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Sulla testa delle donne

Cosa hanno in comune Madame Pompadour e Amy Winehouse? Nulla, o forse, guardando le maestose capigliature che sovrastano i loro capi irrequieti, tutto. Lo capiamo leggendo il bel libro di Giulia Pivetta Ladies’Haircult (24Ore Cultura): perché in definitiva i capelli sono tutt’uno con la storia dell’emancipazione femminile; e perché, parafrasando Hofmannsthal, la profondità si nasconde in superficie. Ecco che allora, a secoli di distanza, Reinette e Amy, entrambe ragazze toste e sfrontate, con i capelli si sono fatte una corona, l’eccessivo beehive, e hanno tenuto testa ai maschi che regnano sul mondo. La verità è che non bisogna aver paura di accostare le grandi parole alle messe in piega. Il tirabaci, per esempio, ciocca ribelle sistemata a modino, sta benissimo con la parola libertà. Lo stesso dicasi per il taglio corto, che sia quello stile Giovanna d’Arco che ritorna in Jean Seberg di Fino all’ultimo respiro o nella Mia Farrow di Rosemary’s Baby; o per la chioma spericolata ma consapevole di Farrah Fawcett. E chi ha letto Chimamanda Ngozi Adichie e il suo Dovremmo essere …

the help: la verità rende liberi

Qualcuno ha visto The Help? È ancora nelle sale e, se vi capita, andate. L’emancipazione e la conquista dei diritti civili dei neri sono quasi sempre state raccontate attraverso le lotte e la ribellione degli uomini. Certo, ci sono state Bessie Coleman, Rosa Parks e Shirley Chisholm, ma erano i maschi neri che avevano guidato la conquista della libertà. The Help ribalta invece il punto di vista. Dalla prospettiva storica a quella domestica, per provare a scoprire verità intime quanto rivoluzionarie. Che cosa voleva dire essere donna negli anni Cinquanta. Che cosa voleva dire essere donna, moglie e madre, negli anni Cinquanta. Cosa voleva dire essere donna, moglie, madre e donna nera, negli anni Cinquanta. Ognuna di queste donne ha bisogno di aiuto, in fondo. La mamma-bambina depressa. La figlia inacidita dalle manie di perfezionismo. La giovane donna che prova a diventare se stessa barcamenandosi tra razzismi quotidiani. E le cameriere tutte. Donne predestinate ad annullare se stesse per fare spazio alle vite di altre. Vedrete pochissimi uomini in questo film: sono tutti sullo sfondo. …