All posts tagged: scuola

Cosa insegniamo ai nostri figli

L’esempio vale più di mille parole. Spero che su (almeno) questa affermazione si possa essere tutti d’accordo. Quindi facciamo uno sforzo ulteriore e domandiamoci cosa, ogni giorno, insegniamo ai nostri (ingestibili dicono) figli. L’altra sera per esempio ero al cinema e nel bel mezzo di una scena topica la signora della fila davanti, leggermente spostata sulla mia sinistra, ha tirato fuori dalla borsa il suo smartphone 37 pollici e si è messa a scrivere dei messaggi su Whatsapp. Quasi quasi riuscivo a leggere l’argomento della chat, se non che il riverbero luminoso dello schermo era così fastidioso da costringermi, dopo qualche minuto, a chiederle cortesemente di abbassare (almeno) il cellulare. Alla fine del film, la bionda signora con il filo di perle si è scusata dicendomi: «Non volevo disturbare, volevo solo sapere come stava mia figlia e scambiare due messaggi». Non le ho risposto. Avevo appena visto dei brandelli di cervello deflagrare sulla faccia di un altro e, quindi, non le ho risposto. Come non vi dico che, sarà capitato anche a voi, ancora oggi, ogni volta che sono …

Se il principino va alla Montessori

È entrato con il suo giubbino blu alle Westacre Montessori School di Norfolk in mondovisione. E tutti hanno visto che per George di Cambridge è stata scelta una scuola materna che adotta il metodo della pedagogista italiana. Ammirato e studiato all’estero (i fondatori di Amazon, Wikipedia e Google ne hanno ammesso l’importanza nella loro educazione), ma che in Italia conta solo 200 scuole tra materne e primarie e 5 medie. Eppur, qualcosa si muove. «Dopo il successo della sperimentazione, dal prossimo anno le medie pubbliche Montessori saranno tre con insegnanti formati ad hoc» dice la presidente dell’associazione Me.Mo. di Milano Lavinia Galli. Un progetto pionieristico in Italia che parte da alcune associazioni di genitori, in sinergia con alcune dirigenti scolastiche, l’Opera Nazionale Montessori e la Rete Montessori e che prevede anche dei corsi per genitori sul tema dell’adolescente secondo Maria Montessori e un corso di formazione per docenti. Il prossimo settembre, le sezioni Montessori di scuola media, oggi presenti unicamente all’Istituto Comprensivo Riccardo Massa di via Quarenghi 14, saranno anche a Cinisello Balsamo, alla scuola Ilaria Alpi e Anna Frank. E, «dopo anni di luoghi comuni, …

Perché c’è bisogno (ancora) di Maria Montessori

In questi giorni in cui nei giornali appare come uno scandalo la richiesta del Miur di avere classi differenziate, cioè di “gruppi di livello”, vi propongo questa intervista al presidente dell’Opera Nazionale Montessori Benedetto Scoppola con cui ho scambiato due parole in occasione di un articolo su Gioia! sul Metodo. Nel documento del Miur si parla anche infatti di didattica cooperativa e didattica tra pari, elementi fondamentali del metodo montessoriano. L’organizzazione personalizzata delle attività poi, scandali o meno, è uno dei pilastri del buon insegnamento, come già spiegava Francesco Avvisati qui. Al di là degli anatemi quindi, al solito è il modo in cui verrà percepita l’indicazione che farà la differenza. E se il rispetto delle inclinazioni degli studenti verrà utilizzato per dividere e non per con-dividere nuovi stimoli, certo la colpa non può essere dello strumento. Anche con il fuoco del resto, ci si può salvare dal freddo o incendiare la casa. Una prima domanda, per quale ragione dovremmo guardare con più attenzione al metodo Montessori? Perché è necessario mettere bambini e ragazzi al centro del processo educativo, renderli protagonisti …

A scuola di cinese

[Pubblicato su Gioia! del 12 dicembre 2015] Un iPad in mano, e tre bambini che si divertono a interpretare, e riprendere, la scenetta di due amici che vanno al ristorante e ordinano Xiaolongbao, i ravioli al vapore specialità di Shanghai. E lo fanno, naturalmente, parlando cinese. Succede nella scuola primaria dell’Istituto Marymount di Roma, dove lo studio della lingua di Mao, come dice Paola Mattioli, che a spiegare come insegnare intonazioni e logogrammi fin da piccoli è andata fino all’Università di Barcellona, va in pagella. «Non è più come un tempo. Oggi si può imparare una lingua così lontana dalla nostra anche giocando. La tecnologia, e le tante app sviluppate, ci aiutano. Come aiuta la fantasia propria dei bambini che più facilmente vedono, e quindi memorizzano, dietro il segno astratto del carattere cinese, un uomo che cammina, un sole…». Ma le potenzialità dei più piccoli nell’apprendimento del cinese non finiscono qui. Come dice Renata Cirina, direttrice della scuola dell’infanzia del Collegio San Carlo di Milano, che il cinese curricolare lo ha inserito dalla scuola materna, …

Gli indifferenti

Questo è l’ultimo post in cui parlo di scuola. Ho sempre pensato che per vedere come sta questo Paese bisogna infilarsi nelle scuole, nella aule, ma c’è un limite a tutto. Soprattutto al mio interesse per gli indifferenti. Coloro che abdicano all’esercizio dei propri diritti. Perché sì, e so che è difficile da capire qui ai confini del senso civico, ma i diritti acquisiti prima di goderli, bisognerebbe esercitarli. Solo che esercitare i propri diritti, dovere civico per eccellenza, in questo Paese vuol dire essere una rompicoglioni. Quindi, ebbene sì, io sono una rompicoglioni. Sono una rompicoglioni perché mi aspetto che la scuola sia adempiente nell’organizzare l’attività alternativa all’ora di religione (sarebbe obbligatorio). Sono una rompicoglioni perché mi aspetto che la scuola pubblica mostri delle prassi educative che prevedano l’inclusione e il rispetto per il prossimo, invece di praticare costantemente, e verbalmente, delle differenze tra chi è maschio e femmina, tra chi è fortunato e meno, tra chi viene a scuola e chi non ci va (e che “fa schifo” a detta di una prof). …

E se la (cara e vecchia) non violenza fosse la soluzione?

Bullismo, cyberbullismo, eccessi comportamentali e conflitti più o meno aspri. A scuola, al parco, in palestra, sono spesso questi gli argomenti (e le paure) all’ordine del giorno. Il 2 ottobre scorso, giorno della nascita del Mahatma Gandhi, e Giornata internazionale della Non Violenza, è stato presentato il lavoro del Centro Non Violenza Attiva Educazione alla nonviolenza a Milano, patrocinato dall’Assessorato all’Educazione e all’Istruzione del Comune di Milano e sperimentato in alcune scuole milanesi proprio quest’anno. Non è difficile capire quanto l’educazione scolastica sia complessa e quanto il confine tra il benessere psicofisico e la buona, ed efficace, trasmissione del sapere sia labile. Non è difficile, ma non è scontato, tanto che io stessa sono testimone della sottovalutazione di comportamenti preoccupanti (insulti, didattica punitiva, osservazioni sessiste) perché considerati, anche dagli stessi genitori, semplicemente slegati dalla funzione dell’insegnamento. Quasi che secoli di pedagogia fossero passati invano… In molte scuole, laboratori per la prevenzione e la gestione dei conflitti, spesso legati alla vita in Rete, si fanno. Il richiamo alla (cara e vecchia) non violenza è in questo caso esplicito …

Te lo dò io, il prof!

[Pubblicato su Gioia! del 19 settembre 2015] Siamo cresciuti con l’allegra maestrina dalla penna rossa di De Amicis e i maestri innamorati del loro lavoro e degli alunni descritti da Giovanni Mosca. Poi, una volta grandi, ecco quel “O capitano! Mio capitano!” simbolo, consolatorio, dell’insegnamento appassionato, capace di far scattare la scintilla della conoscenza nell’animo degli studenti. Ma sono davvero i professori (anche) maestri di vita, a essere i più apprezzati dai ragazzi? A leggere il nuovo libro di Christian Raimo, lui stesso professore di storia e filosofia, Tranquillo prof, la richiamo io (Einaudi), si direbbe di no. Il protagonista dice di lavorare per la felicità dei suoi studenti (telefonate a casa comprese), augura loro tutta la meraviglia del mondo, eppure, loro, i ragazzi, non sembrano apprezzarlo. Anzi, gli preferiscono la supplente e lo rimproverano appena hanno l’occasione. «Il modello di insegnante proposto da molti libri e film è discutibile, quasi antipedagogico. Il mio è un professore che non sa mantenere la distanza, sempre alla ricerca di un amore non dovuto, e che non capisce …

Bambini all’opera… lirica

[Pubblicato su Gioia! dell’11 settembre 2015] Un segnale si illumina e i bambini iniziano a cantare. Arie dell’Aida, Turandot, Bohème… Alcuni alzano disegni, nastri colorati, carte, e la scenografia, dal palco, si allarga a tutta la sala. Chi non ha mai assistito a uno spettacolo di Opera Education, l’iniziativa dell’Associazione Lirica e Concertistica Italiana volta a far conoscere l’opera dai zero ai 18 anni, non può immaginare come un evento musicale considerato polveroso possa trasformarsi in uno show in cui si “esibiscono” bambini entusiasti. Un format musicale che sta avendo un tale successo da essere esportato in Francia, Spagna, Germania e persino in Oman. Le iscrizioni per prendere parte agli spettacoli del 2016, che vedranno protagoniste le opere di Puccini, partono il 16 settembre su operaeducation.org. E da quest’anno anche uno spazio su iTunes U dove condividere i contenuti. Il debutto, almeno per i bimbi dai tre ai sei anni, è previsto il 5 dicembre al Teatro Sociale di Como. Per tutte le date Operakids.org e Operadomani.org.

Hikikomori, le parole dell’esperto

Il corpo in una stanza, edito da FrancoAngeli, e curato da Roberta Spiniello, Antonio Piotti e Davide Comazzi, è il risultato della prima ricerca sul fenomeno degli hikikomori, i ritirati sociali, in Italia. Racconti di casi clinici, terapie, riflessioni per far conoscere una patologia crescente e per darne una panoramica completa, dall’individuazione al trattamento. Questa è l’intervista integrale a Antonio Piotti che ho incontrato in occasione del mio articolo per Gioia!. Il fenomeno hikikomori, nella dimensione italiana, è recente, da quanto viene indagato? Avevo già scritto tempo fa un libro, Il banco vuoto, che si riferiva a un unico caso clinico che poi è stato trasformato un una pièce teatrale portata nelle scuole. Come associazione Minotauro seguiamo questi casi da una decina di anni, ma la ricerca di cui tratta il libro è iniziata tre anni fa. È la prima in Italia, che cerca di dare una panoramica completa, dall’individuazione della patologia, al trattamento. Qual è la dimensione del fenomeno? Noi abbiamo calcolato 60 mila casi. Un numero che ci dice che la situazione è problematica, anche …

Lode al secchione

[Pubblicato su Gioia! del 21 maggio] L’orgoglio di ogni genitore. Una pagella con tutti 10. Una fama da bravo ragazzo, o ragazza, che ti tallona dalle elementari. Il che, come confessa Luca Marannino, il liceale del liceo Berchet di Milano salito alle cronache per una pagella tanto perfetta da scriverci un libro (Secchione ma non troppo, Mondadori Electa), può creare alcuni contrattempi alla vita sociale. Poco male, perché alla fine sei pronto per la conquista della tua lode. E senza – pare – aver studiato troppo, dedicandoti a sport, musica, volontariato. Strano? A dire il vero, no. Il mito del secchione curvo sui libri è infatti un falso storico e, visto i dati Ocse, l’organizzazione che misura il livello di istruzione dei principali paesi industrializzati, anche contemporaneo. Con i nostri adolescenti che passano quasi il doppio del tempo dei loro coetanei d’oltreconfine a svolgere i compiti a casa e, nonostante questo, consegnano all’Italia numeri da maglia nera per abbandono scolastico (quasi il 18 per cento, primi in Europa) e tasso di laureati (il 22 per …