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The Ghetto Tarot, i tarocchi per Haiti

Reinterpretare uno dei mazzi di tarocchi esoterici più celebri del Novecento, il The original Rider-Waite Tarot Deck di Pamela Colman Smith del 1909, per ritrovare la propria identità. Questo il messaggio del progetto, da cui sono tratte le immagini del servizio, della fotografa belga Alice Smeets, già vincitrice dell’Unicef Photo of the Year Award 2008, in collaborazione con un gruppo di artisti nati e cresciuti nelle baraccopoli di Port-au-Prince, gli Atis Rezistans. Ma anche un modo per allontanarsi dalle immagini stereotipate della povertà, per raccontare la cultura e la spiritualità locali, e per mostrare che anche l’emarginazione è piena di vitalità, gioia e creatività. Per gli Atis Rezistans il riciclo significa sopravvivenza, e non solo della loro attività artistica: la lanterna dell’Eremita è stata creata con vecchi metalli, il gatto nero della Regina di Bastoni, con pneumatici usati. E poi collage di motori, televisori, materiali di scarto, detriti: tutto rinato in sculture. «Gli haitiani hanno le risorse per rompere il loro destino di vittime e non hanno bisogno di “soluzioni occidentali” ai loro problemi», dice Smeets. Con la prima campagna di crowdfunding hanno stampato la prima edizione di The Ghetto Tarot (in alto una foto). Con la seconda, tra poco attiva, creeranno un sito web con tutte le informazioni, foto e video che mostrano la vita nei ghetto di Haiti. E agli artisti andrà il 20 per cento del profitto.

Articolo pubblicato sul numero 2/2016 di Gioia! Qui il reportage completo.

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