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tutta colpa di eva

La Tunisia è in ginocchio, si fanno le file per comprare latte e pane, Zine El-Abidine Ben Ali, dopo 23 di simil dittatura è scappato, e la colpa di chi è? Dell’avida e giovane moglie, tale Leila Trabelsi, che di fatto gestiva e manipolava il potere e il Paese su un sistema basato sulla corruzione. Forse il riassunto è un po’ provocatorio e forzato, ma questo è quello che si desume dalle ultime dichiarazioni e notizie di agenzia. È una storia vecchia come il mondo quella di dare la colpa alla Eva di turno. La donna come capro espiatorio, la strega da cacciare, il cervello diabolico da eliminare (vedi Ipazia). In questo blog ho già parlato della phthonos, l’invidia, ma mi è caduto l’occhio su un libro che è uscito pochi giorni fa in Francia. Si tratta di Femmes de dictateur di Diane Ducret. Un libro che sembra dire, altro che Mussolini, Hitler, Mao, Bokassa o Ceaucescu, le vere cattive erano loro, le perfide e diaboliche compagne e mogli. «Figlio di un porco, specie di buono a nulla che pensa solo alle puttane, stupido di un imperialista!..», così la tigre He Zizhen apostrofava Mao nell’intimità. Ovvero, nella privata cella d’isolamento in cui tutti i leoni-tiranni finivano con il comportarsi da agnelli. Persino Eva Braun riusciva a vessare Hitler con le sue richieste, mentre Elena Ceaucescu costringeva a lunghi viaggi diplomatici tutta la famiglia per soddisfare i suoi capricci. Poi Catherine, l’unica, pare, che riuscisse a far stare ad acqua, il “cannibale” Bokassa. Ecco, ce n’è davvero per tutti i gusti. P…ca Eva (si può?).

 

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