Me.
Leave a comment

tanto rumore per nulla… o no?

@font-face { font-family: “Cambria”; }@font-face { font-family: “Helvetica Neue”; }p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: “Times New Roman”; }div.Section1 { page: Section1; }
Qualche post fa un’amica di Ipazia mi ha mandato in un commento un’interessante mappa della diffusione degli accessi Internet da casa. L’Italia, as usual, sta agli ultimi posti. Secondo gli ultimi dati, solo il 51,9 per cento delle famiglie italiane si collega a Internet, contro il 70 e più della media europea. Se consideriamo poi che questo 50 per cento è ulteriormente parcellizzato per interessi, fasce d’età e conoscenze telematiche, beh, allora viene proprio da pensare che quello che passa su questo intangibile mezzo, almeno per ora, almeno in questo Paese, non è altro che… parole nel vuoto. Internet sarebbe il solito salotto, più o meno buono, più o meno chiuso, e solo se si riesce ad uscirne si può incidere realmente sul cambiamento o fare opinione. Basta un bel filmatino in tv, magari posticcio ma ad effetto, che centinaia di petizioni con annesse firme, migliaia di pagine di civile protesta, finiscono nel nulla. Questa mattina per esempio mi è arrivato il solito messaggio copia-incolla che avvisa che, secondo i sondaggi, il 70 per cento degli italiani non sa che il 12 giugno si voterà per quattro referendum. Copia e incolla ovunque, si ordina alla fine. Peccato che quel 70 per cento che “non sa” coincida in gran parte con il 50 per cento che “non ha” (accesso ad Internet da casa) e quindi… tanto rumore per nulla, appunto. Certo, a volte, mi ricordava saggiamente questa mattina un collega, nelle cose si forma una piccola crepa e, come scriveva Leonard Cohen, è da lì che entra la luce. Modificare il nostro modo di pensare, capovolgere il nostro punto di vista, può forse aiutarci a raggiungere nuovi obiettivi e scoprire nuove idee. Perché talvolta sono le domande a essere le migliori risposte e perché sono sempre le domande a formare quelle crepe che incideranno sulla spessa superficie della consuetudine. Io stessa scrivo su questo blog e non so per che cosa e per chi. Alla fine ognuno va avanti per la sua strada. Non perché questa sia più conveniente, ma solo perché è l’unica che conosce per sé.


P.S. a Torino, dal 13 al 17 aprile, ci sarà la Biennale della Democrazia con un ampio spazio dedicato a Internet e Democrazia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.