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Una donna è una donna è una donna

Dopo il colpaccio di un ministero doppio in cui si abbinano, per manifesta e logica contiguità, sport e pari opportunità affidato a Josefa Idem ecco l’altrettanto logica nomina di una sottosegretaria con i fiocchi: Michaela-con-la-acca Biancofiore. Non mi dilungherò sulle posizioni politiche dell’espondente del Pdl, sulle sue dichiarazioni sui maschi forti alla Mussolini o Berlusconi, sui suoi insulti sessisti e i suoi dubbi etici sull’omosessualità: per chi volesse sentire con le proprie orecchie, basta infatti una full immersion con i vari video di You Tube. Vorrei invece provare a riflettere su come si sia potute arrivare alla nomina di una donna che, di politiche di Pari Opportunità, non ha competenze né ideali. E vorrei anche scivolare, è bastato un tweet, sul fatto che, finché saranno le logiche maschili di occupazione del potere a governare le nomine, il risultato non potrà che essere questo. Forse, è arrivato il momento di prenderci le nostre responsabilità. E la responsabilità più grande se la deve prendere chi, in questi mesi, ha continuato a proporre, dovunque e comunque, un donna. …

5 stelle… state a guardare

Pubblico questa mail che ho ricevuto sulla vecchia casella di posta di 2eurox10leggi mercoledì scorso. Ciao, sono un’attivista del Movimento 5 Stelle e sto portando avanti all’interno del gruppo regione Lombardia proprio questa tema di 10 leggi a favore delle donne. Siete interessate a farvi parte attiva nel movimento per portare avanti queste iniziative. Cordiali saluti Ometto, per ragioni di privacy, il nome dell’attivista 5 Stelle, che vorrà presentarsi, se lo vorrà. Per la verità, vorrei anche preservarla da quegli attacchi di solito riservati a chi disobbedisce ai diktat del capo… Premetto che ho frequentato, per sincero desiderio di conoscenza, alcune riunioni fondative di un gruppo milanese 5 Stelle qualche anno fa. Ero al Teatro Smeraldo quando Beppe Grillo ha annunciato la formazione della lista milanese (ero anche allo Smeraldo e ad Assago per molti dei suoi spettacoli per la verità) ed ero anche al suo primo comizio in piazza Duomo dove ho donato le mie 50 euro. Mai e poi mai, le questioni o le istanze portate avanti dalle donne sono state minimamente considerate. …

Non ho l’età

È solo per puro esercizio del dubbio, o per un gusto tutto femminile di complicarmi la vita, ma quando tutti urlano a una stessa cosa, a me vien voglia di cercare un altro punto di vista. Spazio ai giovani, si dice. Avanti con la rottamazione dei vecchi dinosauri della politica: da D’Alema a Finocchiaro, da La Russa a Cicchito, da La Malfa a Bonino, non hanno più l’età. Certo, mi sembra un buon proposito. Meno buono invece, è la logica conseguenza che si suppone obbligata: ovvero che i giovani siano meglio dei vecchi e che basti un dato anagrafico a tenerci lontano da ruberie e abusi di potere. Ancora una volta, in questo Paese sparisce dal dibattito un tema fondamentale: quello della meritocrazia e delle competenze. Competenze che non hanno età anche se, è bene ricordarlo, un buon leader, un buon capo, è quello che meglio ha fatto crescere i migliori e i più meritevoli affinché un giorno lo sostituissero. Abbiamo avuto una classe dirigente così generosa? Basta guardare alla cronaca. Per dire, Maria Stella …

riciclo di stato

Avete anche voi l’impressione di vivere in un déjà vu? Io, sì. Passo e ripasso dagli stessi luoghi, incontro le stesse persone, sento le stesse cose, ma non so se è perché sono chiusa in un labirinto senza via d’uscita o se corro dentro una ruota impazzita come una cavia. Davanti alla prima puntata del programma di punta della migliore delle Reti di Stato, Rai 3, ho resistito tre minuti scarsi: più o meno quanto è durata la presentazione degli ospiti. Gli stessi, già ampiamente abusati, dell’edizione scorsa, quasi fossero rimasti attaccati alle sedie di cartone per tutta l’estate. Poi oggi, ecco un’intera giornata in cui i media, social network compresi, hanno esaltato il nuovo che avanza: Matteo Renzi. Uno che per comunicare la sua strategia politica ha scelto un produttore televisivo (Giorgio Gori), che per slogan ha riciclato il claim più sfruttato dell’ultimo anno (Se non ora quando? Adesso), e che è salito su un predellino di un camper per iniziare la sua campagna elettorale, vincere le primarie del Pd e candidarsi a futuro …

buttiamoci in politica (forse)

Alcuni mesi fa un’amica mi fece una considerazione iluminante: di fronte alla possiblità di candidarsi politicamente e di investire in questa candidatura parte delle proprie risorse economiche, le donne si tirano indietro, ovvero sono molto meno disposte a scommettere su di loro dei loro colleghi uomini. Sapere se la causa sia da ricercarsi nella mancanza di autostima o nella profonda e disillusa consapevolezza del reale (dove esser brave non serve) non cambia il dato oggettivo, che rimane appunto quello: le donne pare siano un po’ restie a coinvolgersi polticamente. L’amica Marina Terragni, dopo aver chiesto un giorno sì e l’altro pure un nome da candidare alle primarie, nel suo post di oggi, l’ha scritto chiaro e tondo: Cercansi donne che vogliono fare politica. Mandate curricula e fatevi avanti se volete: la porta (e i commenti sul post) sono aperti. Io, come ho avuto occasione dire anche a voce, non sono arrivata ancora a redimere (e accetto aiuti) una spinosa, e imbarazzante, questione: davvero esiste ancora la possibilità di fare una politica di (sole) donne? Certo, …

cattive compagnie

Gli spettri che si aggirano per l’Europa non finiscono mai. Quegli “ismi” che sfuggono al dialogo e alla ragione, e per cui, come diceva Milan Kundera, ognuno grida, con pericolosa convinzione, lo stesso nome. Comunismo, nazismo, fascismo, capitalismo, estremismo, populismo… (lo so qualcuno pensa anche a femminismo…). Quello che vorrei dire è che, e non certo da esperta di poltica internazionale, una lettura veloce dei giornali mi ha fatto sorgere una qualche inquietudine. Ci siano dimenticati in fretta dell’Ungheria, pensiamo che la Grecia sia lontana e la Francia, con Marie Le Pen, troppo evoluta per dar pensiero alla nostra democrazia. Forse. Tuttavia le cattive compagnie portano influenze ancor peggiori. Sono virus del pensiero e dell linguaggio. Fanno passare l’idea che semplificare voglia dire risolvere. Strano, in una società che è sempre più complessa, ciò dovrebbe destare almeno qualche sospetto, e invece nulla. Così, dopo aver ridotto la libertà a “ognuno fa un po’ come gli pare”, ecco che il populismo è diventato “la voce del popolo”. Le grida si alzano, perché sono loro gli unici …

#votiamoledonne

Chissà perché quando si invita al voto di genere, a votare per una donna, si sente sempre bisogno di fare una precisazione: «Sì, però solo quelle che meritano». Rimango stupita tutte le volte, soprattutto perché questa osservazione viene fatta anche da insospettabili/e. Sorrido. Perché a nessuno, dico nessuno, viene in mente di fare la stessa premessa davanti una lista di uomini che si propongono a ruolo di consigliere o sindaco. Che siano meritevoli, mi dico, è dato per scontato. Direi che è il minimo sindacale, il minimo che si dovrebbe pretendere dai candidati tutti. Uomini e donne. Ma per queste ultime appunto, meglio precisare. Monica D’Ascenzo questa sera ha lanciato per domani la giornata Twitter con l’hashtag #votiamoledonne in vista delle elezioni amministrative di domenica: se volete dare una letta ai commenti e alle reazioni, seguite il suo account… Io mi limito a riportare la risposta a chi, con acuta analisi sottolineava: «Essere donna non è una garanzia». Risposta: «Allora teniamoci l’80 per cento degli uomini, se questo ci dà garanzie!». A domani quindi, su …

Democrazia paritaria: alcune proposte

Il 2013 sarà un anno cruciale per la democrazia paritaria e la rappresentanza femminile. Se ne parlerà a Milano sabato 14, a Palazzo Reale, Piazza Duomo 14, dalle 10 del mattino: incontro nazionale di Se Non Ora Quando. Raggiungendo la massa critica nelle istituzioni rappresentative le donne potranno contribuire con il loro sguardo e la loro differenza alla formazione delle agende politiche e alla costruzione di una nuova visione per il Paese. L’obiettivo è riprodurre a livello nazionale l’esperienza delle giunte di Milano, Bologna, Torino, Cagliari: 50/50 a ogni livello, condizione necessaria, anche se non sufficiente  – sul passaggio dal 50/50 al patto di genere c’è molto da lavorare – per il cambiamento che noi tutt*, donne e uomini, auspichiamo. Grande parte delle nostre energie dovranno convergere in questa direzione, individuando gli strumenti più efficaci. Eccone alcuni legge elettorale Anche se nessun dispositivo può sostituire la volontà politica di eleggere un maggior numero di donne, sono indispensabili misure antidiscriminatorie che variano secondo il modello elettorale. In coda al post, alcune proposte elaborate dalla costituzionalista Marilisa …

fonti primarie

Certo, non facciamone un caso. Ma se le ultime due Primarie in cui il PD aveva presentato una candidata donna, prima a Genova (ne avevo scritto qui) a poi a Palermo, si risolvono con uno scivolone del partito tutto, c’è da riflettere. E se a Genova ha vinto il candidato sostenuto da Sel, in una tornata che fin dall’inizio era sembrata pretestuosa (far fare le primarie a un Sindaco in carica non è come delegittimarlo?), a Palermo Sel era al fianco di Rita Borsellino, ma non è bastato. Il PD, la vicenda di Milano ne è la prova, ha già dimostrato di sopravvivere a questi esiti dispettosi, quindi le solite lotte intestine, c’è chi le chiama resa dei conti, poco mi interessano. A me interessa invece come ne esce la rappresentazione della donna in lotta per il potere. E soprattutto, che fine fa, nella politica di questo Paese, la possibilità di avere una rappresentanza politica un po’ più paritaria. Non vorrei, e esorcizzo nella scrittura la paura, che si dicesse che il PD perde perché …