ci dice si sono piazzati sulle sedie …

il (buon) carattere della mediocrazia

@font-face { font-family: “Cambria”; }p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: “Times New Roman”; }div.Section1 { page: Section1; } Lo dico subito senza indugio: lottare per la parità di genere, lottare per i diritti delle donne, significa lottare per la meritocrazia. Ovvero lottare per un sistema di regole e consuetudini capace di premiare i comportamenti virtuosi e non le relazioni amicali o occasionali. Sembrerà sessista affermarlo, e forse lo è. Ma ho visto troppe volte donne capaci e preparate lasciate indietro solo perché non avevano le qualità anatomiche per partecipare al Bar Mario (o alle chiacchiere da spogliatoio). Ovvero, non avevano quell’attributo, quell’appendice muscolare, che consente, ai soli uomini veri, di condividere informazioni e cazzeggi indispensabili all’ascesa, e al mantenimento, delle posizioni che contano. Conosco donne che si sono spese con passione per il loro lavoro dimostrando capacità creative, organizzative, progettuali. Che poi è tutto (o tanto) quello che servirebbe per creare un sistema veramente produttivo. Un sistema che funzioni, ricco di figure professionali attive e non di servi/serve fedeli. Il …

comunicazioni di servizio

Certe volte penso che per fare spazio alle donne che lavorano seriamente e usando il cervello bisognerebbe oscurare tutto il gossipame che infesta le prime pagine dei giornali. Chissà se, ripulita l’aria, troverebbero spazio notizie e comunicazioni come questa. Dopodomani, 19 gennaio, nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica, il Comitato Pari o Dispare oganizza il convegno Questione femminile, Questione Italia. Tra gli ospiti, Emma Marcegaglia, Anna Maria Tarantola, Susanna Camusso, Emma Bonino, Anna Finocchiaro, Rosy Bindi, Maria Ida Germontani, Linda Lanzillotta . Insomma, siamo in pieno femminismo istituzionale, quello che sembra ancora accontentarsi di pareggiare mentre, per quanto mi riguarda, ce la metterei tutta per vincere. Comunque, come va dato atto alle deputate Lella Golfo(Pdl) e di Alessia Mosca (Pd) di aver portato a termine la leggesulle cosiddette quote rosa nei consigli di amministrazione , vorrei plaudire alla web serie La Réclame che sarà presentata proprio in occasione del convegno di Pari o Dispare. L’idea è del collettivo artistico Le Occasioni ed è prodotta da  Non Chiederci la Parola, specializzata in documentari, docu-reality e altri …