All posts tagged: scuola

I primi della classe. Anche no

Gianfranco De Simone, è uno dei ricercatori responsabili del progetto Eduscopio che ogni anno dà la “classifica” delle scuole migliori in Italia. Ieri è uscito l’ultimo rapporto (qui il link), con i soliti titoli a rimarcare la scuola migliore del regno. Strano in un Paese dove l’equità scolastica è un miraggio e dove gli svantaggi scolastici inizino a manifestarsi già a dieci anni. I numeri però hanno sempre un valore in sé così ho fatto alcune domande a De Simone. Eccole: Definiamo di nuovo il concetto di buona scuola: la scuola migliore è quella al vertice delle classifiche come spesso titolano i giornali? Nella nostra analisi  non esiste una graduatoria assoluta, ma tante graduatorie quanti sono i ragazzi che la usano. La scuola migliore in assoluto non c’è, e la nostra ricerca non vuole essere esaustiva. Noi ci limitiamo a dare alcuni elementi di oggettività che vanno affiancati con altre considerazioni individuali come gli obiettivi di lungo periodo, la zona di residenza, le proprie inclinazioni. La scuola migliore è in definitiva la scuola più adatta a …

Segregazione scolastica: perché se ne parla così poco?

Costanzo Ranci e Carolina Pacchi, docenti del Politecnico di Milano, hanno scritto un libro White Flight a Milano. La segregazione sociale ed etnica nelle scuole dell’obbligo (FrancoAngeli) di cui ho già parlato in un mio post tempo fa. Il tema della segregazione scolastica, da genitore fruitrice della scuola statale e da cittadina, mi coinvolge molto. Leggo questa “fuga degli italiani” verso le scuole private o verso quelle che, chissà perché, concentrano classi sociali elevate, un brutto segnale per il futuro. Dovremmo capire, e dovrebbero capirlo chi è tanto appassionato di performance scolastiche, che la segregazione non piò generare mai una buona scuola. In questo post trovate l’intervista integrale a Carolina Pacchi che si è occupata dello studio. Perché avete deciso di occuparvi del fenomeno della segregazione scolastica a Milano? Siamo in contatto con degli studiosi che si occupano dello stesso tema in Europa, dove il fenomeno è presente nelle grandi capitali, e a Milano, anche a livello di aneddotica, c’erano dei segnali che potesse esserci lo stesso fenomeno. Così abbiamo preso in esame i dati degli uffici dell’anagrafe scolastica del …

Giuseppe Burgio spiega il bullismo femminile

Giuseppe Burgio è professore associato di Pedagogia generale e sociale all’Università Kore di Enna, giudice onorario al Tribunale per i Minorenni di Palermo. Per Franco Angeli ha curato il primo saggio sul fenomeno del bullismo femminile Comprendere il bullismo femminile. Genere, dinamiche relazionali, rappresentazioni. Ecco qui l’intervista integrale fatta in occasione del mio articolo per Gioia! Perché è difficile riconoscere il bullismo femminile? Da una parte, per semplicità bisogna dire che la maggior parte sono studiosi maschi… Inoltre la nostra società associa al femminile la dolcezza, la cura, la docilità e non riesce a concepire la rabbia come parte del femminile. Così, quando si presenta, tende a leggerla come “normale competitività tra ragazze”. La stessa scuola, che è il maggior palcoscenico della violenza tra adolescenti, fa sua questa cultura. C’è una sanzione culturale del contatto fisico delle ragazze, anche nello sport, ed è normale che un ragazzo usi le mani, ma non una ragazza… Quanti tipi di bullismo esistono? Molti. Il bullismo varia a seconda del contesto sociale, dell’età, del luogo. Prende di mira l’orientamento sessuale, il sovrappeso, …

Il bullismo femminile che nessuno vede

La cronaca li racconta raramente, anche se sempre più spesso (oggi questo) . Sono gli episodi che riguardano ragazze che minacciano, picchiano, seviziano altre ragazze. Compagne di scuola, per lo più. Che la scuola è il primo e il più grande palcoscenico dove mettere in scena se stesse. Nel panorama del bullismo femminile, fenomeno ignorato dalle ricerche e di cui non si hanno dati, la forma che prende di mira chi tradisce alcuni canoni estetici, è forse quella che maggiormente fa riflettere sul significato che assume il concetto di bellezza oggi. Perché può capitare che la bellezza, l’aspetto esteriore, diventi un modo per definire la soglia di esclusione o inclusione di una ragazza in un gruppo. E indicare, per conseguenza, anche la vittima predestinata. La reginetta del reame «La persecuzione della ragazzina “bruttina”, che veste male e non segue le mode, che non si trucca e magari è studiosa, in nome di un modello di femminilità piuttosto stereotipato, è una delle espressioni del bullismo intra genere» spiega Giuseppe Burgio, professore di pedagogia all’Università Kore di …

Stem vs SteAm. Se la matematica non basta

Arte batte ingegneria uno a zero. Può sembrar strano in un’epoca in cui tutti spingono verso le discipline scientifiche con la promessa di 2,3 milioni di posti di lavoro entro il 2025 (dati Commissione Europea). Strano, ma non senza endorsement di importanti, come quello di Stephen Wozniak, cofondatore di Apple, che ha candidamente dichiarato che la creatività è più importante delle osannate materie Stem (acronimo anglosassone che sta per science, technology, engineering e mathematic). Alla Rhode Island School of Design, università privata del New England, si sono inventati così lo STEAM, un movimento che promuove un insegnamento multidisciplinare e che utilizza le arti per sviluppare quelle abilità logiche, analitiche e critiche da applicare a materie tecnologiche, ingegneristiche e matematiche. «Se si vuole fare innovazione in campo informatico e tecnologico, è necessario essere creativi» dice Giada Totaro dello Steam Atelier di Lecce. «Mentre lo STEM si concentra sui processi e principi, il metodo STEAM spiega il perché le cose sono fatte. Nei nostri laboratori, da 5 a 60 anni, non si insegnano le leggi fisiche che …

Una scuola tutta per noi

Che cosa è la scuola? La risposta più semplice sarebbe: il nostro futuro, ma forse è imbevuta di una certa retorica. Che cosa è la scuola, allora? Per una parte dei genitori, molti, un investimento sui propri figli; la pianificazione, responsabile e scrupolosa, di un domani migliore. Non basta. Che cosa è la scuola, allora? Una palestra di vita, una possibilità di incontro, e scontro, un percorso di formazione verso la cittadinanza. Pretendo troppo. È bene ricordare che, secondo la Costituzione Italiana, la risposta sta nell’articolo 34 che recita: “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. È con queste premesse, a mio parere, che si deve leggere il libro di Carolina Pacchi e Costanzo Ranci White Flight a Milano. La segregazione sociale ed etnica nelle scuole dell’obbligo (FrancoAngeli). È con queste premesse perché prendere atto, essere consapevoli di cosa è successo e sta succedendo nelle nostre …

Scuola Montessori, i genitori la chiedono

Le ultime in ordine di apertura sono a Venezia, Treviso, Greve in Chianti. Sono scuole elementari statali che hanno inaugurato una sezione in cui è adottato il metodo di Maria Montessori. Sempre di più in Italia, paese natale della scienziata e medico, e che pure per anni ha ignorato i suoi insegnamenti tanto da avere, ancora oggi, solo 137 scuole montessoriane, dai nidi alle medie, contro le quasi 1200 di Germania o le 800 di Gran Bretagna. Qualcosa però sta cambiando. «La prima richiesta arriva dai genitori, in parte incuriositi da un certo tam tam mediatico, ma i più spinti dal vedere i loro figli vivere la scuola con sofferenza. I bambini e le bambine montessoriane invece, sono sereni e contenti di apprendere. Quando si toglie l’ansia del confronto e della prestazione, quando si lascia a ciascuno i tempi individuali, nasce la collaborazione tra pari, il bambino segue il suo “maestro interiore”, sceglie da sé secondo le sue esigenze di crescita, e lavora con tranquillità. Certo, in una cultura dove la gioia dell’apprendere è guardata …

Céline Alvarez, Maria Montessori 2.0

Ho intervistato Céline Alvarez per una mia inchiesta sul metodo Montessori pubblicata su Gioia! e in occasione della traduzione in Italia del suo libro Le leggi naturali del bambino che in Francia è diventato un caso editoriale che ha portato a un dibattito molto acceso. Ciò che scrive Alvarez nel libro, che pure pare rivoluzionario, è in realtà il resoconto concreto della sperimentazione del materiale e del Metodo di Maria Montessori spiegato alla luce delle nuove scoperte neuro scientifiche. Ciò nonostante, l’impatto di ciò che dice, e i risultati della sua ricerca sono sorprendenti. In Italia è stata ospite il 23 settembre a Torino Spiritualità, unica tappa italiana di tour di conferenze in Francia e in Belgio sempre affollate.  Ecco qui l’intervista integrale. Imparare con spontaneità e gioia la libertà e l’autonomia. È una dichiarazione quasi rivoluzionaria, soprattutto a scuola. Quali ostacoli, culturali o sociali, hanno impedito questo tipo di educazione? Noi abbiamo una forte tendenza a replicare l’educazione tradizionale che abbiamo ricevuto senza metterlo in discussione. E questo è normale, perché interrogarci sulla nostra educazione può essere …

Campi estivi: giocando si impara

L’estate è il periodo migliore per dedicarsi alle proprie passioni. E trasformare il divertimento in una vera scuola di vita e di apprendimento felice. Giocare, partecipare, condividere impegno e obiettivi: ecco il modo migliore per imparare, concentrarsi ed esercitarsi. Immaginate quindi quanto possa essere divertente e istruttivo insieme dedicarsi alle proprie passioni in compagnia di ragazzi e ragazzi di ogni parte del mondo. E non si tratta solo di far pratica nello sport, nella musica o nella lingua inglese. Si tratta soprattutto di imparare a stare insieme a se stessi e agli altri, a crescere, diventare indipendenti, e attivare quelle competenze socio-emotive che sono lo strumento indispensabile per diventare adulti responsabili e creativi. A tutto sport Qualcuno pensa che sia semplicemente educazione fisica, lo sport invece è educazione e basta. Praticare una disciplina è entusiasmante, farlo nel tempio dei propri beniamini è un’esperienza che non si dimentica. E quest’anno, nei luoghi del mitico stadio Etihad di Manchester, dentro le aule super della City Football Academy, dove si parlerà di calcio, stile di vita dei giocatori, nutrizione, comportamenti …

La matematica delle ragazze (che poi è la stessa dei ragazzi)

Si chiama maths anxiety ed è quel tipo di ansia, di preoccupazione eccessiva nei confronti dei compiti e dei test di matematica che può influenzare l’apprendimento. L’ha “misurata“ uno studio recente e che ha dimostrato come le bambine, a parità di capacità e all’inizio anche di risultati, siano più ansiose, e quindi meno performanti, dei loro compagni di banco. «La matematica, materia che non lascia spazio a valutazioni soggettive, crea naturalmente ansia da prestazione, ma le bambine, crescendo, sembrano soffrirne sempre di più», dice Irene Mammarella, ricercatrice di psicologia ed esperta di disturbi di apprendimento nell’ambito del calcolo all’Università di Padova. «Le conferme arrivano anche da ricerche internazionali. Il pregiudizio culturale che vorrebbe le bambine “meno portate” per la matematica, condiziona anche gli insegnanti. E si riflette sulle alunne che, spesso senza una reale ragione, si percepiscono meno preparate e competenti. Ma ripeto, si tratta di un prodotto culturale: nei Paesi orientali, dove tutti sono uguali nei confronti della materia, il problema non esiste». Esiste in Italia, invece. Secondo il rapporto Timms 2015 presentato a …