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Milan Design Week 2015

  Dal 14 al 19 aprile va in scena la solita Design Week di Milano. Sarà il solito, ripeto, casino e di design se ne vedrà poco (e male). Ora, se io dichiarassi che ai tempi in cui si andava a vedere giocare a ping pong Ron Arad e Ingo Maurer allo Spazio Krizia era molto meglio, dichiarerei – anche – la mia età. Ma, considerando meglio, potrei sempre aver iniziato da molto piccola. In ogni caso, buon divertimento a tutti. Se c’è sempre la fila per cercare di vedere tutte queste cose, una ragione, ci sarà… Io, anche solo per un’ossessione compilativa, metto in questa gallery (in continuo aggiornamento) qualche anteprima di ciò che, molto probabilmente, non riusciremo a vedere… L’ultimo aggiornamento è dell’11 aprile 2015. Per seguire in diretta poi c’è Instagram..  

Generazione click to cook

[Articolo pubblicato su Lei Foodie] Vogliamo cucinare bene come gli chef stellati che vediamo ogni giorno in televisione. Ma vogliamo farlo in modo semplice, veloce e con risultati garantiti. La fatica, il caldo, gli aromi e le inevitabili tracce della preparazione del cibo, non rendono in effetti così allettante l’esperienza del cucinare tanto quanto uno show cooking patinato. E allora? Ci pensa la tecnologia. Con forni intelligenti che impostano da soli il tempo di cottura, cappe che aspirano ogni aroma mentre diffondono musica, piani di lavoro interattivi e soprattutto elettrodomestici comandati a distanza con la solita App. È l’avanzata della generazione click to cook, che prima usava smart phone e tablet per fare la spesa o consultare ricette, e ora, anche per supervisionare la cucina. Così se, come dice la ricerca di Whirlpool, la nostra vita è a metà tra nomadismo e condivisione, ecco che un’innovazione come 6° Senso Live Technology, che permette di interagire da remoto con tutti gli elettrodomestici tramite una semplice applicazione, consente anche di realizzare ricette gourmet seguendo, passo dopo passo, …

Si fa presto a dire plastica

  [Articolo pubblicato su Lei Foodie] Non è facile inventarsi cose nuove. Non è facile perché i nostri gesti, anche alimentari, sono gli stessi da sempre. Al pari dei nostri bisogni essenziali. Esiste però, un margine di innovazione che consiste nel cercare di dare ascolto e forma ad alcune voci apparentemente distanti dalla disciplina del design. Così, se devi provare a pensare di innovare gli oggetti della tavola, chiamare chi lavora nelle cucine e nelle sale dei ristoranti, può essere una buona strada. Sono passati 40 anni da quando, negli anni Settanta, Anna Castelli Ferrieri e Franco Raggi davano il via alla collezione Kartell in tavola. Allora, innovare significava soprattutto un materiale figlio del boom economico e della rivoluzione dei costumi: la plastica. Bastava lei, colorata e leggera, e il rito ingessato del pranzo diventava un atto di libertà. Oggi, sofisticati some siamo, è tutto un po’ più complicato. Lo sanno bene gli chef, vere e proprie star che hanno capito che per stuzzicare gli appetiti non basta più solo una ricetta, ma anche una buona dose di spettacolo condita da un’efficace …

Design: oltre il mobile c’è di più

[Articolo pubblicato su Sette il 4 aprile 2014] Parafrasando Gertrude Stein si potrebbe dire: una sedia è una sedia, è una sedia. La ragione di un oggetto non è altro che l’oggetto stesso, oppure, per una sorta di moltiplicazione dei significati, una sedia è anche il nostro modo di abitare, di tessere relazioni, la nostra postura nel mondo. Il fatto è che, facile considerazione, di sedie ce ne sono fin troppe. Così, mentre fare il designer sta diventano un mestiere sempre meno pagato, mentre nonostante le esportazioni il fatturato totale del settore registra un calo del 12 per cento e la chiusura, solo nel 2013, di 2 mila 400 aziende, mettere sul mercato un altro prodotto industriale, se pur il più connotato, il più complesso e il più significativo – per usare le parole di Alessandro Mendini che per la verità di sedie ne ha disegnate tante ma mai per starvici comodi – rischia di essere l’ennesimo esercizio stilistico, l’ennesima “merce senza impegno” in un mondo che, al contrario, è alla ricerca di un nuovo senso. …