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Punto su di te?

Qualcuna in giro è stata già avvistata e non tutti i commenti sono stati positivi. Disarmante, provocatoriamente banale, inutile. Eppure la nuova campagna di Pubblicità progresso Punto su di te dell’agenzia Young & Rubicam Group qualche obiettivo l’ha già centrato. Tra i quattro proposti (Invitare le donne ad accrescere la propria autostima, invitare gli uomini a valorizzare il punto di vista femminile, Rendere visibile la discriminazione di genere, come primo passo per eliminarla, Superare i pregiudizi nei confronti delle donne), il terzo sarebbe stato raggiunto. Date un’occhiata al video e capirete. Capirete qual è l’immaginario e le risposte collettive a desideri banali (direi quasi diritti) che le donne chiedono. Ciò che è banale per gli uomini infatti, non lo è per le donne a quanto pare. E questa è già una discriminazione. Non a caso, il progetto è stato voluto da tre donne che siedono nel CdA di Pubblicità Progresso: Giovanna Maggioni (Upa), Rossella Sobrero (Assocom) e Donatella Consolandi (Unicom). La campagna avrà durata biennale e andrà per strada, in tv, sulla radio, e sui social …

Mi sono fatta una lipo

Confinata in casa dall’influenza, tra un match di tennis e l’altro, si possono vedere cose illuminaniti. La prima volta per la verità, è stata solo una voce da lontano.«Dopo la gravidanza la mia pancia e i miei fianchi erano completamente deformati, e allora… ». Non sono riuscita a carpire il nome di questo geniale studio di chirurgia estetica che con profonda competenza parlava del post parto, ma qualche ora dopo ho potuto gustarmi in tutta la sua interezza questo fantastico spot di La Clinique che già nel 2011, leggo, aveva suscitato perplessità per uno spot sul seno vero o falso. Così vedo una bella donna dai capeli neri nella sua versione contemporanea che ci mostra, disgustata e afflitta, la sua versione post gravidanza. In una parola, uno schifo. Pancia molle, postura con schiena curvata da seno cadente, pelle più scura e malaticcia… La donna amica e sorridente, quella che condivide con noi le amarezze del fisico che cambia, ci suggerisce orgogliosa una via di uscita dal tunnel dell’adipe depresso: un altrettanto amichevole e goliardica lipo… …

A proposito di… la diamo a tutti

Vi ricordatela pubblicità dell’ADSL che recitava: «La diamo a tutti»? Come a tanti/e altri/e avevo segnalato il caso allo IAP e ieri ho ricevuto questa risposta: Segnalazione messaggio pubblicitario “La diamo a tutti… l’ADSL, dove non c’è.” rilevato nel sito internet www.connetti.it, nella pagina facebook http://www.facebook.com/connetti e su affissioni nella provincia di Pescara nel mese di settembre 2012. Desideriamo informarLa che il Comitato di Controllo, esaminato il messaggio pubblicitario segnalato, ha deliberato di emettere ingiunzione di desistenza per violazione degli artt. 9 – Violenza, volgarità, indecenza – 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – e 1 – Lealtà della comunicazione commerciale – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. A fronte del suddetto provvedimento autodisciplinare, la comunicazione contestata è stata rimossa dalla pagina Facebook, mentre vi è l’impossibilità di un intervento degli organi autodisciplinari riguardo alla comunicazione rilevata sul sito internet poiché nessuno dei soggetti coinvolti risulta aderire ad una associazione di categoria facente parte dell’Istituto, né risulta sottoscritta una clausola contrattuale di accettazione del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. …

il silenzio degli uomini

Il silenzio degli uomini oggi è ancora più assordante. La sentenza della Cassazione che consente al giudice di applicare misure cautelari alternative e diverse dal carcere per lo stupro di gruppo rimette in circolazione vecchi fantasmi, vecchie paure, vecchie barbarie. Anche per questo forse, Loredana Lipperini nel suo blog ha voluto commentare la notizia riproponendo in toto il vecchio monologo di Franca Rame. In fondo, per la violenza sulle donne il tempo della giustizia si è fermato alla fine degli anni Settanta, quando facevano scalpore i primi processi. Qualche giurista (donna) parla di un passo indietro, nella normativa, ma soprattutto nella cultura. Ecco perché oggi il silenzio degli uomini è ancora più assordante. Oggi che i nostri cugini francesi, in meno di 24 ore dall’inizio della polemica, fanno ritirare i manifesti pubblicitari del film Les Infidèles perché offensivi per la dignità della persona-donna (facevano vedere solo una parte del corpo e in posizioni allusive). Il protagonista, Jean Dujardin, ci stava rimettendo la sua corsa all’Oscar. Ecco, come scrive Iaia Caputo nel suo nuovo libro Il …

chi evade è un parassita

Mi era giunta all’orecchio la notizia e ieri sera ho sentito distrattamente rimbalzare lo slogan dalla televisione accesa: «Chi evade le tasse è un parassita», recita lo spot anti evasione fiscale voluto dall’Agenzia dell’Entrate Ministero dell’Economia. L’ho cercato dappertutto per vederlo meglio. Di solito su YouTube dopo 40 secondi dall’emissione di un video c’è tutto. Ma proprio tutto. E invece niente. Poi ho fatto una ricerca su Google e ne ho ricavato la ri-notizia fotocopia data dal Corriere della Sera sezione Economia e da altri quotidiani, ma niente di più. E poi mi sono chiesta: ma perché hanno cominciato a diffondere una campagna di comunicazione alla vigilia di Ferragosto? Pensano forse che gli anziani soli rimasti in città impallati davanti alla televisione a guardarsi la 32esima replica di Don Camillo e Peppone siano degli evasori incalliti? Oppure confidano nelle ubique potenzialità del satellite che giunge indisturbato fino a paradisi fiscali come Bahamas o Antigua? Il comunicato dell’Agenzia delle Entrate dice che si useranno solo spazi di diffusione gratuiti. Da ciò deduco che la campagna firmata …

nudi e crudi

@font-face { font-family: “Cambria”; }p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: “Times New Roman”; }div.Section1 { page: Section1; } Questa mattina a Milano le mamme di una Elementare di via Puglie hanno protestato perché sul muro adiacente la scuola campeggiava il culo di una bella ragazza che faceva pubblicità alla campagna primavera estate 2011 di Silvian Heach. La cosa mi aveva già colpito qualche settimana fa quando, all’indomani della manifestazione di Senonoraquando, era il Comune di Genova a scusarsi con i passanti di via San Vincenzo per aver accostato il logo della città con tanta oscenità. Mi ricordo che il mio amico Fabio Novembre aveva chiamato sul suo blog alla caccia alle streghe, trattandosi la foto secondo lui, di un’opera artistica in quanto firmata dall’enfant terrible della moda, Terry Richardson. Il quale appunto, quando non ritrae star del cinema e presidenti (Obama compreso), non disdegna pornografia e varie nudità. Ora, sorvolando sulla deprimente mancanza di fantasia di chi arruola, pagandolo profumatamente, un fotografo come Richardson per mostrare il solito culo, devo …