All posts tagged: social media

Giornalismo sull’orlo di una crisi di nervi

Si direbbe, questo è un post in conflitto d’interessi. Pazienza. Ce l’ho sulla punta della tastiera da un po’ e quindi… Libero questo irrefrenabile desiderio di fare un punto tutto personale sul dilemma esistenziale del momento: giornalismo, ci fai o ci sei? Tra social media, informazione digitale, new internet e new media. Prima di buttare tutto, compreso o soprattutto me stessa, alle ortiche. Prima di dire che la carta servirà solo a quell’uso-che-non-si-può-dire, ma che pare sia l’unico rimasto, almeno secondo il cliccatissimo video IPad vs Paper. E sempre prima, anzi subito, lo scrivo che io qualche dubbio ce l’ho. Non sull’avanzata inevitabile dei media digitali, non sulla qualità del giornalismo on line (che mi piace e lo leggo e lo preferisco), ma su come, in questo Paese si stanno mettendo le cose. Qualche dubbio sul “dibbbattito”, come diceva qualcuno, che, dai Paesi del giornalismo nobile e anglosassone, si trasferisce da queste parti. Cambio tono, d’accordo. Ma, leggendo e leggendo, qualche posizione meno talebana di “la carta deve morire” (insieme a tutti quelli che ci …

Donne e new media: rivoluzione e opportunità

Intervento per l’incontro Donne NEW MEDIA: rivoluzione e opportunità 8 marzo 2013 presso il Circolo della Stampa a Milano Oggi, tutte le maggiori testate dei quotidiani italiani on line hanno una sezione dedicata alle donne, e alcune tematiche come le quote rosa, la democrazia paritaria o la violenza di genere sono entrate a far parte delle cose di cui si parla quotidianamente, ma fino a qualche anno fa questi non erano argomenti proprio all’ordine del giorno. Credo sia importante ricordarlo perché, le donne, sia come professioniste/giornaliste e come lettrici, è nel web che hanno trovato, prima che altrove, argomenti, competenze e conoscenze che a loro, a noi, interessavano. Questo, credo, giustifica in parte l’interesse e la confidenza delle donne con il web. Sono i dati stessi a dare la forma e l’ordine di grandezza della presenza delle donne sul web. Secondo le rivelazioni Audiweb di dicembre 2012: in Italia il 60 per cento delle donne è on line; il 45 per cento degli utenti connessi è donna; e dal 2006 le donne sono sempre in …

Dire, fare, raccontare

Ormai, si dice, non ci sono più notizie. O meglio, la notizia, come racconto di qualcosa di nuovo, di buona o cattiva novella, non ha più valore. I social media stanno surclassando in tempestività, immediatezza, e talvolta anche in freschezza e autenticità delle fonti, persino le versione on line dei principali quotidiani italiani. Che, guarda il caso, fanno gli strilli dell’home page, quando non la prima pagina della versione cartacea, citando Twitter. Eppure, qualche settimana fa, parlando con Riccado Iacona per un’intervista che ho fatto per LeiWeb, mi sono trovata a riflettere sull’importanza del racconto. Quello semplice della cronaca delle cose che accadono, senza fronzoli o commenti. Quello che dice, volendo mostrare senza dimostrare nulla se non il fatto. Anche perché di commenti e di punti di vista (compresi quelli di questo blog da cui infatti latito, non senza qualche imbarazzo, da un po’ di tempo), di battute ironiche e di intellettuali freddure, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta. I social network, d’altra parte, servono a questo: divulgare a un pubblico più ampio possibile la propria …

Le parole che non ho scritto

Le parole che non ho scritto (ma avrei voluto farlo). Perché è passato troppo tempo, e perché un po’ annaspo tra la rassegnazione e il disarmo… Non ho scritto per esempio, una risposta più dettagliata a @nomfup e @jacopo_iacoboni circa la solita questione se Twitter sia, o meno, davvero lo specchio di un Paese e soprattutto, se sia in grado di agire su di esso. Avevo solo detto che Twitter rischia di essere un salotto non molto diverso da molti altri e che si muove secondo le stesse logiche lobbystiche. Giornalisti con giornalisti, femministe con femministe, attivisti con attivisti (trovo divertente che taluni ad esempio tengano delle discussioni tra amici e sodali che potrebbero fare vis à vis o per telefono). Se poi la lobby twittera è contigua ad altri media, magari ne esce un articolo che parla addirittura di fenomeno. Un fenomeno “da salotto”, appunto. Qualche dubbio l’avevo espresso citando in un mio vecchio post l’articolo di Malcom Galdwell  Small Change e, anche con tutto l’interesse per le analisi (vere) di Manuel Castells nel suo ultimo …

donne prese nella Rete

Innanzi tutto devo dire che mi aspettavo una partecipazione maggiore. Poi ho cominciato a pensare che molte blogger che avrebbero voluto esserci non erano riuscite a dividersi tra un inserimento all’asilo e un evento al Social Media Week: ecco il primo effetto collaterale di Le Donne Fanno Rete organizzato da la27esimaOra, il blog al femminile de Il Corriere della Sera. Devo anche dire che io sono andata a questo evento aspettandomi risposte alle riflessioni fatte nel post Donne e politica 2.0 e in parte, devo dire che l’ho avute. Così in questo blog accennerò più agli aspetti di relazione e sociopolitici della presenza delle donne in Rete, tralasciando l’aspetto imprenditoriale pur interessante (ma non si può mica far tutto!). Ultima premessa infine, se scrivo qui è perché alla fine della conferenza non c’è stata alcuna possibilità di dibattito. E devo dire che, visto il titolo e vista la natura del fenomeno donne-in-Rete, non è mancanza da poco. La 27esimaOra è un bel blog nato dopo l’8 marzo di quest’anno in cui scrivono 15 firme del …

donne e politica 2.0

La prossima settimana sarà densa di appuntamenti a topic trasversale: donne, politica e web. Il Social Media Week di Milano dedicherà vari appuntamenti al tema, ma il 24 settembre Milano ospiterà anche il Mom Camp (che in ogni caso richiama una delle lobby più potenti nel web,  le mamme), che farà da apripista all’evento organizzato a Bologna da GGDBologna e Donne Pensanti e, a fine ottobre al Feminist Blog Camp. Le associazioni femminili e le donne singole sono molte attive in rete, si sa. Qualcuno pensa che questo non sia un tratto positivo, perché descriverebbe ancora una donna che parla dal focolare domestico, aiutata da una tecnologia amica, quella sì, ma con l’ingrato compito di sopperire alla mancata possibilità di essere realmente e fisicamente presente nelle stanze dei bottoni. È una considerazione su cui bisognerebbe riflettere. Perché davvero, per le donne, la comunione in Rete di iniziative e programmi è cosa importante. E se la forza della Rete si rivelasse un bluff, un palliativo per ambizioni, magari politiche, mancate, sarebbe grave. Non che io non …

tanto rumore per nulla… o no?

@font-face { font-family: “Cambria”; }@font-face { font-family: “Helvetica Neue”; }p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: “Times New Roman”; }div.Section1 { page: Section1; } Qualche post fa un’amica di Ipazia mi ha mandato in un commento un’interessante mappa della diffusione degli accessi Internet da casa. L’Italia, as usual, sta agli ultimi posti. Secondo gli ultimi dati, solo il 51,9 per cento delle famiglie italiane si collega a Internet, contro il 70 e più della media europea. Se consideriamo poi che questo 50 per cento è ulteriormente parcellizzato per interessi, fasce d’età e conoscenze telematiche, beh, allora viene proprio da pensare che quello che passa su questo intangibile mezzo, almeno per ora, almeno in questo Paese, non è altro che… parole nel vuoto. Internet sarebbe il solito salotto, più o meno buono, più o meno chiuso, e solo se si riesce ad uscirne si può incidere realmente sul cambiamento o fare opinione. Basta un bel filmatino in tv, magari posticcio ma ad effetto, che centinaia di petizioni con annesse firme, migliaia di …