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Elizabeth Holmes, il nuovo Jobs è donna

A guardarla, con quel dolcevita sempre identico, i pantaloni e le scarpe basse rigorosamente neri, la sua reticenza assertiva, non si può fare a meno di essere d’accordo con chi l’ha definita uno Steve Jobs al femminile. Di questo per altro, Elizabeth Holmes, 31 anni, la più giovane milionaria del pianeta grazie a un patrimonio di 4,5 miliardi di dollari e una società da lei fondata, la Theranos, valutata per 10, si è piuttosto risentita; tanto che alla rivista Fortune ha rivelato che è solo per distrarre l’attenzione dalla sua persona e fare in modo che ci si concentri su quello che dice, che ha adottato il look alla Palo Alto. Sta di fatto che, nella retorica giornalistica, che poi comprende un fiume di interviste e lunghi articoli da Business Week a Forbes, dalla CBS a Elle Usa, il personaggio Holmes ha molto a che fare con quello dell’imprenditrice messianica che promette di cambiare il mondo a colpi di innovazione tecnologica. Alla Jobs, insomma. Qualcuno ha anche sostenuto che era proprio lei quello di cui aveva …

giovani, donne e mediocrazia

Il giorno in cui è morto Steve Jobs ho twittato questo messaggio: «Immaginatevi il giovane Jobs in Italia. Immaginate cosa sarebbe riuscito a fare. Ecco, ora sapete quanto è messo male questo Paese». Basta poco, in fondo, per rendersi conto del gap tra noi e il resto del mondo. Non serve nemmeno che ce lo dica Mario Draghi a Sarteano che l’Italia sta bruciando il futuro dei giovani. Lo sappiamo. Sappiamo che il talento dei giovani, in coppia sempre con il talento delle donne, è spesso solo un argomento buono per dotte pagine di giornali, un atto dovuto per non sentirsi troppo lontano dai temi comuni dell’attualità. Ma alla fine nessuno ci dice perché questo Paese considera i giovani e le donne un fastidio e non una risorsa. Nessuno ci dice che cosa impedisce di valorizzare i talenti e le idee. Quando parlo con amici che lavorano all’estero, Stati Uniti, Spagna o Germania, la costante della differenza tra noi e loro non sta tanto nella gravità della crisi, quanto nella nostra incapacità cronica di riconoscere …