Comunicazione, Turismo
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Vacanze italiane

Pronti, si parte. Quelli che lo faranno entro giugno sono, secondo Coldiretti, circa sette milioni e, com’era prevedibile, la maggior parte sceglierà il Bel Paese. Ma anche a estate inoltrata, questa volta sono dati di Enit e Touring Club Italiano, è probabile che gli italiani preferiranno una vacanza che parla la loro lingua. Effetto delle limitazioni oggettive? In parte è così, ma è anche vero che gli ultimi mesi hanno accelerato tendenze che già stavano modificando le ragioni alla base del viaggio. Non più “dove”, come scrive Emma Taveri di Destination Makers nell’Alfabeto Pandemico di Stato dei Luoghi, ma “perché”. Non semplici destinazioni, ma luoghi emozionali che oggi devono rispondere a desideri di libertà e spazi aperti, voglia di famiglia più o meno allargata, protezione e tranquillità. Sentirsi a casa anche lontano da casa insomma, con quella voglia di meritato relax a contatto, il più possibile, con la natura. Mari o monti, in fondo, non sono nemmeno più in contrapposizione. Che ci si trovi in riva al mare o in un bosco, l’importante è infatti riprendersi uno spazio luminoso e open air, sentirsi attivi e confortati, godere del tempo vuoto ma spensierato della vacanza.

La montagna sembrerebbe in leggero vantaggio. Forse perché orizzonti ampi e natura sono a portata di mano. E poi la possibilità di fare trekking, camminate, tour in bici e mountain bike, gite a cavallo e nuotate nei laghetti alpini, ma anche forest bathing (il “bagno nella foresta” di ispirazione giapponese), green walking, yoga e meditazione, e tutte quelle pratiche che mettono in pace spirito e corpo che negli anni abbiamo scoperto avere un luogo di elezione in alta quota. In montagna il distanziamento sociale è naturale, il verde, il colore di default. D’altra parte, chi sceglierà la spiaggia troverà forse uno steward dello stabilimento balneare ad accompagnarlo al suo ombrellone o gazebo (preferibilmente prenotato), prodotti igienizzanti che prima non c’erano, ma i suoi dieci metri quadrati di posto al sole, con tanto di lettino o sdraio distanziati di almeno 1,5 metri da quelli del vicino, saranno forse di più di quelli che avrebbe avuto un’estate fa. Il divieto di giochi di gruppo renderà ogni spiaggia meno un parco divertimenti e, liberate le battigie, sarà ancora il paesaggio a prevalere. E poi c’è il mare, quello salato, dove immersioni, nuoto, windsurf, kitesurf, stand up paddle, sono consentiti, e tutte quelle baie, insenature, calette incastonate tra scogliere, piccoli paradisi non antropizzati, dove si arriva, liberi, solo a piedi o in barca, perché la ricchezza delle coste della Penisola non ha eguali.

Resta un accenno alla scelta della sistemazione. Secondo i dati rilevati da Pitchup.com, portale per prenotazione di vacanze outdoor leader in Europa, il 36 per cento di tutte le pagine viste nel mese di maggio riguarda campeggi e villaggi. Vacanzieri che scelgono di portarsela dietro la casa (leggi camper o tenda), mentre altri, e sono secondo Airbnb aumentati del 21 per cento, cercano una casa “altra”, meglio se con giardino e piscina a uso esclusivo dove passare l’estate. Se poi invece che una villa è uno chalet indipendente, oppure un appartamento con uno spazio privato all’aperto o un grande terrazzo, va bene ugualmente. L’importante è ricreare una dimensione domestica, che la fuga per ora è solo di prossimità e di avventura ne abbiamo avuto abbastanza. Così molti alberghi si sono attrezzati, sia per rispondere alla richiesta di soggiorni più lunghi, sia per venire incontro ai maggiori spazi di chi ha bisogno di continuare a lavorare, modalità smartworking ormai sdoganata, anche nei mesi estivi. Il resto lo fanno le linee guida Covid-19 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e qualche attenzione particolare: set di cortesia con mascherina e gel disinfettante, pantofole usa e getta, card disinfettate, camere igienizzate a vapore, servizi in camera di ogni tipo, check-in e check-out digitali o in reception open air, disinfettanti per la scuola delle scarpe, aria condizionata che esclude la funzione di ricircolo dell’aria, esperti per consulenze psicologiche e immunitarie, e soprattutto tanto spazio tutto per sé anche nei grandi alberghi.  

(Articolo già pubblicato su Repubblica dell’11 giugn0 2020).

Nell’immagine di apertura un frame del film Vacanze ad Ischia 1957 diretto da Mario Camerini.

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