All posts tagged: World Economic Forum

L’invasione delle supereroine

Un film horror. Fino a pochi anni fa, era questo l’unico genere cinematografico in cui le donne comparivano più degli uomini (53 per cento). Certo, appena si considerava il tempo in cui le attrici avevano agito e parlato come esseri pensanti, ecco che la bilancia si riposizionava in favore dell’altro sesso; ma del resto, sempre meglio di quel risicato 29 per cento a loro riservato nei film d’azione. È uno dei tanti dati elaborati con il Geena Davis Inclusion Quotient (GD-IQ) del The Geena Davis Institute, la fondazione voluta dalla star hollywoodiana di Thelma&Louise per far emergere la disparità di genere nell’industria cinematografica. «Abbiamo iniziato a raccogliere dati sui film nel 2007» dice Madeline Di Nonno, Ceo della fondazione, «da quando la stessa Davis notò che i film che guardava sua figlia, cartoni animati compresi, erano senza personaggi femminili. Negli ultimi anni, il software GD-IQ ha rilevato, per la prima volta con matematica esattezza la mancanza di ruoli femminili ma, dopo aver presentato i dati 2016 a produttori, dirigenti, sceneggiatori e attori, abbiamo visto che, …

Daddy Power

Se è vero che non basta mettere al mondo figli per essere genitori, è pur vero che senza materia prima è difficile esercitarsi. Sulle mamme e sulla maternità sproloquiato a sufficienza. Sui papà e la paternità, è un crescendo di interesse che si qualifica subito in un daddy power. All’ultimo World Economic Forum di Davos ci si è chiesti, con una certa insistenza, quale fosse il futuro della paternità, tanto che l’intervento dello psicologo Adam Grant è stato uno dei più seguiti ance sui social network. Perché non si può parlare di parità di genere senza dare un senso, anche economico, al ruolo del padre. Parafrasando quello che ha detto Lebogang Keolebogile Maruapula per le donne: investi in un padre e lui investirà nella comunità. Ovviamente, il congedo parentale, era in cima a tutti i pensieri. Per esempio, la Svezia promuove un coinvolgimento totale di entrambi i genitori e consente ai padri di prendere almeno un mese di pausa. Oggi, 9 padri svedesi su 10 usufruiscono in realtà di un congedo di più di 6 settimane, con il risultato di un aumento del reddito delle …

2020: il futuro non è rosa

[Articolo pubblicato su LeiWeb il 5 novembre 2013] Non è facile parlare di leadership femminile e gender diversity dopo i recenti dati di Confartigianato. Lo scarso investimento nel welfare (20,3 miliardi, equivalente all’1,3 per cento del Pil, che poi sono il 39,3 per cento in meno rispetto alla media dei 27 Paesi Ue) impedisce alle famiglie di conciliare lavoro e vita privata, e alle donne, su cui ricade la maggior responsabilità dei lavori di cura, di lavorare. Eppure, in Italia, le donne imprenditrici e lavoratrici autonome sono le più numerose di tutta Europa (il 6 per cento in più rispetto alla media europea). Eppure l’Europa, il 14 ottobre, ha dichiarato in una nota che la presenza delle donne ai vertici delle società quotate in borsa è salita al 16,6 per cento: quasi un punto percentuale in più rispetto a un anno fa (qui i link dati). In quello stesso giorno, la Commissione europea ha proposto un’altra direttiva per affrontare lo squilibrio di genere nei consigli d’amministrazione. Oltre alle così dette quote rosa, e all’invito agli …

Resilienza, parola magica per uscire dalla crisi

Articolo pubblicato su Sette/Corriere della Sera il 7 maggio 2013 Una parola rubata all’agricoltura e alla psicologia sta diventando la chiave di accesso alle nuove pratiche ambientali ed economiche per vincere la crisi. È la resilienza, ovvero l’arte di adattarsi al cambiamento trasformando le incertezze in occasioni e i rischi in innovazione. Un nuovo modo di pensare l’impresa e il ruolo della società che sta dando i suoi frutti anche in Italia Dall’agricoltura all’economia. Chissà se la psicologa americana Emmy Werner, che alla fne degli anni Ottanta studiò la risposta alle diverse diffcoltà della vita (nascite diffcili, povertà, alcolismo, malattie mentali, violenza) di 698 neonati dell’isola hawaiiana di Kauai, si aspettava una diffusione così capillare della parola resilienza. Una capacità di resistere alle crisi e, insieme, di re-inventarsi, evocata da Barack Obama e dal World Economic Forum di Davos, dalle convention ambientaliste e dall’imprenditoria sociale e cooperativa. Eppure, fno a poco tempo fa, in Europa si parlava di resilienza soprattutto riferendosi agli esseri umani, bambini o adulti, che avevano subito un trauma, e uno degli studiosi …

e se il gioco si fa duro…

Esiste un senso della vita? Una sottile ironia che dipinge i nostri giorni che ci ammonisce, o ci rassicura, sulle strade che stiamo intraprendendo? La notizia di questi minuti è di quelle che sembrano essere segnate da un caso per niente casuale. Berlusconi a giudizio per rito immediato davanti a un collegio di tre donne tre. Fazione e strumentalizzate, certo. Ma pur sempre donne. Strana, questa invasione in rosa. Quasi sospetta. Questa mattina anche Giuliano Pisapia, candidato sindaco di Milano, ha annunciato il 50 per cento di presenza femminile nella prossima giunta comunale. Bene. Da Davos (vedi il post vedo rosa) alla pianura padana, The Gender Equality Project, sottotitolo Equal Value, Equal Respect, sembra risvegliare coscienze civili e politiche. Non che io sia contraria alle quote rosa, tutt’altro. Ma Ipazia mi ha insegnato a vigilare, perché una delle armi del potere è quella di aggrapparsi al cavallo vincente, per poi scaricarlo, stremato e sfinito, appena recupera la sua forza. Non dobbiamo dimenticare la lezione di Michelle Ryan e Alex Haslam dell’ Exeter University. Non dobbiamo …

vedo rosa

Il tema delle quote rosa è di grande attualità. Dopo anni si è capito che non basta la speranza per ottenere la parità di genere, ma bisogna stabilire delle regole per facilitare che ciò avvenga. Nel mio post Comunicazioni di Servizio avevo già parlato della legge Golfo-Mosca, mentre è di pochi giorni fa la notizia che il Governo francese vuole introdurre le quuote rosa per i vertici dell’Amministrazione statale. Oggi, all’annuale Economici Forum di Davos, dove le donne certo non sono mai state la maggioranza, sarà presentato The Gender Equality Project, sottotitolo Equal Value, Equal Respect. Alcune multinazionali in Francia, Germania, Canada, avvieranno un protocollo che porterà a una partecipazione equa di donne nelle posizioni chiave. Parole chiave, talento, valore delle idee, crescita. Tutti i vari CEO sono stati concordi nel dire che  The Gender Equality non è solo giusto per il businness, ma è essenziale per il businness. Insomma, se le aziende vorranno continuare a crescere, meglio che si organizzino a far entrare nel loro esercito di risorse più cervelli vivi, organizzati, e donne.  …