All posts tagged: recensioni

Un uomo. Una donna.

Arriva l’edizione italiana di un bel libro di Taschen dal titolo Man meets woman. Ovvero sempre la stessa storia, uomo e donna, nella perenne alternanza e contrapposizione dei sessi. Ma l’interpretazione grafica della giovane cinese che abita a Berlino Yang Liu è efficace e divertente. Il mondo di Lui e il mondo di Lei contrapposti per pittogrammi, loghi, segnaletiche del quotidiano. Dalla camera da letto alla sala riunione, dal bagno al cenerino del negozio, tutto è chiaramente comprensibile e immediato, come solo i disegni sanno esserlo. Quello che Yang Liu evoca ed evidenzia è una sorta di codice degli stereotipi. Stereotipi che sopravvivono allo scambio e all’evoluzione dei ruoli e alla complessità della relazioni tra uomini e donne. Nella sintesi insomma, e anche nella generalizzazione forse, tutto appare chiaro e ineccepibile. E anche se la veste grafica è estremamente leggera e divertente ciò non vuol dire che la domanda sia poco seria: Is this a man’s world? Altre immagini tratte dal libro…    

Nelle mani di Maria

L’arte ci prende per mano è la frase che Maria Lai ha inciso sulla sua Lavagna situata nel centro abitato di Ulassai, a Nuoro. Ho sempre amato questo pensiero perché condensa molto di quella cura manuale, di quel percorso comune verso la scoperta, di quell’emozione che cinge l’umanità dei luoghi che mi trasmette l’opera di Maria Lai. Anche per questo ho scelto questa foto, un ritratto di Gianluca Vassallo del 2011: secondo Emanuela De Cecco, Maria Lai non amava interferenze biografiche. Preferiva non parlare di sé. Eppure questo volto che porta i ricami della sua vita, le tracce di un viaggio d’amore verso il senso del nostro stare nel mondo, è parte di quel patrimonio artistico e politico che ci ha lasciato questa donna. Così succede che, a un anno e poco più dalla morte, la sua Sardegna le dedica una prima e completa retrospettiva che si snoda in tre sedi: i Musei Civici di Cagliari (a cura di Anna Maria Montaldo), il Museo MAN di Nuoro  (a cura di Barbara Casavecchia e Lorenzo Giusti), e il paese di Ulassai dove, oltre ai …

Archibugi: un corto contro la violenza

[Articolo pubblicato su Lei Web il 25 novembre 2013] Con È stata lei la regista romana entra dentro un carcere e ritrae la vita e i pensieri di un uomo violento. Un cortometraggio che pone domande scomode, ma capace di regalarci, alla fine, persino un sorriso e una speranza È il secondo anno, dopo Giulia ha picchiato Filippo, che partecipa alla Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Puoi spiegarci che significato ha per lei il 25 novembre? Le commemorazioni hanno sempre una faccia bifronte. Si caricano di retorica e il rischio è che in un solo giorno si esaurisca un dibattito che andrebbe fatto tutto l’anno. D’altra parte però, questo coinvolge tante energie che altrimenti andrebbero disperse. Così, anche se mi sia stato chiesto poco tempo fa, e nonostante io stia preparando un documentario per il Festival di Torino, ho accettato volentieri. È stata lei parla di violenza sulle donne dal punto di vista degli uomini. Perché è necessario parlare di questione maschile quando si discute di violenza? Femminicidio è ormai una parola abusata. Se ne …

Enrica Rocca, Venezia è un piatto

[Articolo pubblicato sulla mia pagina autore di Lei Foodie] «A Venezia, tutti prendono e nessuno dà, così ho voluto fare un omaggio alla mia città unendo due eccellenze che rischiano di morire da troppe contraffazioni: il vetro e il cibo». Chi parla è Enrica Rocca, Maestra di cucina, The Cooking Countess secondo il Financial Times, perché, invece di somministrare menù di tre portate ai suoi allievi, insegna a sfruttare il 100 per cento degli ingredienti ripescando ricette della tradizione lagunare. Dalla sua filosofia è nato il libro, in uscita in questi giorni, Venezia nel piatto…ma che piatto! (Marsilio ed.) in cui 65 diverse ricette della tradizione enogastronomica veneziana sono ritratte nei vetri delle celebri manifatture muranesi, come Barovier & Toso, Carlo Moretti o Venini, dal fotografo belga Jean Pierre Gabriel. È un libro particolare quello di Rocca. E non solo perché si tratta di un vero ricettario glam impreziosito dall’introduzione di Pierre Rosenberg, direttore del Musée du Louvre, ma perché restituisce un senso etico ed estetico all’ars culinaria. «Mi accorgo sempre più spesso che la gente ha smarrito il contatto con il mondo del cibo. …

Di mamma non ce n’è una sola

Questo articolo è stato pubblicato su LeiWeb il 31 ottobre 2013. In questo blog avevo dato un’anteprima della mostra il 26 settembre con il post Mamma Mamme imprenditrici, le ormai omnipresenti mumpreneurs, mamme attiviste contro lo smog o il cibo contraffatto, mamme sentimentali e stereotipate, mamme che ritornano al lavoro a due giorni dal parto (come nel recente caso di Michelle Hunziker). Ormai è chiaro, di mamma ce n’è più di una. Anche la pubblicità si adegua mostrando una mamma che torna tardi dal lavoro mentre l’altra metà, lui, prepara la tavola. Oppure le mamme doppie, quelle delle coppie omogenitoriali che hanno occupato le prime pagine di settimanali importanti (ed è il caso della figlia, Francesca, di Roberto Vecchioni. Una lettura profonda di quanto sia complesso il vissuto della maternità arriva anche dall’arte contemporanea. Alla Photographers’ Gallery di Londra, fino a gennaio, ci sarà Home Truths: photography, motherhood and identity, una mostra che esplora le rappresentazioni della maternità attraverso le opere di otto artiste contemporanee. Fotografie lontane dal solito immaginario sdolcinato e rassicurante, e invece …

Di mamma non ce n’è una sola

[Articolo pubblicato su LeiWeb  il 31 ottobre 2013] Mamme imprenditrici, le ormai omnipresenti mumpreneurs, mamme attiviste contro lo smog o il cibo contraffatto, mamme sentimentali e stereotipate, mamme che ritornano al lavoro a due giorni dal parto (come nel recente caso di Michelle Hunziker).Ormai è chiaro, di mamma ce n’è più di una. Anche la pubblicità si adegua mostrando una mamma che torna tardi dal lavoro mentre l’altra metà, lui, prepara la tavola. Oppure le mamme doppie, quelle delle coppie omogenitoriali che hanno occupato le prime pagine di settimanali importanti (è il caso della figlia di Roberto Vecchioni). Una lettura profonda di quanto sia complesso il vissuto della maternità arriva anche dall’arte contemporanea. Alla Photographers’ Gallery di Londra, fino a gennaio, ci sarà Home Truths: photography, motherhood and identity, una mostra che esplora le rappresentazioni della maternità attraverso le opere di otto artiste contemporanee. Fotografie lontane dal solito immaginario sdolcinato e rassicurante, e invece vicine a un ruolo, a volte sofferto, fatto di vita quotidiana, di rapporti che si tramandano da madre a figlia e poi di nuovo …

Charlotte e le altre…

In ogni storia, si nasconde sempre una buona parte di ironia. Nella storia del design, per esempio, è probabile che questa ironia si materializzi in una coppia di cuscini colorati. Precisamente, in quella disegnata nel 1925 da Claire Wagner Kosterlitz, giovane studentessa del Bauhaus di Dessau, la cui opera, secondo Juliet Kinchin, curatrice della mostra Designing Modern Women, 1890s–1990s, dal 5 ottobre nelle sale di Architettura e Design del MoMA di New York, «può essere assunta a simbolo del potenziale creativo e professionale delle donne, nonché della loro capacità di introdurre nella quotidianità, anche attraverso oggetti umili, il linguaggio delle avanguardie artistiche». Nei primi decenni del Novecento, occuparsi di cuscini non doveva tuttavia essere gratificante. E non solo perché Kosterlitz fu costretta per tutta la vita a nascondere il suo talento dietro un lavoro di badante a tempo pieno, ma anche perché dedicarsi al design tessile era considerata un’attività prettamente femminile e quindi, minore. Per esempio, quando, in un pomeriggio del 1927, disegni sottobraccio, Charlotte Perriand si presentò allo studio di Le Corbusier per cercare …

Per il maschio non c’è fine

Altro che Hanna Rosin. Il titolo del suo libro, La fine del maschio e l’ascesa delle donne, in questo Paese è molto al di là da venire. Stracciate pure il famoso Lean in, Facciamoci avanti di Sheryl Sandberg. Qui, proprio, non è storia. Evitate pure di lasciare mini video nel link per autocompiacersi che si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel. Illusione. Qui è buio pesto. E per capirlo basta trattenersi per qualche minuto davanti a quella messa in scena feticcio che è l’elezione del nostro Presidente della Repubblica. Inutile, vana, e subito dimenticata come un urlo isterico di donnicciola è stata la proposta di una donna presidente. Emma Bonino, pareva condivisa. Non so se qualcuno, nel cantuccio del suo scranno l’abbia mai presa sul serio in considerazione. Per il resto, le logiche e le ritualità del maschio hanno preso il sopravvento. Sodalizi correntizi, paccate sulle spalle da Bar Mario, strette di mano e abbracci da dopopartita. Se qualche voce si leva, poi basta una notte e un buon whisky in qualche …

Riccardo Iacona: se questi sono gli uomini

Articolo pubblicato su LeiWeb il 19 novembre 2012 Un anno di femminicidi attraverso le testimonianze dirette. Perché ha deciso di raccontare in questo modo la violenza sulle donne? «Perché in Italia manca la dimensione del racconto vero. Ogni volta che si parla di queste vicende, lo si fa riducendo tutto a una degenerazione di liti in famiglia o di storie d’amore finite male, relegando la violenza sulle donne alla dimensione del privato. Ma non è così. La violenza sulle donne è una questione nazionale che riguarda tutti, donne e uomini. Come riguardano tutti problemi emergenziali come i morti della criminalità organizzata o quelli sul lavoro». Pensa che gli uomini siano pronti a riflettere su se stessi come chiede il suo libro?  «Certo. Molti uomini che lo hanno fatto mi hanno scritto per ringraziarmi. Qui non stiamo raccontando la solita storia delle povere vittime piena di particolari scabrosi. Stiamo ponendo la questione: chi sono gli uomini in Italia?». Bene, chi sono? Magari si potrebbe cominciare a riflettere sulle parole che usano. Parole che tornano spesso nel suo …

Ildegarda di Bingen

Ho ricevuto in regalo il libro di Ildegarda di Bingen dal papà di un compagno di scuola di mio figlio. Dovevo quindi leggerlo, e vincere una mia certa resistenza alla vita delle sante. Ildegarda sarà infatti proclamata dottore della Chiesa il prossimo 7 ottobre da papa Benedetto XVI e l’editore, Sonzogno, ha già pubblicato il sequel del primo volume sulla sua vita, La Sognatrice. Ildegarda forse è l’esatto contrario di Ipazia. Le regole non le sovverte, non le discute, ma si incarnano nel suo stesso corpo, mentre la sottomissione al volere altrui, sia esso dettato dalla famiglia o imposto dalle regole della Chiesa medioevale, diventa, perchè in effetti “è”, il suo stesso destino. E infatti Ildegarda non è martire, ma Santa (il 17 settembre). È bene ricordarlo. Certo rimodella, piega e in alcuni casi rivoluziona, le immobili consuetudini del convento di Disibodenberg, in cui fece entrare, e restare, un gruppo di donne, ma lo fa in virtù delle sue visioni e non certo per sua razionale volontà. Ovvero, lei si permette di chiedere solo perché …