Donne, Storie
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Vecchia a chi?

Qualcuno ci sta pensando. E studiando. Come rubare alla Mercenaria mercenaria, un mollusco che abita dalle parti delle coste dello Yucatán, il segreto delle sue proteine capaci di mantenersi intatte al passare del tempo e permettendole così di arrivare a 500 anni. Come farà quel gene speciale della balena della Groenlandia a “riparare” il suo stesso DNA, tanto da garantire all’immenso animale 200 anni di vita. Non che si voglia inseguire l’eterna giovinezza, stato per altro di estrema labilità emotiva ed economica, ma di essere, come aveva definito Catherine Mayer qualche anno fa, gioiosamente amortali, orgogliosamente senza età, sì. E mentre ci accingiamo a soffiare, il 21 aprile prossimo, le novanta candeline di Elisabetta II, una che è passata dal parlare con Winston Churchill seduta sul suo divano Chippendale a digitare tweet e firmare la legge sui matrimoni gay, forse sarà il caso di prendere atto che questo non è, e non sarà, il mondo dei giovani.

«Già oggi, le persone tra 55 e 74 anni sono 14 milioni, uno in più di quelli che hanno tra 15 e 34 anni, ma nel 2030 lo scarto salirà già a cinque. E d’altra parte, solo in Italia i centenari sono quasi 20 mila» dice Enrico Oggioni, presidente fondatore di Osservatorio Senior e autore di I ragazzi di sessant’anni (Mondadori). Non si tratta però, solo di numeri. Come fa elegantemente notare Renata Pucci di Benisichi nel suo Per un buon uso della vecchiaia (Sellerio), «il vantaggio è che noi siamo anziani, e siamo stati giovani, e voi, no», ed è quindi lecito coltivare, e a quanto pare esibire, l’orgoglio dell’essere vecchi. Come darle torto: secondo l’Ufficio Nazionale di Statistiche della Gran Bretagna, sono loro, gli over 60, a essere i più felici di tutti. Secondo tutti gli indicatori demografici del pianeta invece, sono loro, gli ex Baby Boomer, con il portafoglio solido e la pensione sicura, a godersi viaggi, teatro, cinema, letture, trattamenti benessere e sport. Contro ogni norma di buon senso (i dati Usa parlano di un terzo degli americani sopra i 65 anni fisicamente attivi), negli ultimi anni hanno persino cominciato a competere in maratone e triathlon in un numero sempre crescente. Tanto che, all’ultima maratona di San Diego, Harriette Thompson, 92 anni, ex malata di cancro, ha tagliato il traguardo dopo 7 ore 24 minuti 36 secondi, diventando la donna più “vecchia” a compiere questa impresa. Vecchia a chi?, appunto.

«Quella del “dopo adulti” è una fase di vita tutta da inventare. Sta cambiando innanzi tutto la percezione di sé, nessuno vuole farsi chiamare vecchio o pensionato», continua Oggioni. Magari apprezzeranno di più essere definiti silver splitters, dal nome che in Inghilterra danno alla numerosa schiera di over 60 che decide di divorziare e intraprendere una nuova vita, anche sentimentale. Lo stesso fenomeno si registra in Italia da quando il divorzio breve è legge: perché negarsi questa possibilità se davanti si prospettano ancora almeno un paio di lustri di felicità? Se, come si legge sull’American Journal of Medicine e da uno studio dell’Università di California, persino le gioie del sesso sono più soddisfacenti, con il 67 per cento delle donne senior che sostengono di avere più orgasmi? Certo, in questo e altri casi, la medicina ha dato una mano. Anzi due. «È grazie ai progressi della scienza se oggi possiamo fare esami che ci aiutano a “prevenire” la vecchiaia. Analisi mirate che ci dicono se c’è quell’infiammazione cronica e silente responsabile di processi degenerativi; che differenziano gli estrogeni buoni da quelli cattivi; o che, come si legge nella carta del rischio Alzheimer presentata in questi giorni dal professor Federico Licastro dell’Università di Bologna, individuano anche in fase asintomatica la propensione a quella che è una delle malattie più temute», dice Damiano Galimberti, specialista in Scienza dell’alimentazione e presidente dell’Associazione Medici Italiani Antiaging. Che poi, a ben indagare, si scopre che alla fine, oltre a ingurgitare Omega 3 e superfood, oltre a consumare proteine vegetali e camminare almeno cinque chilometri al giorno, per cancellare dalla propria esistenza lo stato psicofisico della vecchiaia bisognerebbe semplicemente sorridere, incontrare gente, parlare, stare in società.

Spunti e consigli, non mancano. L’HuffingtonPost americano, da sempre con un certo fiuto per i target emergenti, ha una sezione Post 50; le nonne parigine si danno appuntamento su Grand-Mercredi.com; da noi il portale Grey-Panthers.it, nato per abbattere le resistenze dei senior alle nuove tecnologie, dispensa dritte su letture, vacanze, itinerari gastronomici, lavoro, risparmi, giardinaggio, wellness… Il fatto è che, come ha titolato tempo fa il New York Times, questi signori (e signore) attempati, lungi dal ritirarsi a vita privata tra volontariato in parrocchia e nipotini, regnano. E quando non rubano la scena a modelle ventenni (si ricordino, in ordine di apparizione, Joan Didion per Céline, Joni Mitchell per Yves Saint Laurent, Iris Apfel per Alexis Bittar, fino a Nicola Griffin in bikini per Swimsuitsforall), si accaparrano i titoli migliori della stagione cinematografica. Dall’European Film Market di Berlino a Hollywood non si parla che di gray dollar, con star non proprio di primo pelo come Harrison Ford, Richard Gere, Isabelle Huppert, Willem Dafoe e Charlotte Rampling, che all’alba dei suoi 70 anni si è aggiudicata il ruolo di Lady Denham nel film di Jim O’Hanlon tratto dal Sanditon di Jane Austen, che non sembra abbiano nessuna intenzione di lasciare le scene. E se anche lo volessero del resto, sono loro, seducenti nonostante i loro capelli grigi e qualche ruga, a essere lo specchio perfetto per questi orgogliosi vecchietti padroni del pianeta. L’unica nota a margine, la fa quel demografo che, a microfono spento, con ironia un po’ amara, fa notare che questi sono gli ultimi colpi di coda della festa. Sarà difficile che i giovani di oggi potranno essere, da vecchi, altrettanto splendidi. Come dire, finché si può, divertitevi.

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Articolo pubblicato su Gioia! n. 11 del 2016

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