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Val Sarentino: due passi nelle favole

La leggenda racconta che i laghetti Urlelockn erano incantati. Incantati come un po’ tutti i laghetti di montagna, che imprigionano le nuvole bianche che corrono nel cielo blu, ma quando si giunge fin lì, sull’alpe di Sunnolm, e ci si arrampica sulla libellula gigante, sembra di rivivere l’avventura. I magici specchi d’acqua sono una delle tappe del sentiero didattico naturalistico dell’Urlesteig. Una camminata in quota che permette di godere di tutte le cime dell’Alto Adige perché dalle vette della val Sarentino, il cuore della regione, il panorama va dalle alpi dello Zillertal, alle Dolomiti, al Sassolungo e Sassopiatto, fino ai ghiacciai dell’Ortles. Per arrivare, si prende la cabinovia a San Martino fino a Pichlberg per poi dirigersi, accompagnati da animali intagliati nel legno, verso la malga Pfnatsch: manovrare ruote idrauliche, attraversare specchi d’acqua su zattere, attraversare piccoli torrenti è solo l’inizio dell’avventura. Che prosegue a Sunnolm, appunto, e poi alla malga Getrum, tra labirinti di pino mugo, giochi di equilibrio, vie ferrate a misura di bambino, e punti panoramici per osservare, con telescopio, taccole alpine, lepri, fagiani di monte, martore degli alberi, caprioli, ghiandaie degli abeti, picchi rossi….

Alcuni tratti sono dedicati alla vita degli alpeggi, altri alla flora, perché qui camminare è un modo per divertirsi, ma anche per conoscere la montagna e le storie dei pastori sarentinesi. I più sportivi, dalla malga Getrum possono raggiungere, in un’ora e mezza, la Croce di Lazfons, con il più alto santuario dell’Alto Adige e ancora una vista mozzafiato. Meno panoramico, ma sempre misterioso, l’itinerario-gioco de La Via delle Saghe di Sovigo. La cosa straordinaria è che questa passeggiata che dal maso Wippinger porta alla malga Durr, è stata realizzata dagli insegnanti e alunni della scuola elementare del paesino. Passo dopo passo, si risolvono indovinelli con il serpente bianco, l’uccello Greif, la pietra stregata del castello di Reinegg, i birilli d’oro, i tre corvi bianchi… E ancora favole, ancora leggende, camminando lungo il lago di Valdurna. Uno specchio d’acqua in cui si riflettono le vette e i masi circostanti, ideale per un giro in bicicletta visto che qui, le auto non arrivano. La saga dice che il lago si formò quando un contadino continuò a lavorare in quei campi dopo i rintocchi dell’Ave Maria esclamando: «Che l’acqua sommerga pure il mio maso!», ma considerata la bellezza del paesaggio, sembrerebbe più una benedizione. In ogni caso, per chi non è riuscito a salire sulla cima rocciosa del Hohe Reisch (2003 m) partendo dal rifugio Sarner Skihütte, può godersi da qui i magici Stoanernen Mandlen, gli ometti di pietra: sassi impilati che formano mistiche piramidi e che indicano, si narra, l’antica presenza di streghe e stregoni che qui si ritrovavano nelle notti di plenilunio. E la favola continua… (nella foto i cairn, i sassi impilati chiamati anche omini di pietra)

PER PARTIRE La Val Sarentino è a solo 16 km dal centro di Bolzano Dormire Hotel Hohenegg, San Martino 87. Punto di partenza ideale per le passeggiate in quota, con zona wellness. Mangiare Ristorante Terra, all’interno Auener Hof Dining Home, un casa di solo otto camere ospita il ristorante stellato ad alta quota. Comprare al maso Afingsbruckhof, succhi, marmellate e salse di bacche, frutti rossi, verdure rarità, miele e uova di quaglia (tel. 3495819716); oli, essenze, creme e altri prodotti naturali con pino mugo, la forza vitale della montagna; le creazioni super premiate del maître chocolatier Toni Oberhöller.

Articolo già pubblicato su StylePiccoli/CorrieredellaSera giugno 2017

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