All posts tagged: turismo

È tempo di vendemmia

Un esercito di vignaioli sta per invadere le cantine nostrane. Vestiti con gonnelloni o pantaloni corti, disposti a sporcarsi di terra e schizzi di mosto, con cappelli di paglia e armati di grembiule, cesto e forbici, sono tredici milioni gli enoturisti che ogni anno decidono di passare  tra botti e filari almeno una giornata o qualche ora. Sempre di più scelgono quella che viene chiamata la vendemmia esperienziale: provare in prima persona a raccogliere l’uva, sperimentare raspatura, pigiatura a piedi nudi, assaggio del mosto. Secondo Nicola D’Auria, presidente del Movimento Turismo del Vino, l’associazione che conta novecento cantine in tutta Italia e che ogni autunno organizza Cantina Aperte in Vendemmia, in tre anni i novelli contadini si sono triplicati, agevolati forse da una nuova legge ad hoc in grado di normare, e quindi di facilitare l’organizzazione, tutte le iniziative ospitate nei luoghi del vino. Che sono tante. Nelle tenute vinicole non solo si raccoglie uva, ma ci si ferma per un pic-nic (Cantina Endrizzi di San Michele all’Adige, in Trentino); si pratica il nordic walking …

Engadina: la montagna perfetta

Indicare le vette con un dito, che sembrano vicine vicine, e chiamarle per nome. Senza mettersi a studiare la carta geografica stampata sul solito leggìo che, possiamo confessarlo, non rassicura mai completamente la nostra curiosità. E invece, grazie all’installazione Ils Trais Piz di Fabian Forrer, saliti ai 2456 metri di Muottas Muragl, basta fidarsi delle sagome delle vette riprodotte dalle lastre di metallo arrugginito e inquadrare le montagne misteriose con il mirino. Eccole: Piz Bernina (4049 m.), Piz Julier (3380 m.), Piz Ot (3246 m.). Chi ne indovina di più, vince. Siamo sul balcone dell’Engadina, da qui lo sguardo abbraccia l’intera valle fino al Malojia, con il suo susseguirsi di specchi d’acqua: Lej da Staz, il lago di St. Moritz, poi quelli di Silvaplana e di Sils. Un colpo d’occhio che alcuni, come l’artista Ramon Zangger che qui a Muottas ha sistemato l’opera Bernina Glacier, una scatola in legno di cirmolo con una stretta feritoia che inquadra il maestoso gruppo del Bernina, considerano quasi un capolavoro della natura. Perché l’Engadina, con i suoi colori sempre nitidi …

In vacanza a casa dell’architetto

Non è certo il confort che spinge a soggiornare in una delle venti stanze all’interno del L’Unité d’Habitation di Le Corbusier nella periferia di Marsiglia. Di radioso, quelle camere fin troppo minimaliste con mobili originali dello stesso Corbu, Charlotte Perriand e Jean Prouvé, hanno la vista e un glorioso passato, ma non lo standard a cui siamo abituati oggi quando dormiamo in un cinque stelle. All’ingresso qualcuno fa notare che le targhe dei residenti riportano un ugual numero studi di architettura e di psichiatri, e che i lunghi corridoi potrebbero suscitare sinistri pensieri. Tuttavia l’architettura, soprattutto quando è rivoluzione dell’abitare, è anche un’esperienza da vivere. Ne sanno qualcosa Connie Lindor e Scott Muellner, a loro volta laureati in architettura all’Università del Minnesota College of Design, e fondatori di PlansMatter.com, il sito sui cui si possono affittare, anche per il breve periodo di una vacanza, case di architetti moderni e contemporanei. C’è la Kinney House di Frank Lloyd Wright a Lancaster (foto di apertura), nel Wisconsin, progettata nel 1951 per la famiglia Kinney, ed esempio perfetto …

Ma che bell’ostello

Dimenticatevi gli zaini in spalla, le camerate senza fine e le code in bagno. Dimenticatevi l’insegna dimessa, la mensa incolore, gli afrori e i rumori post adolescenziali. L’ostello cambia abito, organizzazione e di conseguenza clienti. Un po’ più maturi di quelli che abitualmente vedevamo girare l’Europa con l’Interrail, un po’ meno compassati di quelli che “se non è Grand Hotel non entro”; oggi chi varca la porta di un new hostel ha voglia di belle camere e servizi intelligenti a un prezzo adeguato. E non è detto che il giorno prima non abbia dormito in un cinque stelle. Solo che l’ostello, soprattutto per chi viaggia in famiglia, può essere un’esperienza divertente in sé. Accanto a servizi da hotel come il baby sitting o la Spa, i new hostel vantano anche lounge bar aperti a tutti, sale per eventi, parchi gioco. Succede anche al nuovo AO Hotel & Hostel inaugurato a Venezia Mestre qualche mese fa (nella foto di apertura una doppia) e primo di altri ostelli della catena che apriranno a Genova, Siena, Firenze, Roma, …

Valsesia: rafting ed ecomusei

Ai piedi del Monte Rosa, ma lontano dai luoghi comuni del turismo estivo del Monte Rosa. Si potrebbe riassumere così, il senso della Valsesia. Che pure offre angoli autentici di relax e divertimento in un territorio dominato dall’antica cultura Walser. Alagna, Riva Valdobbia, Rassa, Rima, Rimella e Mollia, sono solo alcuni dei paesini in cui le case, interamente in legno, i tetti in pietra, i balconi a graticci, raccontano di un popolo che è riuscito a vivere dove nessuno, prima di loro, aveva pensato di stabilirsi. Il cuore, almeno emotivo, della zona è il Sacro Monte di Varallo, la “Nuova Gerusalemme” voluta dal frate francescano Bernardino Caimi per avere una sorta di Terra Santa montana. Da Alagna Valsesia dista una cinquantina di minuti, ma una gita è consigliata anche perché da qui si ha una vista, non solo su Varallo, da cui si sale con una passeggiata di una ventina di minuti, ma su tutta la valle. Da qualche tempo poi, l’Associazione Culturale Guide Turistiche del Sacro Monte, organizza visite teatralizzate, in costume tipico e …

Alpbachtal: dove tutto è più verde

Dicono che sia il più bel paese dell’Austria. Infiniti prati verdi, casette di legno linde e fiorite, un cielo dipinto. La montagna perfetta insomma, e di questo bisogna ringraziare la lungimiranza delle amministrazioni che fino al 1953 imposero l’obbligo di costruire gli edifici solo in legno. L’isolamento dalle altre valli fino gli anni Venti aveva fatto il resto, ma ancora oggi, se non fosse per il Forum Europeo che ogni anno a fine estate chiama grandi nomi a parlare di politica, economica, finanza, salute e tecnologia, Alpbach sarebbe un idillio bucolico riservato a pochi. Superare il confine e arrivare nell’Alpbachtal Seeland, tra le alpi di Kitzbühel e le montagne del Rofangebirge, richiede è vero un po’ di tempo, ma, una volta scesi dall’auto, si capirà subito che ne è valsa la pena. E se poi si sale a Lauserland prendendo la funivia di Wiedersbergerhornbahn, ci si accorgerà che il paradiso è soprattutto per i più piccoli, quelli più vivaci soprattutto, soprannominati “lauser” appunto, che qui trovano quaranta postazioni tra parchi acrobatici con funi, torri, tunnel, …

Il mito di Airbnb. È tutto vero?

Che cosa fai se è metà maggio e ti sei messa in testa di andare in Islanda? L’aereo lo trovi, certo, e quella sarà la spesa minore che affronterai. Poi inizi a prenotare e, come avevi letto in ogni dove diffidando, scopri ci dovevi pensare almeno sei mesi prima. Trovare una sistemazione decente in Islanda, a meno che non si abbia una grande disponibilità di denaro (media di una doppia tre-stelle-si-fa-per-dire con bagno privato 300 euro), o un grande spirito di adattamento (ti piazzi con la tua tenda dove vuoi), può risultare difficile. Senz’altro, tra le soluzioni che promettono di essere più economiche (per quanto economica può essere l’Islanda), c’è l’uso di Airbnb che consente di mettersi in contatto anche con i privati che affittano case o parti di esse. Il #giroinIslanda è stato quasi per intero organizzato prenotando su Airbnb. Era la prima volta che facevo questa esperienza con la famiglia, esperienza che, come amano ripetere gli inventori della piattaforma, “permette di creare autentici legami con le persone che ti ospitano”, e quindi del …

Un altro #giroinIslanda. Parte 5

Forse a Eskifjörður è venuto giù il cielo, ma alla mattina almeno, la pioggia non c’è più ed è rimasto solo il vento. Forte, come indica anche il sito della viabilità che sconsiglia vivamente, a camion e a chi ha un traino, di viaggiare in questa parte dell’isola. Noi non facciamo parte né dei primi né dei secondi e quindi ci infiliamo in aiuto e partiamo. Il cielo, intanto, comincia dare spettacolo. Il blu si riga di pennellate bianche mentre in basso, qualche nuvola sospesa abbraccia ancora le cime delle colline. L’orizzonte brilla, perché il mare si muove e sbatte contro le coste che si sono fatte di nuovo alte per proteggere le spiagge nere. Passiamo Djúpivogur, poi la baia di Lónsvík, quindi gli specchi d’acqua di fronte al Vestra-Horn, che chiamarla montagna con i suoi 500 metri scarsi fa un po’ impressione, eppure l’imponenza è quella: corni di rocce magmatiche che si innalzano e poi scivolano giù in pendii granulosi e grigi. Davanti, sono solo dune di sabbia basaltica, rive infinite rincorse dalla spuma …

Un altro #giroinIslanda. Parte 3

Ci sono cose da veri vichinghi che uno deve fare. Mangiare il Harðfiskur (il pesce essiccato da mangiare con il burro salato), è stato detto. Fare il bagno nell’acqua calda naturale, è quasi scontato. Poi però devi convincerti che è luglio, e anche se ci sono 7 gradi, è estate. E, in estate, si mettono le maniche corte e si fanno i pic nic all’aperto. A Hólmavík, incuranti delle nubi all’orizzonte e del vento che avrebbe portato via ogni tovagliolino di carta, ci siamo comunque fermati nella bella area verde attrezzata al porticciolo e ci siamo apparecchiati ben bene. No, non eravamo soli. C’erano anche i cugini e la famiglia di un paio di ragazzini che nella piccola baia lì davanti andavano a vela. In maglietta, naturalmente. Affranti dalla nostra manifesta inferiorità nella termoregolazione, torniamo sulla Ring Road: il traffico ritrovato quasi ci stordisce e di malavoglia ormai ci avviciniamo a Hvammstangi, alla base della penisola di Vatnsnes, dove ci sono altre colonie di foche: la strada qui è completamente sterrata, ci si mette più …

Un altro #giroinIslanda. Parte 2

Ovviamente i biglietti per il traghetto che ci porta a Brjánslækur e agli Westfjords li avevamo comprati on line. Qui però, nel Paese che usa i contanti forse sotto tortura e fa tutto su Internet, i biglietti on line, pur stampati, servono solo per andare a ritirare quelli veri. Meno male che non c’è ressa e si può fare avanti e indietro fino allo sfinimento. Sul traghetto ho una piacevole conversazione con una donna islandese che sta andando a trovare la mamma che abita in una casa isolata (perché esistono case non isolate?) a Tálknafjörður, dove anche noi ci fermeremo per una notte. Mi dice dove andare ad avvistare le foche, dove troverò più caldo e bagni naturali e liberi, mi dà anche qualche consiglio che non potrò seguire (la zona disabitata e deserta del nord est non è compresa nel “Giro”), e mi avverte di strade molto sterrate e di gallerie molto strette scavate nel basalto: «Sono difficili, ma con la dovuta attenzione le fanno tutti! Ci sono solo quelle!». Appena scopre che sono …