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tempo scaduto

Ieri sera, durante una piacevole conversazione tra donne, una cara amica scrittrice mi ha pungolato con un’acuta riflessione. «Ma siamo sicure che ci sia ancora il tempo per una politica tra donne?». Le lotte del femminismo storico italiano sappiamo come sono finite, i nostri rapporti femminili, personali e lavorativi, sono fiaccati dalla scarsa, se non nulla, abitudine a gestire le relazioni di e nel potere, e la rinascita del femminismo 2.0 è scemata ancor prima di darsi nomi e programmi. È una domanda leggittima, dico io. Se non doverosa. In queste ore stiamo colando a picco verso il baratro.  Nella testa delle italiane e degli italiani scommetto che gli ultimi pensieri vanno a temi come la democrazia paritaria, il lavoro delle donne, la distribuzione equa nei salari e nella qualifiche di tutti i lavori, compresi quelli di cura. Il tempo è scaduto, ecco. E non solo quello di questo governo. È scaduto il tempo dei quarantenni e giù di lì, a cui non è stata data la possibilità di esprimersi, sacrificati sull’altare di una gerontocrazia che non si  è fatta scrupolo di mortificare il merito e la competenza per restare al potere. È scaduto il tempo dei giovani, dei ventenni, quelli che di questo tempo vedono e capiscono, forse, solo le macerie, ma a cui sono stati rubati valori civili come la disubbidienza e l’autodeterminazione. Ovvero, il futuro tutto. Ed è scaduto il tempo delle donne. Ancora una volta, in questa politica dell’emergenza non c’è posto per loro. La questione femminile, in un Paese che ha dipinto le donne come accessorie, subordinate, è diventata essa stessa accessoria, subordinata. Abbiamo sbagliato, ho risposto alla mia cara amica scrittrice. Abbiamo sbagliato perché invece di mettere al primo posto della lista le donne, dovevamo mettere il punto di vista delle donne. Le donne non si condividono, i punti di vista sì. E non è una differenza da poco. Dovevamo far capire, in questo anno di tempo che abbiamo avuto, che le questioni e la politica di genere, l’ho già scritto, non sono questioni di parte, non sono una politica a metà. Sono, se mai, l’occasione di fare una politica per tutti, ma da un altro punto di vista. Quel punto di vista che, come diceva Giulia Bongiorno mesi fa,  potrebbe riconquistare la fiducia della gente comune. Non abbiamo fatto capire che a questo Paese le donne potevano offrire un’altra via, un’altra possibilità, e così facendo, abbiamo cancellato quella possibilità anche per noi. Soprattutto per noi. Inutile lamentarsi della scomparsa dei nomi di donna dai sondaggi, del fatto che la presenza femminile nel “Governo della Salvezza” non è nemmeno contemplata. Guardiamoci, mentre sprofondiamo nel baratro, mentre si va oltre il tempo massimo consentito. Siamo sole. O, quel che è peggio, in attesa che i soliti maschi del Bar Mario stabiliscano regole e tempi. Almeno sulla nostra fine, potevamo decidere noi.

5 Comments

  1. monica says

    forse sì forse no, proposta fai partire da questo blog un sondaggio per far emergere un punto di vista comune rispetto alla contingenza della nostra nazione
    Mi sono trovata d'accordo sulle parole della signora Annunziata, che a Ballarò ha detto di non volere andare a votare con questa legge elettorale; il governo tecnico deve prendere quei provvedimenti che portino fuori l'Italia dalla situazione di emergenza e uno di questi è rifare la legge elettorale.
    Sono d'accordo con Lucia Annunziata cerchiamo di farci sentire rispetto a questo singolo aspetto. E' tutto vero quello che dici le donne non ci sono a gestire il potere, tuttavia è ancor più intelligente affermare che questo potere non lo vogliamo almeno io non voglio comandare dovendo sottostare alla logica nepotista, voglio credere per me quarantenne e per i miei figli che ci sia un modo ulteriore di relazionarsi con il potere.
    Forse un modo ulteriore è espresso dal punto di vista delle donne.
    Rispetto agli ometti ti posso assicurare che alcuni miei conoscenti che fanno della politicuccia locale sono davvero al Bar Mario a discutere di nuove alleanze di nuove liste di allargare di escludere stanno insomma già facendo i piani per la prossima partita che giocata con questa legge elettorale è solo loro,
    io ci sto a sostenere il punto di vista che proponi proviamo a sentire le altre
    ciao

  2. Manuela Mimosa Ravasio says

    io non mi rassegno, e #2eurox10leggi ne è la prova. Bisogna convincersi che abbandonare gli “ismi” è un passo fondamentale, che non si può pensare a una politica per donne in conflitto con quella degli uomini. Quello che ho detto sul punto di vista per me è fondamentale. Perché se ci si mette al servizio di proposte concrete, non slogan e tantomento di persone che scambiano l'autorevolezza per la notorietà, allora le donne, e anche gli uomini, sono disposti a mettersi insieme davvero. Purtroppo i numeri contano. E passare da più di un milione di donne in piazza a 100 mila fa riflettere. Che cosa si è perso? Dove si è sbagliato? Personalmente ho scritto molto su Snoq anche in modo critico, pur avendo per alcune donne del Comitato di Roma, e dico Roma non Milano, profonda stima. Ma non si può continuare a nascondere le testa sotto la sabbia. In ogni caso, l'ho già scritto e lo ripeto, qui se si perde, si perde tutte, nessuna esclusa.

  3. guendalina says

    io ero già molto scettica quell'8 marzo al bar, ricordi? il tempo è scaduto per la mentalità retrograda femminista, le donne possono cambiare la nostra società, eccome se possono, ma hai ragione sono loro a dover essere al primo posto. Ieri come oggi le donne arrivano prima (vedi V. Hugo e Guediguian nel bellissimo La nevi del Kilimangiaro).
    Come per il regista per il quale il finale del libro è stato l'inizio del film, non rassegnamoci!

  4. Anonymous says

    Da un milione a 100 mila… con questa progressione il prossimo anno quante saranno? Sono d'accordo sulla questione del punto di vista ma mi domandavo proprio pochi minuti fa, che senso ha avuto questa manifestazione in questo momento? Ho visto le foto, nessuna critica alla politica del governo Monti, solo laconici “mai più senza di noi”. SNOQ risponde ad una finanziaria di questo tipo, con tagli pesanti sulle pensioni future, tasse ai soliti disgraziati, con una blanda presenza di piazza, quasi avesse paura a manifestare dissenso. Siamo al paradosso, il PD appoggia Monti insieme al PDL, Snoq che dovrebbe essere un movimento sovra-partitico, evita accuratamente ogni critica. Mi sembra che per essere un organo di controllo sia abbastanza controllato… o no? Io sono furiosa contro questo governo come contro quello precedente. Voglio la riforma elettorale subito, voglio le elezioni subito dopo e vorrei avere il diritto di sperare in governo democratico ed equo. Non sono andata a Roma oggi sono uscita da SNOQ ma domani farò sciopero con i metalmeccanici,mi sembra più urgente. Per quanto riguarda la notorietà e l'autorevolezza, che dire, credo che tu abbia centrato il problema. Silvia Noferi – Firenze

  5. Manuela, ieri, mentre riflettevo su cosa scrivere in merito alla manifestazione di sen ora quando? ho riletto questo tuo post che sicuramente ha rafforzato le mie convinzioni. Le piazze non mi appartengono più, mi appartiene la forza della rete che le donne hanno in rete, è l'unico strumento che riesco a padroneggiare e attraverso il quale posso dare il mio contributo. E come me, tante di noi. #2eurox10leggi ne è la prova. E spero possa essere il modello vincente per tante altre iniziative di cui abbiamo bisogno

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