All posts tagged: quote rosa

psicoanalisi post elettorale

Aspettiamoci di tutto perché succederà. Mi pare già di vedere i primi commenti a caldo dei vertici istituzionali di questa città. Si dirà che le donne sono state messe lì solo per rispettare il tanto radical chic 50&50, nomine di facciata per darsi un tono di illuminata modernità. Si parlerà di strumentalizzazione o, ancor peggio, ci si lascerà andare a entusiasmi partigiani davvero esagerati. Commenti fiduciosi tipo il nuovo (rosa) che avanza o annunci ottimistici della svolta della vita. Ma la vita, come la politica, è in generale un poco più complessa e io ho l’impressione che tali comportamenti non facciano altro che sottolineare l’immaturità della nostra società. Ogni volta che una donna viene nominata in un posto di responsabilità nasce un sospetto di competenza insufficiente, e questo è un dato. L’altro è che, subito dopo aver cavalcato il principio paritario (quote rosa obbligate), gli uomini ce lo ritorgono contro rimproverandocene la forzatura e il sessismo latente. Eppure io non ho mai visto un uomo mettere in discussione la legittimità della sua posizione di potere. …

giunta alla fine…

@font-face { font-family: “Cambria”; }p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: “Times New Roman”; }span.textexposedshow { }div.Section1 { page: Section1; } Tra oggi e domani presumibilmente si saprà la composizione della giunta del Comune di Milano scelta da Giuliano Pisapia. Vedremo se saranno rispettate alcune indicazioni preelettorali come un vicesindaco donna e un consiglio che tenga conto insieme parità di genere e competenze. Quote di sapere invece che quote di potere, avevano ripetuto in più occasioni Giuliano Pisapia e Stefano Boeri. Nella settimana che ha preceduto questa scelta le donne milanesi si sono molto interrogate sui criteri di selezione che avrebbero portato a tale giunta. Soprattutto ci siamo accorte (ma non lo sapevamo già?) che la qualità delle competenze messe in campo, il tanto lavoro speso così generosamente, non erano bastate ad assicurarci un posto al sole. Il sospetto di essere state strumentalizzate, proprio come un cavalo vincente su cui si punta per vincere la posta per poi lasciarlo da parte stanco e sfinito, si è fatto pressante. Sono sfilati così …

cambiamento: sostantivo femminile

Copio e incollo una dichiarazione dell’Avvocatessa e Onorevole Giulia Bongiorno rilasciata in un’intervista al Corriere della Sera qualche giorno fa: «Resto convinta che l’unico modo per riconciliare i cittadini con la politica sia cambiare. Cambiare radicalmente. E in quest’ottica di rinnovamento credo che le donne saprebbero riconquistare la fiducia delle gente comune. Purtroppo rimangono confinate ai margini delle istituzioni. Da sempre sono costrette a lottare più degli uomini per affermarsi: tutto questo è ingiusto, faticoso, sbagliato, ma ha avuto il pregio di affinare le loro capacità». Copio e incollo perché l’ottimismo certe volte mi commuove. E perché, al contrario di Giulia Bongiorno, credo che la strada da fare sia, purtroppo, ancora molta. In tutti questi anni abbiamo affinato le capacità per avvicinarci ai ruoli di responsabilità, ma non ne abbiamo difatto scardinato i modelli, tutti maschili, di riferimento. Arrivate alla vetta come cani sciolti, non abbiamo costruito un linguaggio, un sistema, un modello di genere che ci renda visibili come donne. Certo, ora siamo come Ipazia nel tempio. Sappiamo che non c’è nulla da fare …

attente al Gattopardo

@font-face { font-family: “Cambria”; }p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: “Times New Roman”; }div.Section1 { page: Section1; } Perché fare oggi quello che si può rimandare a domani, o addirittura a dopodomani? È l’indole del Gattopardo, che anche quando fa finta di cambiare, lo fa appunto perché tutto resti uguale. La legge Golfo-Mosca sulle quote rosa nei Cda si attuerà, forse, a partire dal 2018 (e si porta dietro tanti di quegli emendamenti che ne resterà ben poco). Un’eternità. In ritardo sulla Spagna, la Francia, neanche contiamo la Norvegia che sembra su di un altro pianeta. Scommetto che questa legge sarà sbandierata da tutti come un fiore all’occhiello della parità di genere, quando invece rischia di essere l’ennesima mossa consolatoria. E non ci dicano che anche in Francia c’è la gradualità. Perché la scossa di cui ha bisogno questo Paese, il nostro, è ben più urgente e vigorosa. D’altra parte, io non mi ero illusa che il sistema vigente potesse garantire e regolare questo processo in modo civile. E forse, …

botta e risposta

Oggi un post a blog unificati nato da un’idea di Stefania Boleso con altre donne ha messo a punto alcune riflessioni sulle quote rosa nei Cda il cui disegno di legge (legge Golfo-Mosca) è in dirittura d’arrivo al Senato tanto che Parimerito ha organizzato un sit-in davanti a Palazzo Madama, sede del Senato, Martedì 22 Febbraio alle ore 12.00, giorno cruciale per la sua approvazione. Questo comunque è stata la risposta al loro post: Grazie Stefania & Co. di aver messo, insieme, queste riflessioni. Essere insieme è importante. Soprattutto per noi donne, che a volte ci perdiamo in cavillose dissociazioni. Che spesso siamo incapaci di fare lobbying e per anni siamo state convinte che assimilare modelli maschili ci rendesse più forti e vincenti. Se ci sono ancora donne che vedono le quote rosa come un insulto, come una minaccia alla meritocrazia invece che la sua spalla più efficace, forse la causa è da rintracciare nelle comunicazioni riservate a noi donne. Certo, a volte, si parla del loro valore, anche economico, e del loro contributo. Si parla …

sante subito… anche no

Sono colpita dalla schizofrenia della comunicazione, anche o soprattutto giornalistica. Un articolo di Paola Pica dedicato alla Fondazione Bellisario-Beyond, pubblicato sul Corriere della Sera di oggi, sembrerebbe tirar la carica, e il traguardo si spera felice,  alla legge sulla parità di quote di genere che domani sarà presentata in Senato. Se non altro perché si legge, come sostiene la banca d’affari americana Goldman Sachs, l’aumento della presenza delle donne potrà portare alla crescita del 22 per cento del Pil. Poi continuo a sfogliare, arrivo alla sezione lavoro, e trovo un doppio paginone sulle mamme che, per trovare eguale soddisfazione tra maternità e carriera, si sono raccomandate a Sant’Iva (la Partita ovviamente). Volti felici e sorridenti, circondati da bambini bellissimi o da sereni pancioni. Immagini che cancellano in un attimo, con una sorta di mistificazione consolatoria, la sofferenza e la fatica delle scelte che queste stesse donne hanno dovuto compiere. Segue una (giustissima) esaltazione del loro coraggio e della loro capacità impreditoriale. E tale è la gioia di questa fuga felice dal mondo del lavoro, che …

vedo rosa

Il tema delle quote rosa è di grande attualità. Dopo anni si è capito che non basta la speranza per ottenere la parità di genere, ma bisogna stabilire delle regole per facilitare che ciò avvenga. Nel mio post Comunicazioni di Servizio avevo già parlato della legge Golfo-Mosca, mentre è di pochi giorni fa la notizia che il Governo francese vuole introdurre le quuote rosa per i vertici dell’Amministrazione statale. Oggi, all’annuale Economici Forum di Davos, dove le donne certo non sono mai state la maggioranza, sarà presentato The Gender Equality Project, sottotitolo Equal Value, Equal Respect. Alcune multinazionali in Francia, Germania, Canada, avvieranno un protocollo che porterà a una partecipazione equa di donne nelle posizioni chiave. Parole chiave, talento, valore delle idee, crescita. Tutti i vari CEO sono stati concordi nel dire che  The Gender Equality non è solo giusto per il businness, ma è essenziale per il businness. Insomma, se le aziende vorranno continuare a crescere, meglio che si organizzino a far entrare nel loro esercito di risorse più cervelli vivi, organizzati, e donne.  …

comunicazioni di servizio

Certe volte penso che per fare spazio alle donne che lavorano seriamente e usando il cervello bisognerebbe oscurare tutto il gossipame che infesta le prime pagine dei giornali. Chissà se, ripulita l’aria, troverebbero spazio notizie e comunicazioni come questa. Dopodomani, 19 gennaio, nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica, il Comitato Pari o Dispare oganizza il convegno Questione femminile, Questione Italia. Tra gli ospiti, Emma Marcegaglia, Anna Maria Tarantola, Susanna Camusso, Emma Bonino, Anna Finocchiaro, Rosy Bindi, Maria Ida Germontani, Linda Lanzillotta . Insomma, siamo in pieno femminismo istituzionale, quello che sembra ancora accontentarsi di pareggiare mentre, per quanto mi riguarda, ce la metterei tutta per vincere. Comunque, come va dato atto alle deputate Lella Golfo(Pdl) e di Alessia Mosca (Pd) di aver portato a termine la leggesulle cosiddette quote rosa nei consigli di amministrazione , vorrei plaudire alla web serie La Réclame che sarà presentata proprio in occasione del convegno di Pari o Dispare. L’idea è del collettivo artistico Le Occasioni ed è prodotta da  Non Chiederci la Parola, specializzata in documentari, docu-reality e altri …