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Oltre lo sport: riti, ideali, vittorie

A una settimana dalla finale epica dell’Australian Open che ha visto Roger Federer e Rafael Nadal sfidarsi per un posto nella storia del tennis, ripropongo questo articolo scritto per Dove mesi fa sullo sport come evento e mito democratico per eccellenza. Il corpo in scena Smaltita la sbornia olimpica, tonificati dai record e temprati dal rito globale, sarà il caso di alzarsi dal divano. È questa una delle contraddizioni dei nostri tempi. «Tempi ideali per l’attività sportiva, vista la facilità di praticare, affinare le tecniche, migliorare le performance», dice Georges Vigarello, direttore de l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi e ospite al Festival della Filosofia (a Modena dal 16 al 18 settembre, con il tema Agonismo), «ma anche tempi in cui lo sport è sempre di più un evento televisivo da godere in qualità di spettatori». Come suggerisce sempre il sociologo francese, è nello spettacolo che lo sport ha scritto la sua Storia, che è diventato narrazione condivisa, senso e aspirazione comune. E anche se passione e pratica sportiva non sempre vanno …

Il tennis ha un problema. Djokovic.

La finale di Shanghai è appena terminata e il numero 1 del mondo Novak Djokovic se l’è portata a casa come bersi un bicchier d’acqua. Il secondo, dopo quello buttato giù in poco più di un’ora nella semifinale con Andy Murray. Con più di sei mila punti che ormai lo distanziano dal secondo della classifica ATP, Nole potrà stare al sicuro per almeno un paio di anni, ma il tennis? Il tennis è al sicuro?  I primi turni di Shanghai si sono giocati nel vuoto siderale. A parte quando è sceso in campo Roger Federer, s’intende. Lì, per quella fugace apparizione che a Roger è costata mille punti, lo stadio si è riempito, poi persino la partita più bella del torneo, quel  Tomic vs Gasquet (6-3, 6-71, 6-4), è andata in scena tra pochi intimi. Ma tornando a Djokovic, tornando al numero 1, è evidente (e lo avevo già scritto qui) che non ci sia nessuno in grado di dare vita, insieme a lui, a un’altra “era tennistica” del fascino, e della qualità di gioco, espressa dall’era Fedal, ovvero …