All posts tagged: The Gender Equality Project

no woman no party

Quale infinita tristezza. Concentrato di mediocrità, di mancanza di idee, di decenza. Odore di muffa e di noia. Più che di vacanze, come molti si affrettano a scrivere oggi. Ho seguito tutto il dibattito alla Camera. Di quello al Senato ho visto di strascico Rutelli, poi ho avuto pietà di me. Nessuna donna ovviamente. Più della metà del Paese che non parla. Sta seduta e ascolta. L’altra metà forse mercanteggia, stabilisce un prezzo, misura la propria convenienza: è la nuova declinazione della responsabilità nazionale. Altro che vacanza, altro che festa. No woman, no party. Non è la soluzione finale, e nemmeno quella totale, ma potrebbe essere l’inizio. Non vorrei rispolverare The Gender Equality Project, il Cedaw, o le ricerche Goldman Sachs, potete sempre andarli a vedere (anche in questo blog). Certo, un colpo di reni qualcuno avrebbe potuto averlo: tipo lavoriamo ad agosto e mettiamo le basi per una nuova legge elettorale. Qualcuno poteva anche essere una donna: vi fanno stare sedute, ma mica vi hanno ancora tagliato la lingua. Quando è che ci svegliamo? …

sante subito… anche no

Sono colpita dalla schizofrenia della comunicazione, anche o soprattutto giornalistica. Un articolo di Paola Pica dedicato alla Fondazione Bellisario-Beyond, pubblicato sul Corriere della Sera di oggi, sembrerebbe tirar la carica, e il traguardo si spera felice,  alla legge sulla parità di quote di genere che domani sarà presentata in Senato. Se non altro perché si legge, come sostiene la banca d’affari americana Goldman Sachs, l’aumento della presenza delle donne potrà portare alla crescita del 22 per cento del Pil. Poi continuo a sfogliare, arrivo alla sezione lavoro, e trovo un doppio paginone sulle mamme che, per trovare eguale soddisfazione tra maternità e carriera, si sono raccomandate a Sant’Iva (la Partita ovviamente). Volti felici e sorridenti, circondati da bambini bellissimi o da sereni pancioni. Immagini che cancellano in un attimo, con una sorta di mistificazione consolatoria, la sofferenza e la fatica delle scelte che queste stesse donne hanno dovuto compiere. Segue una (giustissima) esaltazione del loro coraggio e della loro capacità impreditoriale. E tale è la gioia di questa fuga felice dal mondo del lavoro, che …

e se il gioco si fa duro…

Esiste un senso della vita? Una sottile ironia che dipinge i nostri giorni che ci ammonisce, o ci rassicura, sulle strade che stiamo intraprendendo? La notizia di questi minuti è di quelle che sembrano essere segnate da un caso per niente casuale. Berlusconi a giudizio per rito immediato davanti a un collegio di tre donne tre. Fazione e strumentalizzate, certo. Ma pur sempre donne. Strana, questa invasione in rosa. Quasi sospetta. Questa mattina anche Giuliano Pisapia, candidato sindaco di Milano, ha annunciato il 50 per cento di presenza femminile nella prossima giunta comunale. Bene. Da Davos (vedi il post vedo rosa) alla pianura padana, The Gender Equality Project, sottotitolo Equal Value, Equal Respect, sembra risvegliare coscienze civili e politiche. Non che io sia contraria alle quote rosa, tutt’altro. Ma Ipazia mi ha insegnato a vigilare, perché una delle armi del potere è quella di aggrapparsi al cavallo vincente, per poi scaricarlo, stremato e sfinito, appena recupera la sua forza. Non dobbiamo dimenticare la lezione di Michelle Ryan e Alex Haslam dell’ Exeter University. Non dobbiamo …

vedo rosa

Il tema delle quote rosa è di grande attualità. Dopo anni si è capito che non basta la speranza per ottenere la parità di genere, ma bisogna stabilire delle regole per facilitare che ciò avvenga. Nel mio post Comunicazioni di Servizio avevo già parlato della legge Golfo-Mosca, mentre è di pochi giorni fa la notizia che il Governo francese vuole introdurre le quuote rosa per i vertici dell’Amministrazione statale. Oggi, all’annuale Economici Forum di Davos, dove le donne certo non sono mai state la maggioranza, sarà presentato The Gender Equality Project, sottotitolo Equal Value, Equal Respect. Alcune multinazionali in Francia, Germania, Canada, avvieranno un protocollo che porterà a una partecipazione equa di donne nelle posizioni chiave. Parole chiave, talento, valore delle idee, crescita. Tutti i vari CEO sono stati concordi nel dire che  The Gender Equality non è solo giusto per il businness, ma è essenziale per il businness. Insomma, se le aziende vorranno continuare a crescere, meglio che si organizzino a far entrare nel loro esercito di risorse più cervelli vivi, organizzati, e donne.  …