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Una scuola tutta per noi

Che cosa è la scuola? La risposta più semplice sarebbe: il nostro futuro, ma forse è imbevuta di una certa retorica. Che cosa è la scuola, allora? Per una parte dei genitori, molti, un investimento sui propri figli; la pianificazione, responsabile e scrupolosa, di un domani migliore. Non basta. Che cosa è la scuola, allora? Una palestra di vita, una possibilità di incontro, e scontro, un percorso di formazione verso la cittadinanza. Pretendo troppo. È bene ricordare che, secondo la Costituzione Italiana, la risposta sta nell’articolo 34 che recita: “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. È con queste premesse, a mio parere, che si deve leggere il libro di Carolina Pacchi e Costanzo Ranci White Flight a Milano. La segregazione sociale ed etnica nelle scuole dell’obbligo (FrancoAngeli). È con queste premesse perché prendere atto, essere consapevoli di cosa è successo e sta succedendo nelle nostre …

Io, che ho conosciuto Primo Levi

Stavo leggendo l’ennesimo post sulla Giorno della Memoria e mi è tornato in mente un episodio della mia testarda gioventù. Primo Levi io l’ho conosciuto davvero, e non è stato uno di quegli incontri organizzati per i tanti studenti e studentesse di uno dei tanti licei. Anche se al liceo io andavo (a Sarzana) e a Torino, in quella casa di cui ricordo solo la grande scala e una stanza dai soffitti altissimi (per me), ampia ma disadorna, luminosissima ma lievemente in disordine, ci andai con la mia professoressa di italiano e latino e la mia compagna Serena. Fu un incontro chiesto con una certa insistenza, anzi, in un certo senso, fu un incontro raccomandato visto che fu solo grazie a certe conoscenze di vicinato di Serena  che riuscimmo a chiedere a Montale (sì, Eugenio) se poteva farci da intermediario e domandare a Levi se aveva il tempo per incontrare due studentesse, le quali da lui, e da lui solo, volevano avere chiarimenti sul libro La Tregua. Ma fu solo, e oggi più che mai …

vanna e marta

Un mese (quasi) senza scrivere. Non era mai accaduto. A volte mi limito a guardare. Mi guardo e guardo. Vanna stava fin dal primo mattino in spiaggia con il marito. Arrivavano (presumibilmente) presto, con tanto di sdraio e ombrellone. Lui brontala che i bambini giocano a calcio nella spiaggia libera. Fa caldo e sbofonchia. Vanna incontra delle sue amiche che la invitano a fare una passeggiata sul bagnasciuga. Devo chiedere il permesso, dice. E poi, posso andare? Se posso sapere dove, risponde lui. E quando torni anche, perché anch’io ho delle cose da fare: non posso mica star qui a controllar le borse. Vanna se ne va con le amiche: la spiaggia è lunga e il mare freddo cristallo. Passa una mezzora e tornano le amiche. Vanna non c’è. Per un attimo spero l’impossibile, poi l’indisponenza di lui si fa pressante. Bisogna rispondergli: sai come son le donne, una chiacchiera tira l’altra! Arriverà, non ti preoccupare. E Vanna arriva. Prostrata, balbettante, si scusa. Non me ne sono accorta. Non lo faccio più. Si siede sotto …