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Egadi, Odissea blu

[Articolo pubblicato su Sette il 11 luglio 2014] C’è chi dice che la storia delle Egadi, l’anima di questa manciata di isole nel blu più blu del Mediterraneo, sia la storia della pesca del tonno. Ma i tonni in queste acque hanno cominciato a scarseggiare a partire dagli anni Settanta a causa dell’inquinamento acustico e delle tonnare volanti nello stretto di Gibilterra, mentre le tonnare di corsa, o “di attesa” come le chiamano da queste parti, prima quella di Formica, la più pescosa e meno conosciuta, poi quella di Favignana con lo stabilimento Florio, oggi museo di archeologia marina e cultura isolana, hanno cessato di essere calate in mare poco dopo. Eppure, chi si trovasse a navigar per questi lidi, abbagliato dal bianco calcareo e dai fondali cangianti, non potrebbe far a meno di abbandonarsi a quella che, se non è più storia, è almeno mitologia. La mattanza, un rito che qui si è prolungato, ultimo ad arrendersi nel Mare Nostrum, fino al 2007, ha ancora i suoi eroi. Eroi che oggi accompagnano in giro per …

Maledetto Galles!

[Articolo pubblicato su Sette/CorrieredellaSera del 21 maggio 2014] Come ogni leggenda che sia degna di rispetto, Dylan Thomas morì giovane in circostanze poco chiare (la versione della morfina somministrata per lenire le difficoltà respiratorie non ha mai soppiantato quella del poeta finito al St. Vincent Hospital di New York dopo essersi scolato diciotto bottiglie di whisky alla White Horse Tavern in Hudson St), fu rincorso da fama improvvisa e debiti, e venne, in egual misura, odiato e idolatrato. Quello che è certo, è che la sua poesia è imbevuta, fino all’ultimo verso sì, del paesaggio del Galles. Onirico e turbolento, selvaggio e innocente, disperatamente romantico. Come la penisola di Gower, sulle cui coste Dylan Thomas amava camminare portando i suoi demoni – diceva lui stesso – a prendere una boccata d’aria. Nel centenario della nascita, tutto il Galles ospiterà fino a novembre, una serie di eventi per celebrarne l’opera. Reading di poesia, mostre, spettacoli teatrali, concerti e conferenze, terranno vive alcune delle località più amate. Dai villaggi di pescatori come Llansteffan e Rhossili che ispirò, in …

Mal di Puglia

  [Articolo pubblicato su Sette/CorrieredellaSera del 23 maggio 2014] Si intitolava Constitutio sive encyclica super massariis Curiae procurande et provide regendis e fu lo strumento con cui Federico II di Svevia organizzò tutte le masserie pugliesi. Se si vuole trovare un anno zero per l’impronta paesaggistica di questo stralcio di Bel Paese, lo si può forse rintracciare in questa sorta di decreto che era poi il sogno del Puer Apuliae di fare di queste case agricole dei luoghi di sperimentazione per un miglior sfruttamento del territorio. Campagne, pascoli, zone boschive. Il disegno di quelle armonie verdi che oggi si vede attraversando in macchina il tacco d’Italia è cominciato allora. E per goderne con gli occhi, ancora oggi, si può salire sopra la più alta delle colline delle Murge fino a Castel del Monte, il segno visibile del potere di Federico: il golfo di Manfredonia, la terra di Bari, i sassi delle Murge, l’orizzonte sempre più chiaro del basso Adriatico, sono davanti a noi. Così come i trulli, i santuari, i castelli, i campi coltivati, tutto. La …