All posts tagged: scuola

Maria Montessori. Il bambino è il maestro.

Almeno di nome, Maria Montessori, la conoscono tutti. Sulla sua vita, e sulla profondità del suo Metodo però, c’è ancora molto da dire. Cristina De Stefano lo fa in questo suo libro appena uscito per Rizzoli, Il bambino è il maestro, che trascina in una vita di una donna geniale, con un’intelligenza che trascende ogni tempo ed epoca. Questa mattina ho fatto una bella chiacchierata con lei, che ho riportato quasi integralmente. Personalmente avrei continuato a parlare di Maria Montessori per il pomeriggio. Ma non c’era tempo… Ti ricordi? Ci siamo viste alla presentazione del libro Le Leggi Naturali del Bambino ispirato al Metodo di Maria Montessori a settembre 2017 e mi accennasti che stavi lavorando a una biografia su Maria Montessori. In quali documenti, magari inediti, hai navigato? Ho letto molte carte e lettere di persone che mi hanno pregato di non rivelare la fonte. C’è ancora tanto materiale segreto intorno a MM e sono stata molto fortunata a visionarlo. Ho letto per esempio la corrispondenza tra MM e il figlio Mario prima del “rapimento”, evento che fino a ora mai …

La scuola non è finita (per ora)

Insomma, a scuola non si torna. Conte ha detto testualmente che è difficile, quando si parla di scuola, “far convivere diritto all’istruzione e diritto alla salute”. Nessuno ha chiesto perché dallo studio realizzato a Vo’ dal team guidato dal professor Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Medicina molecolare dell’università di Padova (disponibile qui), è emerso che non era presente nessun caso di positività nei bambini sotto ai dieci anni. E nessuno ha chiesto come si possa privare bambini e ragazzi (perdonate il maschile universale) del diritto fondamentale all’istruzione. Diritto, lo scrivo una volta di più, che è tutt’uno con la loro salute. Perché dunque, di fronte a un’Europa che considera l’apertura delle scuole una priorità, e non solo per dare una risposta alle difficoltà di conciliazione di genitori (in Italia leggi mamme), noi la scuola non la vogliamo neppure nominare? Accettando persino come una straordinaria concessione l’apertura “già a settembre”? Devo confessarlo, un terribile presentimento ce l’ho. Lo sento arrivare, e spero di sbagliarmi, da quella litania che mi ripete, a scadenze fisse, che “la didattica a distanza …

La scuola digitale è una bufala. Parola di Desmurget

Non va troppo per il sottile il neuroscienziato francese a capo di un progetto di ricerca presso l’Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale Michel Desmurget. In diverse interviste ha dichiarato: «Questa sarà la prossima generazione con un QI più basso della precedente, e più tempo i bambini passano davanti gli schermi, più il loro quoziente intellettivo diminuirà». Ma si farebbe torto al libro di Desmurget, Il cretino digitale (in uscita per Rizzoli il 10 marzo), a ridurre il problema dell’abuso della tecnologia digitale a una questione educativa confinata al rapporto genitori-figli. O peggio ancora a un problema di prestazione intellettuale. Per quanto la lettura di questo libro di quasi 500 pagine, di cui più di un centinaio di riferimenti bibliografici e ricerche scientifiche, sia da considerarsi obbligatoria per tutti i genitori; un suo sfoglio approfondito è consigliato anche a insegnanti, politici con velleità di ministri dell’educazione, e a tutti coloro che vorrebbero occuparsi di comunicazione o che subiscono gli effetti della mitizzazione del digitale. L’inganno digitale Esiste infatti, dice Desmurget, una …

Una brava maestra

Il disagio che ci prende quando sentiamo l’ennesima storia di maestre che maltrattano i bambini. Da Cernobbio a Isernia e Milano, per citare quelle che a stretta memoria mi vengono in mente. È un disagio causato non solo dal disgusto dell’evento in sé, ma anche dal fatto che mina, rende traballante, una delle nostre certezze emotive. Di quelle che a cui ci si aggrappa fin da bambini. Una maestra cattiva, al pari di una mamma cattiva, ci toglie dalla nostra zona di confort. Ci sottrae dalla convinzione incrollabile per cui “le donne sono fatte per fare le mamme” e “le maestre sono tutte come le mamme”. Per questo ho amato, fin dalla prima riga, leggendolo in anteprima, un piccolo libro che esce giusto oggi in libreria. È Contro i bambini. Memorie di una brava maestra edito da Il Saggiatore. Sia chiaro, Rosalba Santoro, maestra di scuole materne ed elementari in Abruzzo, il cui diario segreto è stato trovato dal figlio e dato alla stampa, non ha mai picchiato bambini o bambine. Ed era pure benvoluta …

Scuola: il momento della scelta

Sono solo il dodici per cento. Uno su otto i ragazzi e ragazze annoverati tra “i più bravi”, ma socialmente svantaggiati, che frequentano quei club ristretti che oramai sono i nostri licei. Di questi poi, solo il sei per cento si iscrive negli istituti prestigiosi. È la fotografia, scoraggiante, del nostro sistema scolastico che emerge dall’ultimo, ma non il solo, rapporto Equity in Educationdi Ocse: a determinare la scelta della scuola sarebbe in pratica l’origine sociale. Eppure, negli anni, il noto consiglio orientativo che si riceve alla fine della terza media è diventato, almeno nelle indicazioni ministeriali, sempre meno indicazione per la scelta del momento e sempre più percorso formativo costante. Non strumento di selezione, ma strategia per acquisire inclusione e consapevolezza. Eppure, pur scoraggiati dalla realtà, dovremmo sapere che i ragazzi per primi hanno le risorse per farcela. Nonostante tutto e tutti. Rachele, che oggi ha 23 anni, aveva per esempio ricevuto un categorico e plateale “no” alla sua intenzione di iscriversi a un liceo classico. «Davanti a tutta la classe mi era stato …

I primi della classe. Anche no

Gianfranco De Simone, è uno dei ricercatori responsabili del progetto Eduscopio che ogni anno dà la “classifica” delle scuole migliori in Italia. Ieri è uscito l’ultimo rapporto (qui il link), con i soliti titoli a rimarcare la scuola migliore del regno. Strano in un Paese dove l’equità scolastica è un miraggio e dove gli svantaggi scolastici inizino a manifestarsi già a dieci anni. I numeri però hanno sempre un valore in sé così ho fatto alcune domande a De Simone. Eccole: Definiamo di nuovo il concetto di buona scuola: la scuola migliore è quella al vertice delle classifiche come spesso titolano i giornali? Nella nostra analisi  non esiste una graduatoria assoluta, ma tante graduatorie quanti sono i ragazzi che la usano. La scuola migliore in assoluto non c’è, e la nostra ricerca non vuole essere esaustiva. Noi ci limitiamo a dare alcuni elementi di oggettività che vanno affiancati con altre considerazioni individuali come gli obiettivi di lungo periodo, la zona di residenza, le proprie inclinazioni. La scuola migliore è in definitiva la scuola più adatta a …

Segregazione scolastica: perché se ne parla così poco?

Costanzo Ranci e Carolina Pacchi, docenti del Politecnico di Milano, hanno scritto un libro White Flight a Milano. La segregazione sociale ed etnica nelle scuole dell’obbligo (FrancoAngeli) di cui ho già parlato in un mio post tempo fa. Il tema della segregazione scolastica, da genitore fruitrice della scuola statale e da cittadina, mi coinvolge molto. Leggo questa “fuga degli italiani” verso le scuole private o verso quelle che, chissà perché, concentrano classi sociali elevate, un brutto segnale per il futuro. Dovremmo capire, e dovrebbero capirlo chi è tanto appassionato di performance scolastiche, che la segregazione non piò generare mai una buona scuola. In questo post trovate l’intervista integrale a Carolina Pacchi che si è occupata dello studio. Perché avete deciso di occuparvi del fenomeno della segregazione scolastica a Milano? Siamo in contatto con degli studiosi che si occupano dello stesso tema in Europa, dove il fenomeno è presente nelle grandi capitali, e a Milano, anche a livello di aneddotica, c’erano dei segnali che potesse esserci lo stesso fenomeno. Così abbiamo preso in esame i dati degli uffici dell’anagrafe scolastica del …

Giuseppe Burgio spiega il bullismo femminile

Giuseppe Burgio è professore associato di Pedagogia generale e sociale all’Università Kore di Enna, giudice onorario al Tribunale per i Minorenni di Palermo. Per Franco Angeli ha curato il primo saggio sul fenomeno del bullismo femminile Comprendere il bullismo femminile. Genere, dinamiche relazionali, rappresentazioni. Ecco qui l’intervista integrale fatta in occasione del mio articolo per Gioia! Perché è difficile riconoscere il bullismo femminile? Da una parte, per semplicità bisogna dire che la maggior parte sono studiosi maschi… Inoltre la nostra società associa al femminile la dolcezza, la cura, la docilità e non riesce a concepire la rabbia come parte del femminile. Così, quando si presenta, tende a leggerla come “normale competitività tra ragazze”. La stessa scuola, che è il maggior palcoscenico della violenza tra adolescenti, fa sua questa cultura. C’è una sanzione culturale del contatto fisico delle ragazze, anche nello sport, ed è normale che un ragazzo usi le mani, ma non una ragazza… Quanti tipi di bullismo esistono? Molti. Il bullismo varia a seconda del contesto sociale, dell’età, del luogo. Prende di mira l’orientamento sessuale, il sovrappeso, …

Il bullismo femminile che nessuno vede

La cronaca li racconta raramente, anche se sempre più spesso (oggi questo) . Sono gli episodi che riguardano ragazze che minacciano, picchiano, seviziano altre ragazze. Compagne di scuola, per lo più. Che la scuola è il primo e il più grande palcoscenico dove mettere in scena se stesse. Nel panorama del bullismo femminile, fenomeno ignorato dalle ricerche e di cui non si hanno dati, la forma che prende di mira chi tradisce alcuni canoni estetici, è forse quella che maggiormente fa riflettere sul significato che assume il concetto di bellezza oggi. Perché può capitare che la bellezza, l’aspetto esteriore, diventi un modo per definire la soglia di esclusione o inclusione di una ragazza in un gruppo. E indicare, per conseguenza, anche la vittima predestinata. La reginetta del reame «La persecuzione della ragazzina “bruttina”, che veste male e non segue le mode, che non si trucca e magari è studiosa, in nome di un modello di femminilità piuttosto stereotipato, è una delle espressioni del bullismo intra genere» spiega Giuseppe Burgio, professore di pedagogia all’Università Kore di …

Stem vs SteAm. Se la matematica non basta

Arte batte ingegneria uno a zero. Può sembrar strano in un’epoca in cui tutti spingono verso le discipline scientifiche con la promessa di 2,3 milioni di posti di lavoro entro il 2025 (dati Commissione Europea). Strano, ma non senza endorsement di importanti, come quello di Stephen Wozniak, cofondatore di Apple, che ha candidamente dichiarato che la creatività è più importante delle osannate materie Stem (acronimo anglosassone che sta per science, technology, engineering e mathematic). Alla Rhode Island School of Design, università privata del New England, si sono inventati così lo STEAM, un movimento che promuove un insegnamento multidisciplinare e che utilizza le arti per sviluppare quelle abilità logiche, analitiche e critiche da applicare a materie tecnologiche, ingegneristiche e matematiche. «Se si vuole fare innovazione in campo informatico e tecnologico, è necessario essere creativi» dice Giada Totaro dello Steam Atelier di Lecce. «Mentre lo STEM si concentra sui processi e principi, il metodo STEAM spiega il perché le cose sono fatte. Nei nostri laboratori, da 5 a 60 anni, non si insegnano le leggi fisiche che …