All posts tagged: talento

Talenti trovati e… dispersi

La domanda del momento è: chi saranno i 500 fortunati scelti dal Ministero dell’Istruzione che, tra i super bravi degli ultimi due anni delle scuole superiori, saranno finanziati per portare a compimento, tra master all’estero e formazione ad hoc, il loro piano di studi? Perché, nel Student Act inserito nella prossima legge di Bilancio del Governo Renzi, qualcosa da capire c’è. Fatto salvo che in dieci anni il nostro Paese ha visto diminuire le immatricolazioni all’Università di un 20 per cento (dati Ocse) e che quindi un problema di accompagnare allo studio esiste, restano da chiarire i criteri di selezione. I voti in pagella? La lode? Una particolare attitudine che solo un talent scout può scovare? Dal Miur rispondono che ai criteri di scelta ci devono ancora pensare, anche perché, per ora, il programma è solo su carta. Quello che invece è nella realtà sono i dati della scuola italiana. Che ha una percentuale di studenti eccellenti inferiore alla media Ocse (uno studente su quattro è un low performer nelle tre competenze di base, lettura, …

Del talento e della fatica

La professoressa Daniela Lucangeli è vice-presidente dell’Associazione Gifted and Talented Education e professore Ordinario di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso l’Università di Padova. Con lei, in occasione di un mio articolo per Gioia, ho parlato di valorizzazione del talento e di pratiche educative nella scuola. Ecco l’intervista integrale.  Come riconoscere, e valorizzare, i bambini e le bambine ad alto potenziale? L’argomento è complesso. Anni fa l’ufficio scolastico del Veneto rilevò che quasi il 62 per cento di studenti ad alto potenziale cognitivo abbandonava la scuola dopo la terza media. Il problema, oltre che economico, era evidentemente anche etico. D’altra parte, quello che è stato rilevato in Veneto succede anche su ampia scala, tanto che è l’Organizzazione Mondiale della Sanità a dire che i bambini ad alto potenziale cognitivo sono spesso segnalati tra quelli che hanno difficoltà emotive e sociali. In ogni caso, siamo in presenza di un gifted children quanto il QI supera i parametri di norma, ma l’idea non è tanto la valutazione della quantità quanto della qualità: difficilmente si hanno potenziali alti in tutte le funzioni, semmai, si …

Sei. Abbasso la scuola. Media

Questo è un post-puntata serio. O quasi. Forse perché tornata dalle vacanze bisogna darsi un tono. O forse perché, la scuola, e soprattutto l’inizio della scuola media, una cosa seria la è davvero. E ora, ci siamo quasi. Quindi, da mamma illuminata, mi sono preparata. Ho studiato. Ho preso un libro uscito a febbraio 2014 di Katia Provantini dal titolo Scuola Media. Manuale per la sopravvivenza (più chiaro di così) e ho fatto il mio dovere. Sì perché, intravedo le titubanze, i sentimenti contrastanti che vanno dal timore alla curiosità. La voglia di cominciare qualcosa di nuovo, e poi quella di restare a montare mattoncini Lego per il resto della vita. Chi non lo farebbe. Perché poi, ho scoperto, è la preadolescenza, questo periodo che coincide con l’ingresso nella scuola media appunto, a essere la fase critica per eccellenza. Quella in cui il vuoto della crescita si materializza come paura di non farcela, di non essere all’altezza. Me lo ha spiegato bene Provantini. Si esce dall’età dorata per entrare in una sorta di infernale montagna russa …

Il talento e il drago

Durante la finale del Roland Garros, più o meno a metà del secondo set, quando l’autismo agonistico di Rafael Nadal stava alzandosi implacabile come il sole ogni mattina, mio figlio mi chiede: «Ma ci si deve allenare tanto per diventare campioni?». Parrebbe una domanda ingenua, ma all’età di 11 anni, quando stai per crescere sotto il segno del talent nella costellazione dello show, mi è sembrata una buona occasione per avventurarmi in un sacrosanto elogio del farsi il mazzo. Sono convinta che l’ideologia dell’immediatezza del talento abbia consegnato  all’insoddisfazione almeno una generazione. E che non si debbano nascondere la fatica, il sacrificio, talvolta le rinunce, che si celano dietro il perseguimento di un sogno o di una passione. Lo so che vedi una demi volée di Roger Federer, che raramente persino suda, e sembra che venga tutto facile. Lo so che Maria Sharapova la fotografano sempre modello sfilata e non mentre si spacca la schiena in palestra, ma la fatica è, in vero, la cosa più nobile che esista. Non so come invece, o se per una sorta di …